La soluzione dei due stati tra Israele e Palestina è irrealizzabile? Senza ascoltare le richieste di fermarsi fatte dai governi e dai Paesi occidentali amici e alleati di Israele, Netanyahu non lascia ma raddoppia il conflitto. Il taccuino di Guiglia. Da tempo si era capito che la vecchia e ragionevole soluzione dei “due popoli, due Stati” per affrontare in maniera giusta e permanente l’esplosiva situazione in Medio Oriente, era stata archiviata.
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La domanda intorno alla natura di E1, il progetto di costruzione di nuovi insediamenti nella Cisgiordania occupata dal giugno 1967, presentato dal ministro Bezalel Smotrich, è che cosa sia uno Stato. Non astrattamente, ma quali elementi minimi consentano di definire uno Stato. Quando il ministro dice che la realizzazione del progetto E1 eliminerà la possibilità della nascita dello Stato palestinese, a mio avviso dice il vero.
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La storia dei territori palestinesi è antica, complessa e segnata da conflitti. Partiamo dalla fine della Prima guerra mondiale, con il collasso dell’Impero ottomano e il mandato britannico. Fino alla colonia East1 approvata di recente dal governo israeliano
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"Due Popoli, due Stati": intorno a questo mantra si continua a mettere in scena un vero e proprio festival internazionale dell'ipocrisia. A cominciare dalla formula in sé, non certo priva di ambiguità. Sarebbe molto più corretto, infatti, dire "due popoli, due democrazie"; giacché è del tutto evidente che se l'eventuale Stato palestinese fosse uno Stato "terrorista", a guida di Hamas o di altri gruppi eversivi, esso non sarebbe certo un aiuto alla pace.
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Ecco il Brit Milà la cerimonia della circoncisione, nel suo ottavo giorno di vita, che Shahar entra a far parte del popolo ebraico. Intorno, le generazioni della sua famiglia, la madre e il padre, militari di carriera. Dio da ora lo accompagnerà per sempre, ci dice il rabbino Amitai Piotmer, è un comandamento celebrare con la nostra comunità. 40.000 abitanti, affamata di casa e di spazio, una città per gli israeliani, una colonia illegale, secondo il diritto internazionale
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Caro direttore,la situazione a Gaza sembra complicarsi di giorno in giorno. La decisione di Israele di costruire nuovi insediamenti che finiscono per dividere la Cisgiordania rendendo praticamente impossibile la soluzione dei due Stati è solo l’ultimo esempio. La comunità internazionale ora dà qualche timido segnale, ma solo verbale. Dichiarazioni di condanna. Ma niente di più. Netanyahu va avanti dritto, facendo spallucce.
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Per comprendere cos’è oggi Israele – con i carri armati ormai giunti alla periferia di Gaza nel dare l’avvio alla grande operazione di terra volta a occupare tutta la Striscia e con la conta dei morti per fame che si fa di giorno in giorno più drammatica e mentre il leader del partito israeliano Blu e bianco, Benny Gantz, ha invitato il premier Benjamin Netanyahu, il capo dell’opposizione Yair Lapid e il presidente del partito di destra Israel Beitenu, Avigdor Liberman, a formare un «governo di…
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Intervista a Stefano Silvestri, già presidente dello Iai e grande esperto di geopolitica. “La guerra tra Israele e Hamas non ha nessuna speranza di essere vinta da una delle due fazioni con la completa capitolazione dell’altra”. La soluzione dei due Stati resta ancora un obiettivo, ma “il primo passo dovrebbe farlo Israele perché è più forte” “Due decisioni drammatiche prese da…
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Lettere e idee Quelle parole vuote senza le sanzioni La politica in Europa chiede a Israele di fermare gli insediamenti dopo essersi riempita la bocca con la soluzione dei due Stati, ma senza punizioni il rischio è l’ipocrisia Francesca Mannocchi
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Due notizie, negli ultimi giorni, hanno monopolizzato l’attenzione riguardo a Israele. Da un lato, la decisione, non condivisa dai vertici dell’esercito, di completare l’occupazione di Gaza entrando a Gaza City, nella speranza di assestare il colpo finale a Hamas e nella presunzione (a mio parere poco fondata) che questo possa favorire la liberazione degli ostaggi. Dall’altro, il via libera a nuovi insediamenti in Cisgiordania, in un territorio (la cosiddetta zona E1) la cui occupazione farebbe crescere…
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L’ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, ha detto che la decisione di Israele di approvare il controverso progetto edilizio E1 (poco a est di Gerusalemme) costituisce una reazione alla decisione di svariati paesi occidentali di riconoscere unilateralmente uno stato…
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Complessi di insediamenti israeliani illegali nella Cisgiordania occupata. (Foto d’archivio) Press TV. Israele ha dato l’approvazione definitiva a un progetto di insediamento illegale in Cisgiordania che taglierebbe di fatto in due il territorio occupato e potrebbe distruggere le speranze di un futuro Stato palestinese. In una riunione di mercoledì, un comitato israeliano per gli insediamenti ha approvato il cosiddetto progetto E1…
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Ai muri di cemento armato, filo spinato e cavalli di Frisia, ora si aggiungerà un muro umano. «Un chiodo piantato sulla bara dello Stato palestinese», lo hanno definito i falchi israeliani. È stato molto chiaro il ministro estremista Bezalel Smotrich, leader di Sionismo Religioso: «Un passo significativo che cancella praticamente l’illusione dei due stati e consolida la presa del popolo ebraico sul cuore della Terra di Israele».
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ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia segue con profonda preoccupazione gli sviluppi recenti relativi alle decisioni assunte dal Governo israeliano in merito alla situazione nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania e riafferma con fermezza il proprio impegno a favore della pace, della sicurezza e del rispetto del diritto internazionale”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “In particolare, la decisione di procedere con l’occupazione di Gaza, in risposta al disumano attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre…
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Quando un sogno finisce, è ancora più duro tornare alla realtà. Resta, amara, la delusione. È quanto sta avvenendo in questi giorni dopo la decisione del governo israeliano di estendere gli insediamenti ebraici e tagliare in due la Cisgiordania, rendendo così sostanzialmente impraticabile la soluzione della tragedia di un popolo senza patria: una tragedia che ha prodotto ferite indelebili nella nostra vita collettiva e versato tanto sangue innocente, dall’una e dall’altra parte.
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ROMA (ITALPRESS) – Il vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha firmato una Dichiarazione congiunta con i ministri degli Esteri di altri 20 Paesi e l’Unione Europea, “per condannare fermamente la decisione israeliana di procedere con nuovi insediamenti in Cisgiordania chiedendone la revoca immediata”.“La decisione dell’Alto Consiglio di Pianificazione israeliano di approvare i piani per la costruzione di…
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Meloni sotto accusa per la sua "tardiva" e timida condanna su Gaza: Schlein, M5s e Avs all'attacco della presidente del Consiglio. La condanna del piano israeliano da parte di Giorgia Meloni arriva, ma in ritardo. Così la presidente del Consiglio finisce sotto accusa: non solo per la tempistica, ma soprattutto perché alle timide condanne nei confronti del governo di Benjamin Netanyahu per quanto avviene a Gaza non…
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Giovedì 21 agosto 2025 Nota Farnesina – Dichiarazione dei Ministri degli Esteri di Italia, Unione europea e altri Paesi su nuovi insediamenti israeliani. Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha firmato oggi una Dichiarazione congiunta con i Ministri degli Esteri di altri 20 Paesi e l’Unione europea, per condannare…
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