Di Giuseppe Tassi Ginevra apre domani (con l’anteprima stampa) il Salone della Speranza. Dopo quattro anni di stop, il calvario del Covid e le tensioni internazionali per le guerre in atto, la rassegna svizzera prova a riguadagnare il ruolo di appuntamento centrale per l’auto europea. Gli organizzatori puntano a 200mila presenze ma non sarà facile, perché proprio nell’anno del centenario (divenne Salone internazionale nel 1924) Ginevra registra il forfait di grandi case automobilistiche europee e americane, con l’eccezione…
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L’edizione numero 100 del Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra torna nel suo vero domicilio, quello in Svizzera, dopo quattro anni di assenza e due “trasferte” in Qatar, il ricco socio degli organizzatori dell’evento. Un ingresso societario, quello di Qatar Tourism, che aveva permesso di rimediare alle gravi difficoltà dopo la cancellazione in extremis della primavera 2020, allo scoppiare dell’epidemia di Covid.
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Quello del Salone Internazionale dell’Auto di Ginevra è un ritorno che però non convince o quantomeno ripropone direttamente il tema se queste manifestazioni dopo la pandemia hanno ancora senso. Scorrendo l’elenco delle Case auto presenti ci si rende subito conto che i grandi gruppi, ad esclusione di Renault, Dacia, Isuzu, MG, Lucid e BYD hanno disertato il Salone lasciando spazio a costruttori di nicchia come Microlino, Kimera, Pinifarina, Totem Automobili, Erreerre Fuoriserie, solo per citarne alcuni.
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