Dieci anni dopo, la memoria è ovunque. Nei giardini commemorativi, nei libri, nelle serie TV, nei racconti dei sopravvissuti. Ma non è una memoria pacificata. Alcuni la vogliono silenziosa, rispettosa. Altri la vogliono visibile, raccontata, elaborata. La serie Des Vivants, girata proprio al Bataclan, ha diviso: c’è chi l’ha vista come un atto di coraggio, chi come una ferita riaperta. La memoria, si sa, non è mai neutra.
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Sono passati dieci anni da quel terribile 13 novembre 2015 che cambiò l'Europa. Un attacco scioccante al cuore della Francia da parte dell'Isis, una serie di attentati a Parigi che causarono 130 morti tra il centro della Capitale francese e lo Stade de France, uno dei più gravi atti terroristici nella storia moderna dell'Occidente insieme agli attentati dell'11 settembre 2001 a New York e…
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La Francia ricorda da giorni con una serie di eventi commemorativi gli attentati terroristici del 13 novembre 2015 a Parigi e Saint-Denis. I morti sono 132, tra cui la nostra connazionale Valeria Solesin, e oltre 350 feriti. Oggi, nell'anniversario degli attacchi, sono previsti momenti di raccoglimento e minuti di silenzio davanti a tutti i luoghi colpiti dai commando di terroristi islamisti, alla presenza del presidente Emmanuel Macron
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Sopravvissuti. Dallo stadio al club: ritorno nei luoghi dove il terrore, in 20 minuti, è piombato in Europa Inviata a Parigi. Sabato 14 novembre 2015, ore 13. Dieci anni meno un giorno fa. Il treno partito da Milano entra alla Gare de Lyon di Parigi. Per tutto il viaggio il controllore è stato assalito da domande senza risposta: se chiudono le frontiere, se bloccano la circolazione, se non lasciano scendere.
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PARIGI – La chiamano l’Estate di san Martino. E la sera di Parigi è mite. La temperatura è di 15 gradi. Assenza di vento. Allo Stade de France, banlieue nord di Saint-Denis, è in programma alle 21,00 l’amichevole Francia-Germania. I caffè hanno i tavolini all’aperto. Nella città che non ha terrazzi, le chiamano terrasse. Il cartellone del teatro Bataclan, al 50 di Boulevard Voltaire, ha in programma il concerto degli “Eagles of Death Metal”, gruppo garage rock californiano.
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Attentati Parigi, il sindaco Hidalgo rende omaggio alle vittime del 13 novembre 2015 12 novembre 2025 Alla vigilia del decimo anniversario degli attacchi terroristici di Parigi del 2015, decine di persone, tra cui il sindaco di Parigi Anne Hidalgo e rappresentanti delle associazioni delle vittime, si sono riuniti in Place de la République per onorare le vittime. “Oggi, 10 anni dopo, l’emozione è ancora intatta, e credo che dobbiamo condividere questo momento anche tra…
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La Torre Eiffel è stata illuminata con i colori della bandiera francese mentre la Francia si preparava a celebrare il decimo anniversario degli attentati di Parigi che provocarono la morte di oltre 130 persone e il ferimento di oltre 400. Il 13 novembre 2015, nove uomini armati e attentatori suicidi del gruppo Stato Islamico si sono colpiti a pochi minuti l'uno dall'altro in diverse località, provocando la violenza più mortale che abbia mai…
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Vi è però “la presenza di soggetti radicalizzati che adottano il credo jihadista dell’ISIS, di Al Qaeda, di altri gruppi o, più in generale, un credo jihadista”, rimarca l’esperto. Esiste un fenomeno di radicalizzazione dei giovani, soprattutto sui social (come TikTok), che “in piccoli gruppi o da soli decidono di passare dal jihadismo da tastiera a compiere o fare qualcosa”. Secondo dati Europol, negli ultimi anni si sono verificati in media cinque o sei di questi attentati…
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Il 13 novembre 2015 rappresentò un momento cruciale nella storia recente della minaccia jihadista: a Parigi e nel vicino sobborgo di Saint-Denis, un commando del cosiddetto Stato Islamico (IS) colpì in modo coordinato sei obiettivi, tra cui il teatro Bataclan, provocando in totale 130 morti (tra cui l’italiana Valeria Solesin) e oltre 400 feriti. Fu la più grave strage jihadista in Europa dopo gli attacchi di Madrid dell’11 marzo 2004 (192 morti e più di 2.000 feriti).
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Inferno al Bataclan, il documentario su Rete 4 A 10 anni dalla strage e dagli attentati di Parigi, Rete 4 ricorda le vittime dell’attacco con il documentario in prima visione assoluta Inferno al Bataclan - 13 novembre 2015. Pris au piege - Le 13 novembre 2015, realizzato da Frédéric Tonolli e David Fritz Goeppinger, va in onda giovedì 13 novembre, in seconda serata, e riporta le testimonianze di molti dei sopravvissuti al più grande attentato terroristico della storia francese
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A 10 anni dalla strage e dagli attentati di Parigi, Rete 4 ricorda le vittime dell'attacco con il documentario "Inferno al Bataclan", in onda il 13 novembre in seconda serata. Realizzato da Frédéric Tonolli e David Fritz Goeppinger, riporta le testimonianze di alcuni sopravvissuti al più grande attentato terroristico della storia francese. , Una serata apparentemente normale, in realtà si rivela una trappola mortale e una lotta per la sopravvivenza, che durerà…
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Venezia, cimitero di San Michele. In dieci anni è cresciuto l'alberello piantato sulla tomba di Valeria Solesin. Sono troppo vicine le date della sua vita: 3 Agosto 1987 - 13 Novembre 2015: fra i 137 uccisi - unica italiana - degli attentati islamisti a Parigi. I feriti furono 368; gran parte delle vittime nello storico caffe concerto, il Bataclan, dov'era andata anche lei quella sera con il fidanzato Andrea.
