Secondo un’analisi di Coface il conflitto in Medio Oriente sta colpendo duramente il trasporto aereo mondiale. La chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz ha ridotto drasticamente l’offerta globale di cherosene avio (jet fuel) – di cui circa il 20% dipende dai Paesi del Golfo – innescando un’impennata dei prezzi: in Asia e in Europa il cherosene è più che raddoppiato rispetto ai livelli pre-bellici, superando il picco del 2022.
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“Abbiamo un ritardo nelle prenotazioni estive”. E' questo l'effetto più evidente dell'incertezza della guerra, spiega l'agente di viaggio Roberto Monegaglia. E se per tutelarsi dagli scali a rischio si scelgono percorsi e compagnie alternative per l'eventualità, per ora remota, di voli cancellati a causa della mancanza di carburante non c'è soluzione. Chi prenota un pacchetto, per esempio volo più alloggio, è abbastanza garantito, spiega Francesco Marcazzan del centro tutela consumatori.
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Il nodo è il cherosene, il carburante degli aerei, che sta diventando più difficile da reperire e molto più costoso. E quando il carburante entra in crisi, l’intero sistema aereo si ridisegna. Per ora non siamo davanti a un blocco generalizzato dei voli, ma, come sottolineato da Altroconsumo, i segnali di allarme ci sono tutti: le compagnie stanno rivedendo i propri piani e in alcuni aeroporti si registrano già limitazioni nei…
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Aumentano i costi dei bagagli Se la prima faccia della crisi è quella dei disservizi, la seconda è più silenziosa ma altrettanto rilevante. È quella dei prezzi. Soprattutto nel mondo low cost, le compagnie continuano a proporre tariffe di partenza competitive. Il cambiamento avviene altrove, nei servizi accessori. Un’analisi che abbiamo condotto su dodici tratte operate da Ryanair ed easyJet mostra chiaramente questa dinamica.
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In questo momento sono solo ipotesi, ma il caos viaggi ancora non esiste. Nemmeno a Torino e in Piemonte, dove sono comunque tanti i viaggiatori in attesa di prendere il proprio volo. Ma la crisi internazionale in Medio Oriente confonde le acque, fa schizzare i costi verso l'alto e soprattutto innesca voci e scenari che spesso creano difficoltà anche negli addetti ai lavori. Nessuno…
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La tensione militare in Medio Oriente con l’escalation tra Stati Uniti, Israele e Iran, sta producendo effetti anche sui viaggiatori piacentini. La creazione di una No Fly Zone ha costretto diverse compagnie aeree a cancellare o riprogrammare rotte strategiche tra Europa, Asia e Africa, lasciando molti viaggiatori, anche nel nostro territorio, con voli soppressi, pacchetti turistici annullati e rimborsi ancora incerti.
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