GUERRA ISRAELE-HAMAS, PASSA IL PIANO DI NETANYAHU SUL CONTROLLO TOTALE DI GAZA IGNORANDO IL PARERE NEGATIVO DELL’ESERCITO: SI PREVEDE UN MILIONE DI SFOLLATI. CORO DI NO A LIVELLO INTERNAZIONALE. Ieri sera il gabinetto di guerra ha…
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Gaza, la disperazione delle donne sfollate: "Meglio se ci lasciate morire qui" "Qui viviamo nelle tende, a Sud vivremmo in tende. Passeremo tutta la nostra vita nelle tende. Lasciateci morire dove siamo, è meglio": a parlare è Sabrin Naaim, sfollata con la sua famiglia da Beit Hanoun. La decisione del governo israeliano di occupare Gaza e di far spostare la popolazione a Sud è vista con disperazione anche da Maghzouza Saada, un'altra sfollata.
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Netanyahu tira dritto sull'occupazione di Gaza ma annuncia che Israele «non intende annettere né governare» la Striscia. Una volta «liberata da Hamas, la consegneremo alle forze arabe che la governeranno correttamente», dice il premier in un'intervista a Fox. Riunione fiume del gabinetto di sicurezza chiamato ad approvare il piano. Il Paese è spaccato. «La conquista di Gaza trascinerà Israele in un buco nero», il nuovo monito del capo dell'Idf Eyal Zamir.
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PUBBLICITÀ Il Tribunale di primo grado di Bruxelles non solo ha ordinato al governo fiammingo di bloccare un container di equipaggiamento militare nel porto di Anversa, ma ha anche vietato qualsiasi futuro transito di equipaggiamento militare verso Israele. Il giudice ha anche imposto una multa di 50mila euro per ogni spedizione di armi inviata a Israele. Quattro associazioni fiamminghe, tra cui Vredesactie (Azione per la pace), hanno presentato la denuncia a giugno.
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Di Giuseppe Gagliano – Mentre Bruxelles balbetta e Berlino prende tempo, Lubiana agisce. La Slovenia ha annunciato il 1 agosto un embargo totale sul commercio e sul transito di armi verso Israele, diventando di fatto il primo Paese europeo ad assumere una posizione esplicitamente punitiva nei confronti del governo di Benjamin Netanyahu. Un gesto dal forte valore simbolico e politico, che riflette la crescente tensione tra gli Stati dell’UE sul dossier Gaza
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La Slovenia è il primo paese dell’Unione europea a porre l’embargo totale su armi ed equipaggiamento militare da e per Israele: non saranno venduti, non saranno comprati e non potranno transitare sul territorio del paese. Lo ha annunciato ieri il primo ministro Robert Golob, a due settimane dalla messa al bando come persona non grata dei due ministri dell’ultradestra israeliana, Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich.
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