Ultime notizie Riforma Premierato: cosa cambierà? Il disegno di legge (aggiornamento 8 Novembre) Premierato: verso l’elezione diretta del Presidente del Consiglio. Premierato: tra le varie modifiche avanzate dal disegno di legge dedicato l’elezione diretta del Presidente del Consiglio. In parallelo, si ridurranno i poteri del Presidente della Repubblica. Novità anche per quanto riguarda la Legge elettorale.
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La riforma costituzionale sul premierato varata in Consiglio dei ministri la scorsa settimana “non tocca la figura di garanzia del presidente della Repubblica e non costruisce un sistema nel quale il presidente del Consiglio è ostaggio della sua maggioranza”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un’intervista al “Messaggero”. “Gli obiettivi di questa riforma sono garantire il diritto degli italiani di decidere da chi farsi governare…
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Il premierato divide maggioranza e opposizione, ma con delle eccezioni e con posizioni diverse in entrambi i fronti. L'elezione diretta del presidente del Consiglio è la riforma costituzionale su cui il governo Meloni punterà nei prossimi mesi: ecco chi è a favore e chi è contrario tra i partiti italiani.
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Venerdì 3 novembre il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge di riforma costituzionale che ha l’obiettivo di introdurre il cosiddetto “premierato”. Una riforma costituzionale che ha un processo di realizzazione di molti mesi e che, nei piani del governo, potrebbe essere portata alle urne nel 2025. La sintesi è il tentativo di rafforzare il Presidente del Consiglio, ma la riforma non intaccherebbe i poteri del Presidente della…
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato venerdì il ddl Casellati di revisione costituzionale che introduce, alla forma di governo parlamentare, la variante del premierato. Ce ne siamo già occupati su questo sito qualche giorno fa con un articolo che analizzava il ddl nel suo complesso, oggi vorremmo soffermarci su un punto specifico: l’elezione diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri e le sue implicazioni.
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Con l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri, la riforma del premierato compie un passo avanti verso l'ok definitivo. Nonostante gli oggettivi ostacoli (come abbiamo spiegato qui) al progetto di modifica costituzionale, Giorgia Meloni punta forte su quella che definisce "la madre di tutte le riforme", che contiene anche misure "anti-ribaltone" e l'addio ai senatori a vita. La vera sfida ora è però adattare l'impalcatura istituzionale per accogliere compiutamente la…
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La discriminatoria idea della “concorrenza”, oramai pienamente affermata in campo economico, secondo la quale vince il più forte e il vinto deve sottostare alla volontà del vincitore, anima il retrivo disegno di legge costituzionale, approvato dal Consiglio dei Ministri del 3 novembre u.s. che introduce l’elezione diretta del Presidente del Consiglio dei Ministri (il cosiddetto “premierato”). Tale disegno di legge costituzionale prevede un agghiacciante…
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La destra entra a gamba tesa nell’architettura costituzionale come mai nessuno aveva fatto. Nel contrastarla, non bisogna rifuggire la sfida di costruire un rapporto funzionante tra rappresentanti e rappresentati La destra ci riprova, a riscrivere la Costituzione, e stavolta punta in alto. In nessuna democrazia costituzionale al mondo una sola persona, il capo del governo, concentra su di sé un controllo del potere esecutivo e di quello legislativo, senza rendere conto sostanzialmente a nessuno se non agli elettori del proprio operato, quale quello delineato nella…
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Premierato targato Giorgia Meloni proposta da respingere al mittente per le opposizioni. La riforma viene definita "pasticciata e pericolosa" dalla segretaria del Pd Elly Schlein. Un "Italierato mai sperimentato al mondo" per Carlo Calenda. E da Italia Viva che pure si era detta disponibile al sostegno, al momento, prevale la prudenza. "Sì all'elezione diretta del premier, no ai pasticci", è l'avvertimento di Matteo Renzi
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Dopo un dibattito durato più di un anno e il lavoro di una commissione di esperti, in data 3 novembre 2023 il governo ha approvato il disegno di legge costituzionale sul premierato. Il provvedimento, che aveva ricevuto il maggior consenso da parte delle forze politiche di maggioranza e di parte dell’opposizione (Italia Viva), delinea un sistema che attribuisce al primo ministro notevoli poteri, ma indebolisce inevitabilmente la figura del Capo dello Stato.
