In questi giorni si sta molto parlando dell’attacco hacker ai danni degli Uffizi. Alcuni nuovi dettagli pubblicati da Il Corriere della Sera, che citano fonti investigative, riferiscono che il gruppo responsabile dell’attacco avrebbe chiesto un riscatto da 300mila Euro in criptovalute, da versare entro 72 ore. Stando a quanto emerso, l’ultimatum sarebbe arrivato direttamente sul telefono del direttore all’inizio di febbraio, a dimostrazione di un’operazione che non si è limitata…
Leggi
Altre notizie:
Agli Uffizi “non è stato compiuto nessun danno né effettuato alcun furto. Il server fotografico non è stato rubato: il backup effettuato, infatti, è completo”. Inoltre “non sono state rubate password: nessuna, in assoluto, perché i sistemi di sicurezza sono a circuito chiuso interno e non aperti all’esterno”. E “non ci sono prove di alcun tipo riguardo al possesso da parte degli hacker di mappe sulla sicurezza”.
Leggi
Parte di Palazzo Pitti chiusa, i gioielli più pregiati del Tesoro dei Granduchi trasferiti nel caveau della Banca d'Italia, porte e uscite di sicurezza murate. Queste le contromisure adottate dalle Gallerie degli Uffizi a seguito di un attacco hacker che, secondo il Corriere della Sera, tra fine gennaio e inizio febbraio avrebbe colpito i servizi amministrativi del celebre museo di Firenze visitato ogni anno da milioni di turisti.
Leggi
Alle 20.44 di ieri sera la Direzione delle Gallerie degli Uffizi riceveva una unica chiamata da un numero ignoto, non preceduta da un messaggio di presentazione. Un’ora dopo si scopriva che trattavasi di un giornalista di cui ben due articoli erano già impaginati e avviati alla stampa riguardante i presunti problemi di sicurezza seguiti all’attacco hacker del primo febbraio scorso. Alla fine dell’articolo uscito oggi si legge che il direttore degli Uffizi, «contattato», avrebbe «preferito non commentare».
Leggi
Il furto dai server del museo di Firenze di informazioni preziosissime sul piano della sicurezza. Un pezzo intero di Palazzo Pitti chiuso dai primi di febbraio, proprio dopo l'attacco alimenta i sospetti. Ma secondo i responsabili del polo museale, non ci sarebbe stato alcun furto Un attacco informatico ha colpito le Gallerie degli Uffizi tra fine gennaio e inizio…
Leggi
Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Agli Uffizi «non è stato compiuto nessun danno né è stato effettuato alcun furto, non ci sono prove di alcun tipo riguardo al possesso da parte degli hacker di mappe sulla sicurezza», inoltre «le telecamere erano in fase di sostituzione da un anno» ma «la situazione non era affatto come al Louvre».
Leggi
Porte e uscite di sicurezza murate, dalla sera alla mattina, con calce e mattoni. Appaiono così i depositi delle gallerie degli Uffizi a Firenze. Tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio un gruppo di hacker è riuscito a violare la rete informatica del polo museale fiorentino — che comprende, oltre alle Gallerie, Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli —. La versione ufficiale, diffusa subito dopo, parlava genericamente di sistemi…
Leggi
«Non è stato rubato alcun oggetto né violato alcun sistema, le telecamere, già in sostituzione da analogiche a digitali, funzionano regolarmente, i backup dei dati e delle fotografie sono completi, i telefoni dei dipendenti non sono stati compromessi, il tesoro mediceo è chiuso solo per lavori di ristrutturazione e le porte murate rispondono a norme antincendio e di sicurezza degli edifici storici».
Leggi
Porte di sicurezza murate con calce e mattoni. Sono queste le contromisure estreme adotatte nei mesi scorsi dalle Gallerie degli Uffizi per limitare i danni di un attacco hacker che «tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio è riuscito a violare la rete informatica del polo museale fiorentino che comprende, oltre alle Gallerie, Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli». A riportare la notizia è…
Leggi