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Il nuovo podcast di Marta Brambilla Pisani intreccia voci, ricordi e materiali inediti per restituire la complessità di una tragedia che ha segnato un’epoca. Tra le testimonianze esclusive, spiccano quelle all’ex Presidente francese François Hollande e all’allora Ministro dell’interno Bernard Cazeneuve ascolta articolo Venerdì 13 novembre 2015, un commando di dieci terroristi colpisce Parigi con una violenza inaudita.
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Dieci anni fa, il più grave attacco terroristico nella storia della Francia: 130 morti e centinaia di feriti. Il processo non ha ancora chiuso tutti i conti con il passato La notte del 13 novembre 2015 resterà impressa nella memoria collettiva come uno dei momenti più bui della storia recente della Francia. Un attacco terroristico coordinato, senza precedenti per portata e violenza, ha colpito il cuore di Parigi
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Nella puntata di Modem andremo allora in Francia, per vedere come il Paese si prepara a ricordare i fatti di 10 anni fa, ma cercheremo anche di capire se e com’è cambiata la minaccia terroristica di matrice islamica in Francia, e in tutta Europa, Svizzera inclusa. Un dato fra tutti che emerge: la radicalizzazione è sempre più giovane e viaggia sempre più sui social…
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Il 13 novembre 2015 le stragi coordinate del Bataclan e dei caffè parigini hanno segnato il punto più cruento e nichilista del jihadismo in Europa: 130 morti o oltre 350 feriti, l’attacco più mortale dai tempi della Seconda guerra mondiale. Un’ondata rosso sangue alimentata dai successi dello Stato islamico (Isis) che dal suo califfato di Raqqa e Mosul tra il 2014 e il 2016 ha reclutato e addestrato centinaia di giovani terroristi europei.
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Intervista a Georges Salines, papà di una ragazza di 28 anni che ha perso la vita nell'assalto alla sala da concerti di Parigi nel 2015. Autore di un libro insieme al papà di uno degli attentatori, dall'inizio si è impegnato nella prevenzione della radicalizzazione e ha partecipato a incontri di giustizia riparativa con altri terroristi Georges Salines parla come un papà. Quando si presenta, mentre dosa ogni pensiero che riguarda la morte di sua figlia Lola e si concentra sulle…
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Era il 13 novembre del 2015: dieci anni, domani. Al teatro Bataclan di Parigi, nell’undicesimo arrondissement, suonavano gli Eagles of Death Metal. Ad ascoltarli c’era anche Valeria Solesin, 28 anni, insieme al fidanzato e a una coppia di amici. Valeria Solesin: l’unica vittima italiana degli attentati di quella sera. Centotrenta morti, novanta dei quali soltanto in quel teatro. Valeria aveva un …
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Dieci anni dopo gli attentati del 13 novembre 2015, il cosiddetto "effetto Chernobyl" legato al dramma di quella notte persiste tra i sopravvissuti di Parigi e Saint-Denis. Sintomi del disturbo da stress post-traumatico e disagi psicologici: sensazione di morte imminente, iper-vigilanza, incubi, immagini intrusive e flashback dell'assalto jihadista. Vittime dirette e testimoni ascoltati da France Inter
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La sera del 13 novembre di 10 anni fa, allo Stade de France, c’era in cartellone Francia-Germania. Ma nessuno spettatore, e nessun parigino, immaginava di ritrovare la Ville Lumière, l’indomani mattina, accovacciata sotto un pesante silenzio assoluto. In lutto e sotto choc. Incredula per la mattanza di un’interminabile serata stravolta dalla furia del Daesh. Tutto iniziò all’esterno dello stadio gremito pure di personalità, compreso l’allora presidente socialista François Hollande
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«E pensare che io gli Eagles of Death Metal fino a quel momento non li avevo nemmeno mai sentiti!». Lo dice accennando un sorriso amaro Gaëlle (non vuole rendere noto il cognome) mentre racconta l’inferno vissuto nel Bataclan il 13 novembre 2015, quando Parigi e lo Stade de France finirono sotto attacco da parte di un commando jihadista che portò alla morte di 132 persone. Una delle pagine più tr…
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La notte di terrore del 13 novembre 2015 inizia allo Stade de France a Saint-Denis. Sugli spalti c'è il presidente della Repubblica François Hollande, in campo i giocatori in formazione per l'amichevole tra Francia e Germania. La prima esplosione uccide, e avviene vicino alla porta D dell'impianto sportivo, la seconda non fa vittime nei pressi del varco H. Blindato lo stadio, la notizia fa il giro del mondo.
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PARIGI – Dieci anni fa, David Fritz Goppinger ha passato ore rinchiuso in un corridoio del Bataclan, ostaggio di due terroristi jihadisti. Liberato dalle forze speciali, è diventato una delle voci più lucide della memoria del 13 novembre, raccontando il processo V13 in un nuovo mémoir, “Il fallait vivre”, “Bisognava vivere”, e collaborando alla serie tv Des vivants, che ripercorre la notte in cui…
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Quella tragica sera, nel corso di sei sparatorie diverse nei luoghi pubblici di Parigi (la più sanguinosa delle quali avviene appunto al Bataclan), muoiono per mano dei terroristi islamici 130 persone. Una di queste era Valeria Solesin. Il dolore di chi è sopravvissuto a quella sera, camminando sui corpi di altri…
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