Chi dopo di lui? Il giorno dopo la lettera-sfogo al suo avvocato ("Qual è l'accusa? Ora la poltrona di governatore è un peso più che un onore", "per me una liberazione è ridare la parola agli elettori"), Giovanni Toti vorrebbe tenere duro e restare alla guida della Liguria fino alla pronuncia della Cassazione sui suoi domiciliari, confermati dai giudici del riesame. L'unica certezza è che non si ricandiderà alle regionali, che potrebbero tenersi in anticipo, a ottobre (l'altra finestra è la prossima…
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Savona/Liguria. Le ultime vicende del caso Toti gettano nello sconforto i poveri cittadini liguri, spettatori senza colpe di un caso ancora lontano dalla soluzione, anche se si intravede una flebile luce in fondo al tunnel. Un primo colpo di scena era arrivato nei giorni scorsi. Dopo il no alla revoca degli arresti domiciliari, un Toti visibilmente provato aveva detto "Questa poltrona è un peso", facendo intendere che avrebbe anche potuto dimettersi.
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"Non è Toti a tenere in stallo la Liguria, ma chi priva della libertà un innocente, fino a prova contraria e di certo oggi: non lo dice Guido Crosetto, lo dice la Costituzione. Mi sconvolge la gravità di ragionamenti del genere. E mi sconvolge il silenzio intorno a questa
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La Lista Toti, dopo essersi confrontata con il legale del presidente Toti, smentisce quanto riportato in agenzie in cui si parla della possibile presenza di Marco Scajola al colloquio di Giovanni Toti con Matteo Salvini. Colloquio che, come ha spiegato l’avvocato Savi, al momento è stato solo richiesto e non ancora autorizzato e che in ogni caso riguarda esclusivamente il…
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Che cosa non mi convince del caso Toti "Non c’è bisogno di essere sodali o sostenitori di Toti per restare stupiti dall’arresto di un presidente di Regione, dopo 4 anni di indagini, in nome di esigenze cautelari divenute indifferibili prima del voto e che tuttavia si prolungano indefinitamente anche dopo". Il corsivo di Cundari estratto dalla sua newsletter La Linea. LE NOVITÀ GIUDIZIARIE SU TOTI Personalmente provo un certo disagio nel leggere sui giornali che Giovanni Toti, secondo il tribunale del Riesame, deve restare agli…
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Sul caso Toti arriva la stampella dell'Anm. Il presidente del sindacato delle toghe Giuseppe Santalucia è furioso per la decisione di due consigliere laiche del Csm - Claudia Eccher e Isabella Bertolini - di chiedere l'apertura di una pratica disciplinare nei confronti dei giudici del tribunale del Riesame di Genova che hanno rigettato la richiesta di revoca degli arresti domiciliari per il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti con l'alibi della possibile reiterazione del reato, ipotizzando per loro abnormità e…
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Il ruolo politico, legato a doppio filo a quello dell'indagato. Come è stato fin dall'inizio, in questa inchiesta ligure che il 7 maggio ha portato ai domiciliari Giovanni Toti con l'accusa di corruzione. E ancora di più ora, con il Tribunale del riesame che con un provvedimento durissimo ha confermato gli arresti al governatore perché potrebbe reiterare il reato nell'esercizio del suo mandato. Di nuovo, i magistrati sembrano dire che finché Toti non farà un passo indietro, la libertà resta lontana.
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«Manifestazione pubblica giovedì 18 tardo pomeriggio (luogo da definirsi) per dimissioni Toti e andate al voto al più presto. Parteciperanno Fratoianni, Bonelli, Schlein e Conte. Avvisate i vostri contatti». Recita e corre così su chat e sms, da ieri mattina, quella che seppur ufficiosamente rimane per ora l’unica reale comunicazione sulla manifestazione nazionale sul caso Toti che giovedì prossimo porterà a Genova i leader del campo progressista
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Che si tratti dei primi segni di cedimento, di un messaggio agli alleati o dell’ennesima mossa della stessa strategia difensiva, da quando è diventata di dominio pubblico la lettera post Riesame di Giovanni Toti all’avvocato Stefano Savi agita la scena politica intera, a destra come a sinistra. In quota maggioranza si cerca di interpretare certi passaggi dello sfogo del governatore, un sostanziale invito a decidere insieme agli alleati del proprio futuro, e si attende il via…
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La lettera in cui il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ha fatto trapelare l’ipotesi di dimettersi a breve (“Ora la poltrona di governatore è più un peso che un onore”) ha mandato nel panico la coalizione di centrodestra: la missiva, scritta dopo la conferma degli arresti domiciliari, fa presagire che Toti si dimetterà a …
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“Diverse volte Toti ha fatto richiesta, esaudita, di poter ricevere in visita esponenti del centrodestra regionale e nazionale. Nella lettera che ieri ha inviato al suo avvocato, Toti scrive che tornerà a incontrarsi con gli amici del suo movimento politico, gli alleati e tutti coloro che potrà vedere per parlare di futuro; lunedì è probabile che incontri anche Salvini. Bene, vogliamo incontrarlo anche noi".
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Roma, 13 lug. – “Diverse volte Toti ha fatto richiesta, esaudita, di poter ricevere in visita esponenti del centrodestra regionale e nazionale. Nella lettera che ieri ha inviato al suo avvocato, Toti scrive che tornerà a incontrarsi con gli amici del suo movimento politico, gli alleati e tutti coloro che potrà vedere per parlare di futuro; lunedì è probabile che incontri anche Salvini. Bene, vogliamo incontrarlo anche noi”.
