La nuova generazione della Turchia è pronta al colpaccio 24 anni dopo l'ultima qualificazione. La talentuosa squadra di Montella, dopo aver affrontato l'inferno degli spareggi, si trova davanti i Socceroos all'esordio: obiettivo terzo posto come nel 2002. Tante saranno le conoscenze del calcio europeo tra cui il ct italiano potrà scegliere: Calhanoglu, Guler, Celik, Yildiz (ancora in dubbio per domenica) sono solo i più noti.
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Ora che lo osannano come un sultano, o un gran visir dell’Impero Ottomano, scolorisce nella memoria quel tempo in cui Hakan Calhanoglu era solo un talento discusso del calcio turco. Era per tutti il ragazzo mezzo tedesco nato a Mannheim da famiglia emigrata dall'Anatolia, lo specialista dei calci piazzati impossibili ma anche il talento delle promesse non mantenute. Un irrisolto, figurarsi un capitano.
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Ci sarà un po' d'Italia ai Mondiali in America grazie alla presenza sulla panchina della Turchia di Vincenzo Montella. L'ex Roma e Sampdoria ha guidato Yildiz e compagni ai playoff, dopo il secondo posto nel girone alle spalle della Spagna, in cui hanno battuto Romania e Kosovo. Qualificazione storica per la Turchia che torna in un Campionato del Mondo dopo 24 anni d'assenza: l'ultima partecipazione è infatti quella a Corea-Giappone del 2002.
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Il capitano turco Calhanoglu presenta l’esordio mondiale contro l’Australia: fiducia, ambizione e massimo rispetto per l’avversario Alla vigilia dell’esordio della Turchia contro l’Australia, il capitano Hakan Calhanoglu ha parlato con grande determinazione, sottolineando la voglia della squadra di iniziare al meglio il proprio percorso nel torneo e di vivere un’esperienza attesa da anni. LEGGI ANCHE: le ultimissime in casa Inter PAROLE – «Abbiamo…
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