CALENZANO (Firenze) "Abbiamo raccolto tra i primi uno dei feriti. Ci ha raccontato di essere stato sbalzato per dieci metri". Voci dei soccorritori: i volontari fiorentini sono stati tra i primi ad arrivare sul posto. Quando la centrale operativa dell’emergenza ha fatto partire l’allarme, le prime associazioni attivate sono state quelle del posto: la Pubblica assistenza di Calenzano e la Misericordia.
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Una comunità ferita, attonita, incredula. Che richiederà inevitabilmente giorni, settimane o addirittura mesi per metabolizzare la tragedia al deposito Eni di Calenzano. Dal cielo, in via Erbosa, cadono gocce a intermittenza. Lacrime, non pioggia, a bagnare il volto dei residenti, dei dipendenti che orbitano attorno al distretto industriale locale. Un tessuto residenziale consapevole della intrinseca pericolosità di una convivenza con un deposito che ospita serbatoi di liquidi…
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Il boato dell’esplosione ha squassato un’area vasta intorno al deposito Eni e in linea d’aria è vicino il centro commerciale I Gigli che in un lunedì di dicembre a quell’ora era già pieno di gente. Il lunedì mattina è considerato infatti uno dei momenti più gettonati per gli acquisti, soprattutto per genitori e nonni in quanto i figli e i nipoti sono a scuola e per chi il lunedì è di riposo dal lavoro.
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– “Mi trovavo a cinque metri dal punto dove poi c’è stata l’esplosione, stavo lavorando sui cassoni utilizzati per lo smaltimento dei rifiuti. Poco dopo le 10, un po’ prima del solito, sono andato a fare una pausa con alcuni colleghi. Erano passati circa dieci minuti quando ho sentito il forte boato. Mi sento un miracolato”. Come dare torto a Francesco Munia, calabrese, che nel deposito Eni di via Erbosa lavora da quattro anni come dipendente di una ditta…
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Roma — Alle 16 di ieri è arrivato il cessato allarme. L’aria è tornata respirabile e chi aveva le finestre intatte le ha potute riaprire. «Poteva andare peggio. Se a bruciare fosse stato petrolio non raffinato, o se fossimo stati in un periodo di cappa estiva, i rischi per la salute sarebbero stati maggiori» spiega Fabio Ferranti, dirigente dell’Ispra (l’Istituto Superiore per la Protezione e la …
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«Il lavoro in questo Paese è stato reso uno straccio. Umiliato. Svuotato. Si sono create le condizioni per cui gente sempre più povera accetta e continuerà ad accettare lavoro pur che sia. Lavoro insicuro. A rischio. Con l’aggravante per di più che da tutte le tragedie più grosse degli ultimi anni continuiamo ad uscire con un senso di lentezza della giustizia se non di impunità: strage di Viaregg…
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«Bisogna interrogarci se questo impianto oggi sia compatibile con questo territorio. Già domattina (oggi per chi legge, ndr) avremo un incontro con la Prefettura per valutare tutte le ulteriori misure di sicurezza da assumere e fare il punto della situazione, inizieremo parlando di eventuali possibili inquinamenti che sembra siano scongiurati». Un’area di 170 mila metri quadrati Il sindaco di C…
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Ore 10.26, l’esplosione, il fuoco, la corsa per salvarsi, la paura che le fiamme raggiungano anche i grandi serbatoi di carburante, il fumo che rende irrespirabile l’aria, la ricerca drammatica dei dispersi. Calenzano, a pochi chilometri da Firenze, l’inferno arriva in una grigia giornata di dicembre illuminata da una luce, quella delle fiamme, che nessuno avrebbe mai voluto osservare. Lascia molte domande senza risposta, due vittime accertate, tre dispersi e 27 feriti…
