Perchè il Giurì Conte-Meloni si è sciolto. La decisione della commissione d’indagine di Montecitorio è stata presa in seguito alla richiesta dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte di ritirare l’istanza presentata contro l’attuale premier Giorgia Meloni. A comunicarlo all’Aula è stata oggi la vicepresidente della Camera, Anna Ascani. Perchè si è sciolto il Giurì Conte-Meloni? Non ci sarà nessun verdetto.
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Roma, 8 feb. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha sciolto il giurì d'onore istituito su richiesta del leader M5s Giuseppe Conte per stabilire la fondatezza di quanto dichiarato dalla premier Giorgia Meloni sul Mes in aula al Senato lo scorso 13 dicembre. Lo ha comunicato la vicepresidente di turno Anna Ascani (Pd) all'assemblea di Montecitorio.La presidenza, ha riferito Ascani, prende atto della richiesta di Conte, pervenuta ieri, di immediato scioglimento della Commissione".
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ROMA "Il Giurì d'onore avrebbe dovuto espletare un compito molto semplice: accertare se la Presidente del Consiglio Meloni avesse mentito al Parlamento dicendo che il governo Conte non aveva coinvolto Camera e Senato sul Mes. In questo senso, è sufficiente prendere atto della cronologia dei fatti: sul Mes ci sono stati 14 passaggi in Parlamento da parte dell'allora Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, ai quali vanno aggiunti diversi interventi dei vari ministri competenti.
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La rissa sul Mes tra Meloni e Conte è finita com’era cominciata: due giorni prima che il Giurì d’onore della Camera presentasse il verdetto, i deputati di Pd e Alleanza verdi-sinistra si sono dimessi dalla «corte» di Montecitorio. «Perché è venuta meno la terzietà», sostengono Vaccari e Zaratti. Che di fatto puntano l’indice contro il presidente del Giurì Mulé, esponente di Forza Italia additato da dirigenti dell’opposizione di «intendenza con la presidente del Consiglio».
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I grilli di Conte sul Giurì d’onore Cosa si dice della protesta pretestuosa di Giuseppe Conte sul Giurì d'onore per la firma del Mes. I Graffi di Damato Strano tipo davvero Giuseppe Conte, professore di diritto, avvocato, presidente del Consiglio, presidente del Movimento 5 Stelle, maggiore esponente del progressismo in Italia, aspirante capo delle opposizioni al governo di Giorgia Meloni, difensore – solo qualche giorno fa – della “spinta propulsiva della rivoluzione” ascrivibile al suo movimento ma di memoria alquanto sovietica.
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Veleni attorno al Giurì d'onore, incaricato di verificare se, nel dibattito alla Camera, la premier Giorgia Meloni abbia leso o meno «l'onorabilità» del leader M5s Giuseppe Conte (nella foto). La discussione verteva sulla riforma del trattato che ha istituito il Meccanismo europeo di stabilità Mes. Il grillino, sentitosi offeso, ha invocato l'organo della Camera preposto a dirimere la controversia.
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