Pietro Diomede ItaliaOggi «Primavera» è un film che aveva davanti a sé tante insidie. La prima è quella legata a Damiano Michieletto, un regista più specializzato nella messa in scena di opere liriche e che qui debutta nella finzione pur avendo come protagonista la tanto amata musica. La seconda è quella legata al confronto con un'altra opera prima che avuto un discreto successo e che affrontava tematiche molto simili, come il «Gloria!» di Margherita Vicario
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«Sono libera di inventarmi la mia vita». «Sono io in carne e ossa, tutta intera, che mi sono riconsegnata a me stessa, sono io che adesso vado incontro al mio destino». La prima frase la pronuncia la Cecilia cinematografica protagonista di Primavera, secondo lungometraggio di Damiano Michieletto – dopo Gianni Schicchi del 2021. La seconda, la dice la Cecilia letteraria nelle righe che chiudono il bellissimo romanzo Stabat Mater di Tiziano Scarpa (2008) dal quale è liberamente tratto il film interpretato da Tecla Insolia…
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La recensione Primi del Settecento, l'Ospedale della Pietà è il più grande orfanotrofio di Venezia: un posto sicuro e isolato per ragazze abbandonate, rinomato in virtù dei suoi eccezionali complessi musicali femminili che attraggono turisti e mecenati da tutta Europa . Interamente finanziato dalla generosità di benefattori, tra cui il potente Governatore (Andrea Pennacchi), l'istituto è gestito da suore severe con in testa l'inossidabile priora (Fabrizia Sacchi), mentre ospita tante giovani virtuose nelle arti musicali come Laura (Hildegard De Stefano)…
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Considerato «uno tra i più visionari e rivoluzionari registi di opera lirica» (dal Teatro alla Scala di Milano alla Royal Opera House di Londra, dal Teatro La Fenice di Venezia, alla Staatsoper di Berlino) Damiano Michieletto (Direttore creativo della cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026) è stato ospite il 6 gennaio del Cinema Conca Verde di Longuelo per presentare «Primavera» la sua prima regia cinematografica.
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È merito della regia raffinata e calibrata al millimetro di Damiano Michieletto, il cui curriculum di messe in scena di opere liriche è impressionante, se «Primavera» è un film che colpisce decisamente nel segno. Ambientato a Venezia nel 1716, «Primavera» dà corpo d’immagine alla musica e al suo straordinario potere liberatorio e perfino rivoluzionario. La musica scende dall’alto e le orchestrali non possono essere viste in volto perché non sono di buona, borghese o aristocratica famiglia ma solo delle orfane abbandonate dalla madre…
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Il giorno dell’Epifania mette un sigillo, sulle feste e sulle settimane più redditizie per le uscite in sala. E incorona un doppio re. Malgrado Damiano Michieletto mantenga da Checco Zalone una siderale distanza alla voce incassi, il suo «Primavera» è la sorpresa del cinema di Natale e dintorni. Circa 200 mila spettatori si sono accorti dell’esistenza di qualcosa di diverso dal…
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Da quando lavoro fuori città, a Venezia, non ho il tempo per molte cose, scrivere per esempio, figuriamoci il cinema, che ho sempre adorato. Perché come dice una mia cara dolcissima amica “il cinema ti trasporta in altri mondi”. Quindi è un lusso che non sempre ci si può permettere. Ma c’è Babbo Natale! Che quest’anno forse commosso dalle mie condizioni di stanchezza ha deciso di regalarmi l’opportunità di un un po’ di cinema.
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TITOLO: Primavera TITOLO ORIGINALE: Primavera ANNO DI PRODUZIONE: 2025 PAESE DI PRODUZIONE: Italia, Francia CASA DI DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Entertainment Italia GENERE: Drammatico, biografico, musicale, storico REGIA: Damiano Michieletto CAST: Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi, Fabrizia Sacchi, Valentina Bellè, Stefano Accorsi. DURATA: 110 minuti TRAMA Primi del Settecento. Il Pio Ospedale della Pietà è il più grande orfanotrofio di Venezia, ma è anche…
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In Primavera, esordio cinematografico di Damiano Michieletto, la musica non solo accompagna le immagini ma dialoga con il racconto e, pur senza parole, ne diventa parte integrante. La colonna sonora originale del compositore Fabio Massimo Capogrosso è centrale nel costruire un film che fa della partitura uno strumento narrativo radicale e innovativo, capace di dialogare con Vivaldi senza imitarlo, e rende Primavera un’opera unica nell’attuale panorama cinematografico italiano.
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