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Esplosione stabilimento Eni di Calenzano. Operai: grande boato e fiamme Esplosione dello stabilimento Eni di Calenzano, in provincia di Firenze. La procura di Prato ha aperto un’inchiesta per verificare eventuali responsabilità penali. Servizio di Massimiliano Cochi. Questo contenuto non è disponibile per via delle tue preferenze sui cookie
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– Momenti drammatici. Sono quelli in cui si vede l’esplosione di Calenzano, avvenuta nel deposito di carburanti lunedì 9 dicembre. Sono circa le 10.20 e le telecamere di sicurezza dell’impianto Eni riprendono tutto. Si vedono le normali operazioni di carico dei camion, che poi portano il carburante stesso ai distributori. La diretta: gli aggiornamenti sull’esplosione Quattro momenti dell'esplosione avvenuta nel deposito Eni di Calenzano: una telecamera…
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Il dottor Fabrizio Malan è direttore della Chirurgia plastica ricostruttiva e del Centro grandi ustionati dell’ospedale CTO di Torino. Un’altra tragedia sul lavoro, purtroppo, che rievoca quella della Thyssen a Torino.«Fu un vero dramma, indimenticabile». Quanti posti avete?Al CTO disponiamo di 3 letti di terapia intensiva e di 8 per la semintensiva: i primi sono occupati per cinquanta settima…
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«Ho sentito un boato fortissimo, sono esplosi tutti i vetri e poi ho cominciato a perdere sangue» il drammatico racconto di un ragazzo testimone dell'esplosione nella raffinerie Eni di Calenzano, rimasto ferito da alcune schegge di vetro. Un altro residente in zona confessa: «Ho avuto tanta paura, credevo fosse un tuono. Eravamo solo io e mia moglie».
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La procura di Prato ha aperto un'inchiesta per fare luce sulla tragedia che a Calenzano (Firenze) ha causato due vittime e molteplici feriti a seguito dell'esplosione avvenuto in uno stabilimento Eni. Identificata la prima vittima, un padre di famiglia 51enne
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Nella sala del Consiglio del Municipio di Calenzano i parenti delle persone disperse in seguito all'esplosione nello stabilimento Eni aspettano, sperano e si disperano. A Fanpage.it raccontano: "Vogliamo sapere se sono vivi, sapere se i vigili del fuoco stanno sentendo dei gemiti sotto alle macerie".
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Esplosione Calenzano, il racconto di un testimone: "Ho sentito un boato" 09 dicembre 2024 "Ho sentito un boato, i vetri delle finestre sono andati in frantumi e un vetro mi ha ferito in fronte. Solo due punti di sutura fortunatamente". Così Nicolas Magnolfi, operaio 29enne di una ditta vicina allo stabilimento Eni di Calenzano (Firenze), racconta ai giornalisti il momento dell'esplosione che questa mattina ha causato due morti, nove feriti e tre dispersi.
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E' stato come un terremoto. L'esplosione di Calenzano, dove un incidente le cui cause sono ancora da stabilire ha fatto saltare parte del deposito dove i camion caricano il carburante ripropone il tema della sicurezza sul lavoro. Erano le 10.20 di un tranquillo lunedì quando tutta Firenze e mezza provincia ha sentito lo scoppio tremendo. Quindi la nube nera che si è alzata, visibile da chilometri. Bloccata la ferrovia Prato-Firenze, bloccato e poi…
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"L'incidente ha creato un'onda d'urto importante che ha frantumato i vetri di tante abitazioni. La situazione è tornata sotto controllo, adesso stiamo valutando che cosa fare e dove intervenire con la Prefettura. L'indicazione è quella di non uscire di casa e t...
