Al Policlinico Vanvitelli di Napoli i primi 10 pazienti con Parkinson e tremore essenziale sono stati trattati con una nuova terapia a ultrasuoni guidata da risonanza magnetica. La procedura, non invasiva, ha ridotto il tremore fino al 100% in alcuni casi, restituendo autonomia quotidiana a persone che non rispondevano più ai farmaci. Il “caschetto” che spegne il tremore Guidare, scrivere, mangiare senza rovesciare il cibo: azioni normali, quasi invisibili per chi sta bene.
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Tremore essenziale e morbo di Parkinson resistente ai farmaci: due patologie neurologiche accomunate entrambe da tremori incontrollati e invalidanti dovuti a circuiti nervosi della base cranica in cui la trasmissione del segnale nervoso è danneggiata ma non completamente fuori uso, come quando una lampadina di una serie non funziona. Eliminando il singolo nodo tornano ad illuminarsi. Ed è così che sono tornati ad una vita del tutto normale, dopo molti anni di malattia, già 10 pazienti…
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Mauro Sellitto ha settantadue anni, una laurea in ingegneria e, fino a poco tempo fa, non riusciva più a fare quasi niente con le proprie mani. Scrivere era diventato impossibile. Guidare, un ricordo. Persino usare le posate a tavola era diventata una battaglia quotidiana che il Parkinson vinceva sempre. Poi, una mattina, si è seduto su una sedia, ha indossato un casco collegato a uno scanner e, senza bisturi né anestesia, qualcosa nel suo cervello è cambiato per sempre.
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