La novità degli ultimi giorni nel conflitto Israele-Hamas, che sempre più sembra iscriversi nella categoria della guerra infinita tipica di questi anni, è l’annuncio da parte di numerosi stati occidentali dell’intenzione di riconoscere in tempi brevi lo stato di Palestina. Inghilterra, Canada e altri alleati dello stato ebraico, pur con distinguo, hanno così seguito il presidente francese in questa mossa che appare a suo modo storica.
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Approfondimenti:
ANSA Mentre si è avviato un tardivo e insufficiente tentativo di alleviare la catastrofica emergenza umanitaria a Gaza, la vicenda dello “Stato palestinese” è già diventata un unicum nella storia mondiale. Esso dovrebbe esercitare la propria sovranità sulla Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, e la Striscia di Gaza, in base ad accordi internazionali e risoluzioni delle Nazioni Unite. Sulle 193 nazioni presenti all’Onu, 147 lo riconoscono ufficialmente e altre si apprestano a farlo.
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Dopo oltre 60.000 morti sulla striscia di Gaza il primo ministro inglese Starmer ha stabilito le condizioni per il riconoscimento dello Stato Palestinese. Importante scelta ma non senza condizioni. Il vero banco di prova sarà l’efficacia diplomatica di questo approccio: se Israele e Hamas non risponderanno positivamente, il riconoscimento potrebbe rivelarsi un gesto isolato, privo di impatto concreto.
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"I frutti del 7 ottobre sono ciò che ha spinto il mondo intero ad aprire gli occhi sulla questione palestinese" Ghazi Hamad, un membro di spicco di Hamas, ha dichiarato ad Al Jazeera che l'ondata di nazioni occidentali che si stanno muovendo per riconoscere lo Stato palestinese è il risultato dei "frutti" del massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre 2023. In un estratto della sua intervista, come rivela Times of Israel, Hamad ha domandato all'intervistatore…
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No, la Germania non ha cambiato idea, come molti quotidiani italiani stanno scrivendo. Se è pur vero che il governo Merz sostiene fermamente la soluzione a due Stati, è altrettanto vero che per i tedeschi il riconoscimento dello Stato palestinese debba avvenire solo come ultima fase di un processo che garantisca a Israele di poter vivere in pace. Sono chiare le parole del ministro degli Esteri Wadephul: “La Germania continuerà a sostenere Israele…
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I partiti al Governo a Berlino hanno toni diversi su Gaza, ma aumentano la pressione su Israele. La posizione del Cancelliere Friedrich Merz sul riconoscimento di uno Stato palestinese solo alla fine di un negoziato è stata stemperata dal Ministro degli esteri Johann Wadephul (CDU) “una soluzione negoziata a due Stati resta l’unica via” ed un riconoscimento interverrà “più che altro alla fine di questo processo” ma “tale processo deve iniziare ora”.
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Mentre 143 nazioni ONU spingono per il riconoscimento dello Stato di Palestina, la realtà sul terreno lo rende un'utopia. Un'analisi della stretta mortale tra l'espansionismo dei coloni israeliani e l'estremismo di Hamas, e dell'assordante silenzio di una leadership palestinese inadeguata.
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PARIGI. I tanti annunci sul riconoscimento dello Stato della Palestina arrivati da diversi Paesi dopo la recente conferenza dell’Onu a New York co-presieduta da Francia e Arabia Saudita hanno già avuto un effetto concreto, secondo Gilles Kepel: «C’è una pressione molto forte in questo momento su Benjamin Netanyahu», spiega il politologo e arabista francese, autore di Olocausti, libro edito da Fel…
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No al riconoscimento dello Stato di Palestina, continua a ripetere Giorgia Meloni, perché sarebbe «controproducente». Come se fosse stato producente non farlo sino ad ora. La nostra presidente del Consiglio si accoda a Donald Trump, ovviamente a Benjamin Netanyahu, ma vede dietro di sé assottigliarsi il numero di coloro che si sono attestati sulla linea «con Israele qualunque cosa succeda senza se e senza ma».