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La fiammata e la colonna di fumo nero che si alza in cielo: il momento dell'esplosione nel sito Eni di Calenzano (Firenze) ripreso da una telecamera di sicurezza. Tutti gli aggiornamenti su Repubblica Credit: Enrico Chimenti / Ansa
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La colonna di fumo causata dall'esplosione avvenuta in un deposito di carburanti a Calenzano (Firenze) - ANSA Quando nella mattinata di ieri è scoppiato l’inferno, l’onda d’urto ha frantumato i vetri di decine di abitazioni, i dipendenti delle fabbriche vicine sono scappati di corsa dagli stabilimenti e dai capannoni. «C’è stato un boato terribile, abbiamo pensato a una bomba o a un forte terremoto, i controsoffitti degli uffici sono crollati, i miei dipendenti gridavano per il terrore»…
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Tre operai lucani coinvolti nell’esplosione in raffeneria Eni a Calanzano, Bardi: “Dolore per le vittime, apprensione per i dispersi”. Di seguito la nota integrale. Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, si dice profondamente addolorato per l’incidente accaduto oggi al deposito di carburante Eni a Calenzano, in provincia di Firenze, ed esprime cordoglio per le vittime e solidarietà…
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La lista delle trentacinque persone che erano entrate nel sito Eni di Calenzano è l’elenco di un dramma che ora dopo ora spegne le speranze su ognuna di quelli che mancano all’appello. Due corpi finora sono stati ritrovati mentre altri tre uomini, irrintracciabili, sono molto probabilmente ancora tra le macerie di ciò che resta di quella esplosione. Il primo ad essere stato identificato è Vincenzo Martinelli, 51 anni, residente a Prato e originario di Napoli: aveva due figlie ed era autista di…
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La lista delle trentacinque persone che erano entrate nel sito Eni di Calenzano è l’elenco di un dramma che ora dopo ora spegne le speranze su ognuna di quelli che mancano all’appello. Due corpi finora sono stati ritrovati mentre altri tre uomini, irrintracciabili, sono molto probabilmente ancora tra le macerie di ciò che resta di quella esplosione. Il primo ad essere stato identificato è Vincenzo Martinelli, 51 anni, residente a Prato e originario di Napoli: aveva due figlie ed era…
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Ecco il momento dell’esplosione alle 10:20 ripreso da una delle telecamere di sorveglianza dello stabilimento. La procura di Prato, diretta da Luca Tescaroli, sta in queste ore ricostruendo cosa è accaduto nel deposito di Calenzano attraverso le immagini e il racconto dei sopravvissuti. Dai nostri inviati Giuliano Foschini e Luca Serranò
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Esplosione in raffineria Eni a Calenzano, cancelli divelti e vetri rotti: i danni dell'onda d'urto "L'incidente ha creato un'onda d'urto importante che ha frantumato i vetri di tante abitazioni. La situazione è tornata sotto controllo, adesso stiamo valutando che cosa fare e dove intervenire con la Prefettura. L'indicazione è quella di non uscire di casa e tenere chiuse le finestre ed eventuali ricadute”, ha detto il sindaco di Calenzano…
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La tragedia di Calenzano, vicino Firenze. Nel centro Eni in cui è avvenuta l’esplosione ( e in cui hanno perso la vita due persone) erano al lavoro anche degli operai della ditta Sergen di Grumento Nova, in trasferta per fare manutenzione. Lo si apprende da fonti sindacali. A quanto sinora reso noto, 5 in tutto i trasfertisti: due impegnati in attività di ufficio non sarebbero stati raggiunti dall’esplosione.
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"L'incidente ha creato un'onda d'urto importante che ha frantumato i vetri di tante abitazioni. La situazione è tornata sotto controllo, adesso stiamo valutando che cosa fare e dove intervenire con la Prefettura. L'indicazione è quella di non uscire di casa e tenere chiuse le finestre ed eventuali ricadute”, ha detto il sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani. Ingenti danni sono stati riportati anche nei capannoni industriali situati nei pressi della raffineria.
