Questa settimana le pubblicazioni delle aziende hanno alimentato una forte volatilità sui mercati, provocando movimenti marcati sia al rialzo che al ribasso. Nel complesso, l'Europa è rimasta stabile, mentre Wall Street ha raggiunto livelli record, sostenuta da un'inflazione statunitense in linea con le aspettative e che rafforza la probabilità di un calo dei tassi da parte della Fed la prossima settimana.
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La settimana macroeconomica può essere riassunta con due parole: Banche centrali. Tra le attese per le riunioni della Bce e della Fed, previste per la prossima settimana, e quelle già tenute da altre banche centrali negli ultimi giorni, sono state infatti le decisioni sul costo del denaro a catalizzare la maggior parte dell’attenzione dei mercati. Tra quelle che si sono riunite, la Banca centrale turca ha tagliato i tassi di interesse dell’1%, come previsto, ma ha rallentato il ritmo delle riduzioni a causa dell’aumento dell’inflazione.
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Oggi il Bureau of Labour Statistics (BLS) americano ha pubblicato i dati sull'inflazione negli Stati Uniti di settembre, che è risultata inferiore alle previsioni, con un aumento dello 0,3% su base mensile/3,0% su base annua per l'inflazione complessiva e dello 0,2% su base mensile/3,0% su base annua per l'inflazione di fondo (esclusi alimentari ed energia). Le previsioni di consenso erano per un'inflazione complessiva dello 0,4% su base mensile e dello 0,3% su base…
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Londra al top. In netto rialzo il petrolio (+8%), giu' l'oro (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 24 ott - Settimana positiva per le Borse europee, sostenute da una stagione di trimestrali in pieno svolgimento e , nell'ultima seduta dell'ottava, da un'inflazione americana piu' morbida del previsto. Il dato, in primo a essere diffuso da quando e' iniziato lo shutdown, ha rafforzato le aspettative di un taglio dei tassi da parte della Fed nella riunione del prossimo…
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Punti chiave I dati macroeconomici influenzano i movimenti del mercato I dati su CPI e PMI spingono il mercato verso nuovi massimi storici Il sentiment dei consumatori dell’Università del Michigan sotto le aspettative Ford recupera parte della capacità produttiva persa La sessione a Wall Street apre in territorio positivo a seguito dell’accumulo di dati macroeconomici chiave. La compilazione delle ultime rilevazioni di PMI e CPI crea un quadro misto, ma comunque ottimista per i mercati riguardo alla…
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Borse deboli quest'oggi anche dopo il dato sull'inflazione Usa, che ha spinto Wall Street a toccare invece nuovi massimi storici con l'S&P 500 che si porta poco sotto i 6.800 punti. Ai massimi anche il Dow Jones che guadagna quasi un punto percentuale. Milano chiude a +0,25, l'andamento della settimana è positivo, a parte Parigi che archivia cinque giorni piatti. La variazione annuale dei prezzi al consumo negli Stati Uniti è stata del 3%, un decimo in più di agosto ma uno in meno delle attese.
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Dow Jones S&P-500 Nasdaq 100 S&P 100 telecomunicazioni informatica finanziario Segno più per il listino USA nell'ultima seduta della settimana che ha visto la tanto attesa uscita dei dati sull'inflazione per il mese di settembre, la cui pubblicazione è stata posticipata a causa dello shutdown del governo statunitense. I prezzi al consumo hanno registrato un aumento dello 0,3% su base mensile, dopo il +0,4% di agosto e atteso dagli analisti.
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Borse europee contrastate dopo l'avvio di Wall Street. Sotto i riflettori le tensioni geopolitiche e quelle commerciali, in particolare con le nuove sanzioni alla Russia. Dopo il dato dell'inflazione americana l'attenzione degli investitori si concentra sulle prossime mosse della Fed sulla politica monetaria. Sul fronte valutario il dollaro si rivaluta sull'euro e sulla sterlina. Poco mosso l'indice d'area stoxx 600 (+0,06%).
