Il no Meloni day e l’importanza dell’educazione. Lettera Di Inviata da Ferdinando Mazzeo – In varie parti d’Italia, gli studenti scendono in piazza per manifestare contro il Governo, contro la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e, in particolare, contro alcuni suoi Ministri. Durante le manifestazioni, non sono mancati momenti di tensione, a causa di reazioni e azioni violente all’interno dei vari gruppi di manifestanti.
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Ossa spaccate (dei poliziotti), manifesti con i volti insanguinati di politici di destra presi di mira insieme al premier Giorgia Meloni, il fantoccio del povero ministro Giuseppe Valditara dato alle fiamme, il gesto mimato della P38 che torna a fare capolino in piazza. É di nuovo la cara, vecchia Torino, non più città operaia come una volta, a fare da sfondo alla rabbia studentesca che si fa violenta contro il Governo di centrodestra.
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Le recenti, violente manifestazioni animate da studenti soprattutto delle università italiane sotto molteplici sigle del genere ‘propal’, ‘no-Meloni day’, ‘Cambiare rotta’ ed altre varie e pittoresche forme sloganistiche, certo non possono ricondursi ad un generico manifestare. Le configurazioni simboliche alle quali queste violente espressioni di dissenso hanno inteso accompagnarsi, non senza la conduzione di autentici facinorosi che non hanno mancato di aggredire fisicamente le forze dell’ordine alla ricerca evidente dello…
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TORINO – Quella di venerdì 15 novembre per il capoluogo piemontese è stata una mattinata difficile e non priva di tafferugli . Torino è stata teatro di un corteo di 400 manifestanti scesi in piazza per quello che è stato definito il “No Meloni Day”; si è protestato contro le politiche del governo e contro Israele per il genocidio in atto in Palestina. Si sono verificati anche alcuni scontri con la polizia presente per presidiare la manifestazione e…
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Il manifesto del 17 novembre 2024 «Prima si incita alla rivolta, poi si aggrediscono i poliziotti, poi si spara». Dopo il «No Meloni day» il ministro Nordio agita lo spettro degli anni di piombo e ordina ai magistrati «severità contro questi banditi». Poi esclude il referendum sull’autonomia. E Calderoli: «L’opposizione tacerà per sempre»
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“Le notizie che in queste ore dilagano a proposito dei cortei studenteschi, con particolare riferimento a Torino e Roma, destano inquietudine e preoccupazione per le modalità di protesta inaccettabili e prive di senso. Ai giovani bisogna indirizzare messaggi chiari e inequivocabili basati sul rispetto reciproco e sulla non violenza, le manifestazioni di piazza, intrise di violenza e di rancore, non risolvono i problemi della società, al contrario…
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I quasi 20 poliziotti intossicati durante gli scontri di Torino non possono essere considerati un incidente di percorso: ora Nordio chiede la linea della fermezza ai giudici. Ma l'opposizione non ci sta
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«Data la mia età, ho visto come è nato il terrorismo, proprio anche a Torino: hanno iniziato così, prima si incita alla rivolta, poi si aggrediscono i poliziotti, poi si fa il gesto della P38 per strada e poi però si spara». Il ministro della giustizia Carlo Nordio ha espresso così - a margine del convegno della Fondazione Iniziativa Europa a Stresa – la sua preoccupazione per la violenza messa in atto durante il corteo degli studenti, indetto per…
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Dura presa di posizione del Guardasigilli sugli incidenti di ieri: "Anche in passato hanno iniziato così, prima si incita alla rivolta, poi si aggrediscono i poliziotti, poi si fa il gesto della P38 per strada e poi si spara. Quindi l'intervento deve essere rapido ed efficace" Il ministro della Giustizia Carlo Nordio è intervenuto duramente sugli scontri andati in scena ieri a Torino, parlando a margine del forum di Fondazione Iniziativa europa a Stresa
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«Cosa sarebbe accaduto se ad essere esposte in quel modo e con quei termini fossero state le immagini di Boldrini, Schlein e Fratoianni? Si sarebbe parlato di allarme fascismo»: lo sottolinea Vittorio Feltri, denunciando la deriva delle manifestazioni di piazza contro il governo, in particolare a Torino, dove è comparso anche l’agghiacciante gesto della P38. «Insomma – scrive Feltri sul Giornale – se ad essere vigliaccamente presi di mira sono…
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"Ho visto come è nato il terrorismo, proprio anche a Torino: hanno iniziato così, prima si incita alla rivolta, poi si aggrediscono i poliziotti, poi si fa il gesto della P38 per strada e poi però si spara. Quindi l'intervento deve essere rapido, efficace. Da parte del governo lo è e lo sarà, però adesso sta alla magistratura dimostrare di essere…
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Ieri abbiamo avuto modo di constatare che basta un nulla per appiccare un incendio. Un misero fiammifero, se contornato dalle giuste sostanze, può dare vita a una gigantesca esplosione. E le proteste di ieri in 35 città italiane diverse potrebbero non essere l’acme, il punto più in alto (o in basso, fate voi) raggiunto dagli antagonisti. Da Torino a Milano, da Napoli a Roma passando per Bologna: nella mattinata di ieri liceali e universitari (non tutti, ma sempre i…
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Il No Meloni Day, che ha visto scendere in piazza migliaia di studenti e attivisti in diverse città italiane, si è trasformato in un terreno di scontro non solo fisico, ma anche ideologico. Le proteste, ufficialmente indirizzate contro i tagli alla scuola e altre tematiche come il conflitto in Medio Oriente, sono state segnate da episodi di violenza che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
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Non ci provate! Così parlò Giuseppe Valditara: “Valditara a testa in giù”, urlavano sotto il Ministero. E sarebbero questi gli interlocutori democratici? La scuola italiana non ha bisogno di replicanti degli estremisti degli anni ’70”. Così parlò, invece, Giorgia Meloni: “Anche oggi abbiamo assistito a inaccettabili scene di violenza e caos in alcune piazze, ad opera dei soliti facinorosi. Diversi agenti delle Forze dell’Ordine sono finiti al pronto soccorso a causa di ordigni e scontri.
