Il cancelliere Olaf Scholz è uscito ancora più indebolito dal voto delle elezioni europee Cede l’asse Parigi Berlino, sconfitti alle europee Olaf Scholz e Emmanuel Macron. Il presidente francese gioca a poker e rilancia al buio, scioglie il parlamento, e indice nuove elezioni. O la va o la spacca. Il Cancelliere gioca a scacchi e si arrocca. Potrà sopravvivere poco più di un anno fino alle elezioni nazionali, a settembre ‘25.
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La sgangherata architettura della UE è così caotica – non essendo uno Stato, non avendo né una Costituzione, né un Parlamento vero – che le procedure per definire la nuova Commissione europea – l’organo di governo – sono molto complicate e poco chiare. Essa deve avere un delegato di ognuno dei Paesi della UE (con la carica di Commissario), ma deve esserci anche un qualche accordo politico fra i partiti che garantisca il consenso.
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Quasi tutto, se non proprio tutto, era già stato previsto nei sondaggi di opinione alla vigilia del voto del Parlamento europeo. In parte la facilità delle previsioni è dipesa dal fatto che non esiste un’unica legge elettorale europea e neppure uno stesso giorno di votazione. Quindi gli exit poll dei paesi che avevano votato per primi (da giovedì in poi) hanno ancor meglio orientato i sondaggisti a mettere a fuoco i probabili risultati.
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L’impulso e la flemma. L’azzardo e la prudenza. L’Equatore e il Polo nord. Emmanuel Macron e Olaf Scholz. Non c’era bisogno delle elezioni europee per iscrivere il presidente francese e il cancelliere tedesco nell’elenco delle antitesi o per confermare la distanza tra Francia e Germania. Domenica sera, appena registrata l’ampiezza della scossa tellurica dei risultati del voto europeo, con un coup de théâtre Macron ha indetto nuove elezioni legislative per il…
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Ascolta ora 00:00 00:00 Magari avranno ragione loro i vari Dmitry che albergano al Cremlino, da Medvedev a Peskov, quando rimarcano che le elezioni europee hanno dato una brutta botta ai sostenitori di Kiev. Sarà, ma quei toni troppo enfatici, troppo sicuri seguendo lo stile della dezinformatsiya sovietica, sembrano nascondere una delusione. Certo due campioni della lotta a Putin come il presidente francese Macron e il cancelliere tedesco Scholz per la sconfitta elettorale sono a rischio nei loro Paesi.
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Ascolta ora 00:00 00:00 I risultati delle elezioni europee non hanno solamente terremotato le segreterie delle sinistre di mezzo continente. Che, comunque, non è poca cosa. Ma hanno fatto molto di più, scardinando quell'asse franco-tedesco che da quasi sessant'anni monopolizzava tutte le decisioni dell'Unione Europea. Un asse un po' spocchiosetto, fatto di corsie privilegiate, rapporti preferenziali, un marcatissimo complesso di superiorità e quell'aria da chi è abituato sempre a comandare che spesso ha fatto sentire abusivi…
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Minuti per la lettura Non è vero che il voto delle Europee sia stato un buon risultato per Putin. Da noi si sottovaluta il successo in Francia di Place publique ELEZIONI europee: i risultati “sono un riflesso della vostra politica inetta di fornire sostegno ai banderisti in Ucraina a spese dei vostri cittadini, della vostra idiota politica economica e migratoria, aspettate e vedrete cosa accadrà”, è stato il commento di Dmitry Medvedev – il più squallido reggicoda di Putin – con particolare riferimento agli esiti del voto in…
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L’onda nera c’è stata, ma meno omogenea e pervasiva di quanto si potesse attendere. In Scandinavia si è decisamente arrestata e perfino nell’Est europeo non ha dilagato come era ragionevole temere. Anche l’astensione, ovverosia la sfiducia nell’esistenza stessa di una prospettiva politica europea, si è manifestata nei diversi paesi in proporzioni molto differenti. Resta però il fatto che il peso delle destre estreme è aumentato in tutto il continente e non è facile mettere a fuoco i fattori che sottendono questo…
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Lo stallo francese. Ecco il vero rischio insito nella possibile vittoria del Rassemblement National di Marine Le Pen alle elezioni politiche che si terranno a fine mese. L’affermazione della destra reazionaria e antieuropea in Francia non potrebbe infatti non avere conseguenze sul resto del Vecchio Continente. L’allarme a Bruxelles e nelle istituzioni comunitarie — sebbene in attesa dei nuovi ver…
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Ascolta ora 00:00 00:00 Putin tace, i suoi dipendenti esultano. A far gioire il Cremlino sono soprattutto i risultati in Germania e Francia, dove l'avanzata di due forze «amiche» (sia pure con sfumature diverse) come AfD e lepenisti sembra giustificare l'esultanza russa. «Macron e Scholz sono aggrappati al potere con tutte le forze», dice l'ex presidente della Duma Vyacheslav Volodin. «Dovrebbero dimettersi e smettere di prendere in giro i loro cittadini, vittime del ristagno…
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– Il Cremlino non si accontenta di avere influenzato la campagna elettorale delle elezioni europee con azioni di infowar e guerra non lineare che si sono susseguite per settimane e hanno influenzato le scelte degli elettori. Ieri, lo speaker della Duma, Vyacheslav Volodin, ha chiesto le dimissioni del cancelliere tedesco, Olaf Scholz e del presidente francese Emmanuel Macron, usciti sconfitti dalle urne con i loro partiti di provenienza e che…
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Russia all'attacco di Francia e Germania, ma per il Cremlino "non c'è stata una rivoluzione" I risultati del voto per le elezioni europee? "Macron e Scholz si aggrappano al potere con le loro ultime forze. La cosa giusta da fare, per loro, sono le dimissioni e di smetterla di prendere in giro i loro concittadini". Ne è convinto il presidente della Duma in Russia, Vyacheslav Volodin, che commenta così la tornata elettorale, ma senza citare la convocazione da…
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Solo due settimane fa il presidente francese Emmanuel Macron era a Berlino, per decidere con il cancelliere Olaf Scholz le priorità strategiche per il futuro dell’Europa e per spartirsi i posti di comando da assegnare dopo le elezioni. Quattordici giorni dopo i due leader sono anatre zoppe che rischiano di non contare più nulla: gli elettori li hanno umiliati, la locomotiva franco-tedesca che da 60 anni trainava l’Europa si è fermata, altri politici sono in arrivo e si preparano a prenderne il posto.
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Secondo il governo russo le elezioni europee hanno segnato il fallimento di Macron e Scholz, criticati sia internamente che da Mosca per le loro politiche economiche e il coinvolgimento in conflitti esterni come quello in Ucraina
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Se lo meritano. E’ di Valentina Matvienko, la potente leader del Consiglio della Federazione – Camera Alta del Parlamento russo - una delle prime reazioni all’ esito del voto europeo . Di cui naturalmente a Mosca si enfatizza con grande soddisfazione tutto ciò che è più utile al Cremlino, nella sua campagna contro quella parte di Europa schierata alle spalle dell’Ucraina. «La sconfitta schiacciante di Emmanuel Macron e di Olaf Scholz – ha dichiarato Matvienko, citata…
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