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In questi giorni dal mondo Occidentale fioccano dichiarazioni forti, in cui i vertici politici si dicono finalmente pronti a riconoscere lo Stato di Palestina. A inaugurarle è stato Macron, in una lettera rivolta al presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas in cui gli comunica che il riconoscimento avverrà a settembre, in occasione dell’apertura del nuovo ciclo dell’ONU. «La pace è possibile», «non c’è alternativa», l’impegno è «di portata…
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«Il sentiment filo-palestinese nel Regno Unito non è solo legato alla comunità islamica. È un passepartout della sinistra radicale». Adam Levick è co-editor del think tank Camera Uk (Committee for Accuracy in Middle East Reporting and Analysis), che da oltre quarant’anni monitora i casi di pregiudizi e attacchi frontali contro Israele e il mondo ebraico. «Facciamo qualcosa…
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“Non mi è piaciuto quello che hanno detto, ma questa è la loro opinione. Non è un ostacolo, ma per ora non abbiamo parlato ancora con il Canada.” Così il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sulla decisione del Canada di riconoscere lo Stato di Palestina. Courtesy: The White House (Alexander Jakhnagiev)
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Se si cerca la mappa dei Paesi che hanno effettuato il riconoscimento dello Stato palestinese, ci si rende conto che quella che risalta come una novità in questa parte di mondo - l'Europa, l'Occidente - non lo è per il resto del pianeta. Praticamente quasi tutti gli Stati dell'America del sud, dell'Africa, dell'Asia hanno da tempo riconosciuto l'esistenza di uno stato di Palestina, che ora si apprestano a fare anche…
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Città del Vaticano Anche la Germania apre al riconoscimento di uno Stato palestinese. Il ministro degli Esteri, Johann Wadephul, in partenza per una missione in Medio Oriente ha dichiarato ieri che il riconoscimento di uno Stato palestinese giungerà «alla fine di negoziati per una soluzione a due Stati», ma che «tale processo deve iniziare ora». Wadephul — che a Gerusalemme ha incontrato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, mentre oggi a Ramallah ha in programma un incontro con il presidente palestinese…
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Un gruppo di ministri provenienti da diversi paesi, in prevalenza europei e mediorientali, ha approvato a New York un documento congiunto che segna una svolta significativa sul fronte israelo-palestinese. La dichiarazione, adottata nel corso di una conferenza promossa da Francia e Arabia Saudita presso le Nazioni Unite, propone un percorso articolato verso la creazione di due stati e avanza richieste fino a oggi inedite, specialmente da…
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Si allarga il numero degli Stati pronti a riconoscere lo Stato di Palestina. Il primo ministro canadese, Mark Carney, ha annunciato, nella notte tra mercoledì e giovedì, che il Canada riconoscerà la Stato palestinese nel corso dell’assemblea Onu prevista per settembre, unendosi a Francia e Regno Unito, mentre il Portogallo starebbe valutando il riconoscimento nei prossimi mesi, come dichiarato dal ministro degli Esteri portoghese, Paulo Rangel
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Le ragioni che hanno spinto la Francia – o meglio: il presidente Emmanuel Macron – a tentare la “mossa del cavallo” sullo scacchiere della guerra in Medio Oriente mediante il riconoscimento dello Stato di Palestina, sono state illustrate con mirabile lucidità da Fabio Marco Fabbri nel suo editoriale di ieri sul nostro giornale. Leggere per verificare. E apprendere. Al riguardo, ci permettiamo di aggiungere qualche riflessione ad ampio spettro che, si spera, possa aiutare a comprendere in quale tremendo buco nero stiano ficcando la testa…
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Stato della Palestina: l’Occidente in scia alla Francia. Dopo il Canada, anche il Portogallo si allinea e la Germania avvia il processo di riconoscimento. “Bene, operiamo per salvare la soluzione a due Stati”, commenta l’Eliseo, mentre due ministri di Israele parlano di annettere tutta la Cisgiordania. In apertura a “Radio anch’io” - in onda venerdì 1° agosto dalle 7.30 alle 9.00 su Rai Radio 1 - Raffaele Roselli ne parla con Lucia Goracci, inviata Rai; Alessia Melcangi, docente di Storia contemporanea del…
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Anche Berlino, Ottawa e Lisbona prendono posizione sulla tragedia di Gaza. Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha confermato che il riconoscimento dello Stato palestinese "deve avvenire alla fine di un processo". Ma ha precisato che deve "cominciare ora". La Germania, ha ribadito, "non si tirerà indietro di fronte a questo obiettivo. E sarà anche costretta a reagire a passi unilaterali".
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Riconoscere la Palestina: prematuro forse, urgente di sicuro. Questo il messaggio col quale il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, si apprestava ieri alla difficilissima missione di due giorni in Israele e nei Territori. Difficilissima perché intende dare un ultimatum a Israele, ultima cosa che qualsiasi ministro tedesco, già gravato dal peso dell’Olocausto, vorrebbe trovarsi sulle spalle.
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Su una collina a sud di Israele, Givat Kobi, arrivano ogni giorno centinaia di israeliani per vedere i bombardamenti su Gaza. Si affittano anche i binocoli per vedere meglio le macerie. Il genocidio di un popolo viene guardato e trasmesso in diretta ma il suo diritto all’autodeterminazione, alla giustizia e alla vita, va sempre in differita, da decenni. È come l’isola che non c’è di Edoardo Bennato
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