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Durante questo periodo di shutdown è arrivato il dato sull'inflazione Usa. Un dato molto importante visto che la prossima settimana si terrà la riunione della Federal Reserve. Prima di questi dati sull'inflazione il mercato già scontava con il 99% delle possibilità un taglio da parte della Fed dello 0,25%. Cosa dicono i dati sull'inflazione Usa e come si sono modificate, se lo hanno fatto, le attese dei mercati circa le decisioni della Banca centrale Usa della prossima settimana) L'inflazione annua a settembre è…
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Punti chiave Il CPI USA di settembre è stato pubblicato oggi. I dati sono risultati inferiori alle aspettative, attestandosi al 3% su base annua. Il CPI USA di settembre si è attestato al 3% contro il 3,1% atteso e il 2,9% precedente. Il Core CPI su base mensile è stato 0,2% rispetto allo 0,3% atteso. Fonte: xStation5 Questo materiale è una comunicazione di marketing ai sensi dell'Art. 24, paragrafo 3, della direttiva 2014/65 / UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014…
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Punti chiave L'inflazione negli Stati Uniti è inferiore alle aspettative USA CPI (inflazione al consumo) per settembre: Core CPI YoY: 3% (Previsto: 3,1%, Precedente: 3,1%) Core CPI MoM: 0,2% (Previsto: 0,3%, Precedente: 0,3%) CPI YoY: 3% (Previsto: 3,1%, Precedente: 2,9%) CPI MoM: 0,3% (Previsto: 0,4%, Precedente: 0,4%) Questo materiale è una comunicazione di marketing ai sensi dell'Art. 24, paragrafo 3, della direttiva 2014/65 / UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai…
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Le Borse europee migliorano dopo il dato dell'inflazione migliore delle attese e le prospettive sulle decisioni della Fed per il taglio dei tassi. Si muovo in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato. Sul versante valutario il dollaro si rafforza sull'euro e sul dollaro. Nel Vecchio continente in positivo Londra (è0,1%), Francoforte (+0,2%), Parigi (-0,3%), Madrid e Milano (-0,09%). Sul fronte dei titoli di Stato lo spread tra Btp e Bund si attesta a 79 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,40%.
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L'inflazione negli Stati Uniti è risultata inferiore alle attese degli analisti. Secondo il Bureau of Labour Statistics (BLS) americano, i prezzi al consumo hanno registrato, nel mese di settembre, un aumento dello 0,3% su base mensile, dopo il +0,4% del mese precedente e atteso dagli analisti.Su base annua, la crescita dell'inflazione è stata del 3,0%, in lieve calo rispetto al 3,1% del consensus ma sopra il +2,9% rilevato il mese precedente.
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L'inflazione negli Stati Uniti in settembre si e' attestata al 3%, sotto le attese degli analisti che scommettevano su 3,1%. Su base mensile, i prezzi al consumo sono saliti dello 0,3%, meno dello 0,4% previsto dal mercato. .
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Oggi avremo finalmente qualche indicazione sull’economia statunitense, poiché i dati sull’inflazione per il mese di settembre saranno pubblicati nonostante lo shutdown del governo, che nelle ultime settimane ha limitato la diffusione dei dati economici del paese. A causa dello shutdown, le principali metriche dell’economia statunitense non vengono pubblicate, ma i dati sull’inflazione costituiscono un’eccezione.
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La Borsa di Milano resta incerta (-0,3%) al pari degli altri listini europei mentre i futures su Wall Street si mantengono positivi fra le attese di un taglio dei tassi la prossima settimana dalla Fed se non ci saranno sorprese dall'inflazione oggi. Il petrolio dopo un calo iniziale ha ripreso a crescere (Wti +0,76% a 62,2 dollari al barile) mentre si valutano gli effetti delle sanzioni Usa ai colossi russi Lukoil e Rosnef.
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Tutti in attesa del dato sull’inflazione USA. La crisi di astinenza da dati sta per trovare un momentaneo sollievo con la pubblicazione delle indicazioni sull’andamento dei prezzi al consumo del mese di settembre. Si tratta dell’ultimo dato economico prima della riunione della Federal Reserve della prossima settimana. Gli economisti prevedono un incremento del tasso di inflazione dal 2,9 al 3,1% annuo ed un +0,4% mensile (stabile al 3,1% ed in rialzo dello 0,3% m/m su base “core”).
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