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Quanto accaduto a Torino “è un fatto gravissimo e sintomatico dell’innalzamento non solo del livello di tensione ma anche dell’aggressività di questi professionisti del disordine”. Lo ha affermato il Segretario Generale del SAP, Stefano Paoloni, dopo che ieri una ventina di poliziotti sono stati trasportati in ospedale a causa dell’esplosione di un fumogeno urticante nel corso del corteo nel capoluogo piemontese per il ‘No Meloni Day’.
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Corteo studenti, bruciati fantocci di ministri e scontri di Viola Giannoli, la Repubblica Meloni: “Indegni”. Schlein: “No violenza”. Manifestazioni in 30 città per una scuola pubblica e accessibile e contro la guerra. Feriti agenti a Torino, lanci di uova e vernice a Roma e Bologna. Alzata la protezione per Valditara e Tajani. Striscioni, slogan, flash mob, cori, lanci di vernice e poi i fantocci del ministro Giuseppe Valditara bruciati, le mani sporche di rosso come fosse sangue, le foto della premier Giorgia…
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Troppo giovani per ricordare quegli anni terribili, non abbastanza giovani per essere giustificati. Tra i tanti gesti brutti e da condannare compiuti nei cortei di ieri per il cosiddetto “No Meloni day”, in particolare in quello di Torino, si è rivisto “quel” gesto: l’indice e il medio della mano uniti, il pollice aperto a simboleggiare una pistola, la Walther P38 appunto, arma prediletta dall’estremismo rosso negli anni 70 del secolo scorso.
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Di Alessandro D’Amato ROMA Il gesto delle tre dita a simboleggiare la P38, come Autonomia Operaia negli anni Settanta. La foto di Giorgia Meloni imbrattata di vernice rossa e la scritta "complice dei genocidi". Il minuto di rumore "per Giulia Cecchettin, per tutte le donne uccise brutalmente e contro la repressione di questo governo". Gli agenti feriti a Torino e i fantocci dei ministri a fuoco. I cortei nel giorno dello sciopero nazionale organizzato…
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I temi sono gli stessi, ma ieri a Roma i cortei studenteschi hanno sfilato divisi, con l’unico effetto di paralizzare la città. Da una parte il corteo autorizzato con centinaia di giovani, partito da Piramide e diretto al ministero dell’Istruzione. E dall’altra una piccola delegazione di collettivi autonomi: circa cento studenti che hanno percorso un contro corteo inverso, non autorizzato, dal Mim a Piramide.
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«Ogni giorno è No Meloni Day» per gli studenti e le studentesse di tutta l’Italia. A Torino lo hanno scritto lungo uno striscione, sfilando ieri mattina contro il governo e per ricordare il genocidio in corso in Palestina. I tagli alla scuola, l’aumento dell’alternanza scuola-lavoro, i lavoratori e i ricercatori precari, gli istituti scolastici sempre più simili ad industrie che a luoghi dove sviluppare un sapere libero: questo contestano i circa 500 studenti dei licei e istituti torinesi.
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Il cuore della Capitale si è animato con manifestazioni di protesta studentesca e scioperi del personale scolastico. Studenti, collettivi autonomi e docenti hanno marciato oggi venerdì 15 novembre, portando al centro del dibattito la riforma dell’istruzione, il ddl sicurezza e il conflitto in Palestina, in una giornata di mobilitazione che ha visto momenti di tensione e prese di posizione politiche.
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