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“Sono profondamente addolorato per la tragica esplosione di Calenzano, che ha portato via la vita di innocenti lavoratori e vede coinvolti anche alcuni operai lucani”. Con queste parole il Presidente della Provincia di Matera, Francesco Mancini, ha commentato l’incidente avvenuto oggi in Toscana sottolineando che sta seguendo “con apprensione l’evolversi della situazione. Nel contempo, però, mi preme ringraziare i soccorritori che si…
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Ingenti danni anche nei capannoni delle industrie attorno alla raffineria di Calenzano esplosa nella giornata del 9 dicembre. L'onda d'urto ha mandato in frantumi i vetri delle finestre, crollare tetti e divelto addirittura pesanti cancelli. I testimoni raccontano di un boato e di grande paura
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È stato identificato il corpo di una delle persone morte nell'esplosione di Calenzano. La vittima farebbe parte della lista delle cinque persone che mancano all'appello,... Leggi tutta la notizia
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È stato identificato il corpo di una delle persone morte nell’esplosione di Calenzano. La vittima farebbe parte della lista delle cinque persone che mancano all’appello, due morti e tre dispersi, tutti operai che stavano guidando le autocisterne. Nella lista ci sono un operaio originario di Catania di 57…
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Una notizia che non poteva lasciare indifferente le istituzioni, dai Comuni alla Regione, che hanno seguito da subito le operazioni e che hanno annullato in segno di rispetto le conferenze stampa previste in giornata, ma anche la Fiorentina. Già in mattinata il club aveva fatto un tweet di cordoglio e vicinanza, a nome di Rocco Commisso e della Fiorentina: "Il presidente Commisso, la sua famiglia e tutta la Fiorentina, in questo tragico momento, sono vicini al dramma delle famiglie…
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La fiammata e la colonna di fumo nero che si alza in cielo: il momento dell’esplosione nel sito Eni di Calenzano , in provincia di Firenze, avvenuto la mattina del 9 di dicembre, ripreso da una telecamera di sicurezza. L’incidente ha provocato due vittime, nove feriti e tre dispersi .
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Mercoledì prossimo 11 dicembre sarà giornata di lutto regionale per le vittime dell’esplosione avvenuta questa mattina nel deposito carburanti Eni a Calenzano (Fi). Lo ha annunciato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, al termine della riunione odierna di giunta. “Le bandiere degli edifici della Regione saranno esposte a mezz’asta per l’intera giornata e verranno listate a lutto”, ha spiegato il presidente Giani che invita gli enti locali e agli enti decentrati…
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Vatican News E' di due morti, 26 feriti e tre dispersi il bilancio provvisorio dell'esplosione e del conseguente incendio nel deposito Eni di Calenzano, a nord di Firenze. I vigili del fuoco hanno estinto le fiamme e sono in corso le ricerche dei dispersi. Dei feriti due sono gravemente ustionati e sono stati portati a Pisa per essere operati. Indagini in corso A esplodere è stata una delle autobotti presso la pensilina di carico, nella zona dove viene caricato il carburante.
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Per la prima volta con l'incidente dell'impianto Eni di Calenzano è stato attivato IT-alert, il sistema di allarme pubblico sviluppato dalla Protezione Civile. In questo modo abbiamo capito per la prima volta come funziona la notifica di allarme che è stata testata negli ultimi anni.
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Un livornese tra i feriti gravi nell’esplosione a Calenzano Foto tratta dal profilo Facebook di Eugenio Giani Il ferito è un autotrasportatore di Livorno, autista volontario della Svs. "Siamo in apprensione per lui", ha commentato il direttore della Svs, Francesco Cantini. Per lui, trasportato da Pegaso a Cisanello, si parla di ustioni di secondo e terzo grado estese su tutto il corpo C’è anche un livornese di 51 anni tra i feriti gravi nell’esplosione di Calenzano avvenuta nella mattina di lunedì…
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Il Capo dello Stato Sergio Mattarella nella giornata odierna ha sentito telefonicamente il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani non appena appresa la notizia dell'esplosione occorsa nel... Leggi tutta la notizia
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ESPLOSIONE NELLO STABILIMENTO ENI DI CALENZANO: 2 MORTI, 26 FERITI E 3 DISPERSI. APERTA UN’INDAGINE A PRATO. MEDICI AMBIENTALI: “LA NUBE NERA È UN POTENZIALE PERICOLO”. Dopo l’esplosione e le fiamme, con la nube nera alta verso il cielo, poco dopo le 14 il governatore dem Eugenio Giani ha rassicurato: “Situazione sotto controllo, nessun contatto con i depositi di carburante, altrimenti l’esito sarebbe stato più drammatico”.
