La retromarcia della maggioranza, andata in scena ieri in Senato, sulla Pdl che introduce il consenso "libero e attuale" come parametro per valutare se vi sia stata violenza sessuale, è 'targata' Matteo Salvini. Ma non solo. I resoconti parlamentari della commissione Giustizia di Palazzo Madama restituiscono la genesi della brusca frenata alla modifica dell'articolo 609 bis del codice penale che aveva visto invece il via libera unanime a Montecitorio dopo la stretta di mano tra…
Leggi
Altre informazioni:
La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità: «È meglio prendere più tempo ma approvare una legge convincente». Mentre il Guardasigilli parla di rinvio per mere questioni tecniche «Sulla legge sul consenso il rischio è il rovesciamento dell’onere della prova, questo è il dubbio». Alla fine, dopo le richieste dell’opposizione, la ministra per la Famiglia, la Natalità…
Leggi
"Il femminicidio è il momento finale di una catena che inizia molto prima con una parola umiliante, con un controllo eccessivo, con un'affermazione del tipo 'era solo gelosia'. Il femminicidio non è un'emergenza, il femminicidio è una sconfitta strutturale della nostra società. Non siamo in una situazione di emergenza, siamo in una situazione strutturale e per questo bisogna trovare soluzioni strutturali.
Leggi
Il ddl sul consenso, ovvero: senza un sì esplicito e netto, ogni atto sessuale è violenza, si è arenato in commissione al Senato. Improvvisamente, proprio il 25 novembre. Non è stato un incidente tecnico, non per un imprevisto, ma una deliberata scelta politica: la maggioranza ha chiesto tempo, audizioni supplementari, “miglioramenti”al testo. Una frenata che arriva dopo un voto unanime alla Camera e una celebrazione bipartisan che…
Leggi
