La degenerazione maculare legata all'età rappresenta una delle principali cause di cecità irreversibile negli adulti oltre i 60 anni, colpendo circa 20 milioni di americani e milioni di persone in tutto il mondo. Questa patologia oculare deteriora progressivamente la macula, la regione centrale della retina responsabile della visione nitida e della percezione dei dettagli e dei colori. Fino ad oggi, le terapie disponibili potevano soltanto rallentare la progressione della malattia senza possibilità di recuperare…
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L’impianto PRIMA è un modulo di appena 2×2 mm che sostituisce i fotorecettori distrutti dalla malattia, lasciando lavorare le cellule retiniche residue. Le immagini vengono catturate da occhiali speciali con telecamera e inviate all’impianto tramite luce infrarossa invisibile. Il chip le trasforma in impulsi elettrici diretti al cervello attraverso il nervo ottico, riattivando il circuito visivo. Si possono regolare zoom e contrasto, per…
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Una delle frontiere più promettenti della medicina moderna sta cambiando il destino delle malattie oculari ereditarie. Distrofie retiniche, degenerazione maculare e retinite pigmentosa non sono più sinonimo di cecità inevitabile: la terapia genica punta a correggere direttamente i difetti del DNA che le causano, restituendo alla vista ciò che la genetica aveva negato. Dal 2017, anno dell’approvazione del primo trattamento, il settore è in piena espansione: oltre 350 sperimentazioni nel mondo stanno studiando nuovi…
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Restituire la visione centrale in persone colpite da degenerazione maculare legata all’età (AMD) in fase avanzata: è il risultato, fino a pochi anni fa impensabile, ottenuto da un impianto retinico wireless testato in uno studio internazionale e pubblicato sul New England Journal of Medicine. L’AMD atrofica avanzata – o atrofia geografica (GA) – è oggi la principale causa di cecità irreversibile negli anziani e interessa oltre cinque milioni di persone nel mondo.
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Degenerazione maculare legata all’età: occhiali smart e microchip per tornare a vedere Daniel Palanker è un ricercatore di Stanford, ideatore di un sistema che ha consentito ad alcuni pazienti di recuperare la vista. E racconta come evolverà il sistema
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