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– L'esplosione avvenuta all'impianto Eni di Calenzano, oltre a causare un forte boato ben udibile fra gli abitanti di Prato e Firenze è stato percepito anche dalla strumentazione dell'Ingv. In una nota pubblicata su X l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia informa che "le stazioni sismiche della rete sismica nazionale hanno registrato un segnale che ha consentito di localizzare la zona in cui è avvenuta l'esplosione e di stimare una magnitudo equivalente pari…
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É di 2 morti, 9 feriti e 3 dispersi il bilancio in aggiornamento dell'esplosione della raffineria Eni a Calenzano, in provincia di Firenze, mentre i vigili del fuoco hanno domato le fiamme e i tecnici dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpat) sono sul posto per valutare le potenziali ricadute degli inquinanti, corsi d'acqua inclusi. Gli imprenditori della zona raccontano:"Non ho visto...
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Identificata una delle due vittime accertate, si cerca un operaio di 57 anni originario di Catania Ci sarebbe anche un siciliano tra gli operatori che mancano all’appello dopo la strage di Calenzano, in provincia di Firenze. Nella lista dei dispersi figura infatti anche un operaio 57enne originario di Catania, ancora non rintracciato insieme ad un 62enne di Napoli, un 49enne di Novara, un 45enne nato in Germania ma residente in Italia e un un operaio di Matera…
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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani per avere informazioni sui feriti, per portare la solidarietà alle famiglie delle vittime e per ringraziare i soccorritori che sono intervenuti con grande professionalità. Lo si è appreso al Quirinale
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Ci sarebbe anche un operaio originario della provincia di Novara – secondo un’agenzia Ansa - nella lista dei dispersi dell’esplosione alla raffineria Eni di Calenzano, Firenze. Sono in corso i dovuti accertamenti e verifiche: ancora cinque le persone che mancano all'appello, due morti e tre dispersi, tutti operai che stavano guidando le autocisterne: un operaio originario di Catania di 57 anni, un operaio di Napoli di 62 anni, un operaio originario della…
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Tragedia a Calenzano, vicino Firenze. Come fa sapere rainews: “esplosione (in cui hanno perso la vita due persone). Erano al lavoro anche degli operai lucani, in trasferta per fare manutenzione. Lo si apprende da fonti sindacali. A quanto sinora reso noto, 5 in tutto i trasfertisti: due impegnati in attività di ufficio non sarebbero stati raggiunti dall’esplosione. Altri 3 invece sarebbero stati impegnati proprio sull’impianto.
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Al momento, è stato identificato il corpo di una delle due vittime: Vincenzo Martinelli, 51 anni e originario di Napoli. Secondo quanto si apprende, farebbe parte della lista delle persone che mancano all'appello: tutti operai che stavano guidando le autocisterne prima della deflagrazione, tutti di età compresa tra i 45 e i 62 anni Due corpi finora sono stati ritrovati mentre altri tre uomini, irrintracciabili, sono molto probabilmente ancora tra le macerie di ciò…
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Potrebbe esserci un morto napoletano nell'ambito della tragica esplosione verificatasi in una raffineria Eni a Calenzano, in Toscana. È stato infatti identificato il corpo di una delle persone morte nell'esplosione. La vittima farebbe parte della lista delle cinque persone che mancano all'appello, due morti e tre dispersi, tutti operai che stavano guidando le autocisterne. Nella lista ci sono un operaio originario di Catania di 57 anni, un operaio di Napoli di 62 anni, un operaio originario della…
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Lunedì 9 dicembre a Calenzano, nel deposito Eni, è avvenuta un’esplosione che ha causato morti, dispersi e feriti. La Procura di Firenze ha aperto un’inchiesta sull’incidente, per accertare le responsabilità e fare luce sull’accaduto. Cosa sappiamo fino a ora, dall’ipotesi della scintilla ai lavoratori coinvolti, passando per i rischi per la salute a causa della nube tossica che si è alzata in cielo dopo lo scoppio.
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Proseguono le indagini sull’esplosione avvenuta presso la raffineria Eni di Calenzano, un tragico evento che ha causato la morte di almeno due persone e la scomparsa di altre tre. Uno dei due corpi rinvenuti è stato identificato, confermando che appartiene a uno degli operai coinvolti. Restano incerti i dettagli sul destino degli altri lavoratori. La prima vittima identificata si chiama Vincenzo…
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