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La riforma costituzionale proposta venerdì (3 novembre) dal governo di destra italiano guidato da Giorgia Meloni (Fd’I/ECR) che prevede l’elezione diretta del primo ministro ha ricevuto in questi giorni forti critiche per le anomalie rispetto agli standard di altri Paesi dell’UE. Presentata come la “riforma delle riforme” da Meloni, il progetto di legge è stato duramente contestato sia dai partiti di opposizione che dagli esperti.
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Secondo la notizia battuta dalle più importanti agenzie di stampa, il Consiglio dei ministri, nel corso della settimana appena trascorsa, sembrerebbe aver proceduto ad approvare, all'unanimità, il disegno di legge sulle riforme costituzionali. Si tratterebbe di una "riforma costituzionale” teleologicamente finalizzata, stando alle parole del Presidente del Consiglio dei Ministri, a superare, ponendole nel nulla, le criticità legate, e direttamente riconducibili, al concetto di governabilità, quasi…
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Chissà, forse ci siamo un tantinello distratti. O magari ogni volta lo abbiamo chiamato in modo diverso: la forza Silvio, l'effetto Romano, la sorpresa Giorgia. Perché poi, scavando un po' nei fumi polemici e nelle dispute erudite dei costituzionalisti, ci si accorge, tenetevi forte, che in Italia il premierato esiste già da una trentina d'anni. Si fa presto infatti a parlare di un leader indicato dalla gente, a sognare un governo scelto dai cittadini.
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Chissà quale dèmone maligno convince i nostri giovani leader – prima Renzi e ora la Meloni – a tentare il suicidio con improvvide avventure di riforme istituzionali. Quella renziana era, se possibile, di impianto più generale e affrontava, pur a spizzichi e bocconi, nodi che davvero sono tra le cause del trentennale blocco del Paese: dal sistema bicamerale all’esisten…
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Doveva accadere, prima o poi, ed è accaduto. Venerdì scorso il Consiglio dei Ministri ha deliberato la “madre di tutte le riforme”, per usare il linguaggio della Presidente, approvando il disegno di legge costituzionale che introduce l’elezione diretta del Capo del Governo. Lo chiamano, con enfasi, “premierato”, per definire questo inedito modellino in cui al Presidente del Consiglio viene consegnata centralità totale della scena, relegando gli altri organi costituzionali, Capo dello Stato e Parlamento soprattutto, nel ruolo di spettatori non paganti.
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“Ho seri dubbi che il premierato di Giorgia Meloni possa funzionare". Parola di uno che sa di cosa parla: Gaetano Quagliariello, ex ministro delle Riforme nonché tra gli esperti nominati da Napolitano con il compito di indicare la strada per rinnovare le istituzioni, ora presidente della Fondazione Magna Carta. Per quale motivo questa riforma non la convince? "Le qualità di un sistema istituzionale sono due: equilibrio e flessibilità.
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Come sarà il premierato Il premierato italiano non sarà come il presidenzialismo americano né come il semipresidenzialismo francese. Il taccuino di Guiglia. Non è un presidenzialismo all’americana né un semipresidenzialismo alla francese. Il testo di modifica costituzionale approvato ieri dal Consiglio dei ministri prefigura un premierato all’italiana unico al mondo. Altrove non esiste l’elezione diretta del presidente del Consiglio.
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ROMA — Sentiremo parlare a lungo di premierato: non passerà alle Camere liscio come il governo vuol fare credere. Modifiche e malumori agitano già la coalizione di destra: il premio di maggioranza al 55% inserito nella riforma solleva dubbi nella Lega e in FdI. Sono le prime crepe. Matteo Salvini ha avvertito ieri - all’indomani del via libera in Consiglio dei ministri all’elezione diretta del pr…
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