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Non solo il centrodestra, ma anche il mondo progressista chiede di incontrare il presidente (sospeso) Giovanni Toti. La richiesta, che può suonare dissonante, arriva dal Movimento Cinque Stelle, dal senatore Luca Pirondini e dal deputato Roberto Traversi. Ma non è una boutade, questa mattina infatti hanno inviato al tribunale di Genova un'istanza per poter avere un incontro con il presidente ligure.
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A due mesi dall'arresto di Giovanni Toti la situazione si fa ancora più tesa. Le consigliere laiche del Csm, Claudia Eccher e Isabella Bertolini, hanno chiesto l'apertura di una pratica per verificare se sussistono a carico dei magistrati che compongono il Tribunale del Riesame di Genova "profili di illecito
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Pietro Senaldi 13 luglio 2024 Qualcuno si è svegliato a Roma. Le consigliere laiche del Consiglio Superiore della Magistratura, Claudia Eccher e Isabella Bertolini, hanno chiesto l’apertura di una pratica per verificare se sussistano, a carico dei magistrati componenti il collegio del Riesame «profili di illecito disciplinare per abnormità, illogicità della motivazione ed emissione di un provvedimento restrittivo della libertà personale fuori dai casi consentiti dalla legge».
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“La presidenza è oggi più un peso che un onore”: a dirlo è Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria confermato dopo il Riesame agli arresti domiciliari che in una lettera affidata all'avvocato Stefano Savi ha chiesto di parlare con gli alleati per decidere come procedere. E con una istanza presentata al giudice, infatti, ha chiesto di potere incontrare il vice presidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini (che tra l'altro sarà a Genova lunedì 15 luglio per un convegno del Mit sulle grandi opere) e gli assessori…
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Ancora agli arresti domiciliari nella sua casa di Ameglia, come confermato l’11 luglio scorso dal Tribunale Riesame secondo cui non tutti i finanziamenti ottenuti dalle liste che portano il suo nome risulterebbero registrati, Giovanni Toti chiede di potere avere incontrare ancora esponenti politici, dopo i tre vertici delle settimane passate. L’avvocato di Giovanni Toti, Stefano Savi, è in procinto di presentare una nuova richiesta con cui chiede alla Gip…
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ROMA Giovanni Toti ha chiesto di incontrare Matteo Salvini, il leader che più lo ha difeso, e ha annunciato che sceglierà cosa fare per il bene della Liguria. Il faccia a faccia con il segretario della Lega ci sarà il 15 luglio ma anche il partito di via Bellerio che nelle scorse settimane lo invitava a resistere si è convinto che l’unica prospettiva sono le urne. Convincimento che è maturato anche in Forza Italia e in Fratelli d’Italia.
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AMEGLIA (La Spezia) Amarezza, certo. Disincanto, forse. Ma chi ha buttato gli occhi affannosamente su e giù, lungo quelle quattro pagine vergate a caratteri fitti, sperando di trovarci la parola dimissioni, ancora una volta ha dovuto ingoiare il rospo. Dalla lunga lettera che il governatore Giovanni Toti ha indirizzato nel tardo pomeriggio di ieri a Stefano Savi, l’avvocato che lo difende dall’accusa di corruzione nella maxi inchiesta che ha terremotato la Liguria, emerge semmai…
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Ci sono tante buone ragioni per le quali Giovanni Toti dovrebbe dimettersi dalla presidenza della Liguria, non ultima l’inchiesta per corruzione e voto di scambio che lo riguarda. Qualche buona ragione, poi, ci sarebbe pure per porre fine alla sua detenzione domiciliare: garantismo non vuol dire innocentismo e l’opportunità politica non necessariamente riguarda i guai giudiziari. Guardiamo piuttosto ai fatti, cioè ai motivi dietro alle esigenze cautelari.
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Chi non indossa i paraocchi dell’ideologia dovrebbe finalmente riconoscerlo ad alta voce, senza girarci intorno: la Liguria è zona di guerra. La Liguria è l’Ucraina italiana. Non nel senso che piovono bombe in riviera: ma effettivamente è lì, a Genova, che corre la linea Maginot del conflitto, atomico e senza regole, tra politica e magistratura. Se la Liguria è territorio bellico, il governatore Toti ricopre ormai, suo malgrado, il ruolo…
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"È chiaro che oggi per me la poltrona di Presidente è maggiormente un peso che un onore. Forse sarebbe stato più facile, fin da subito, sbattere la porta, con indignazione, al solo sospetto...Non mi spaventa rinunciare ad un ruolo a cui pure sono legato...". Lo scrive Giovanni Toti - il governatore ligure agli arresti domiciliari dallo scorso 7 maggio con l’accusa di corruzione - in una lettera al suo avvocato Stefano Savi.
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"Vedo come una liberazione poter ridare la parola agli elettori.... ma la Presidenza non è un bene personale...Nei prossimi giorni, con il permesso dei magistrati, tornerò ad incontrarmi con gli amici del movimento politico, gli alleati... E le scelte che faremo saranno per il bene della Liguria". Lo scrive Giovanni Toti, che ha chiesto di incontrare anche Matteo Salvini
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«È chiaro che oggi per me la poltrona di Presidente è maggiormente un peso che un onore. Forse sarebbe stato più facile, fin da subito, sbattere la porta, con indignazione, al solo sospetto…Non mi spaventa rinunciare ad un ruolo a cui pure sono legato…». Lo scrive Giovanni Toti in una lettera inviata all’avvocato Savi. «Vedo come una liberazione poter ridare la parola agli elettori…. ma la Presidenza non è un bene personale…Nei…
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