L'AssoCalciatori propone un numero limite di italiani in campo: regola da studiare col Governo ROMA, 02 APR - "Gravina anche oggi ha la fiducia e stima delle componenti, poi ci rendiamo conto delle difficoltà e di doverci rimboccare le maniche": così il presidente dell'Aic, Umberto Calcagno, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina. "La speranza è che oggi si parli di tante cose e temi a cui noi teniamo da tempo - ha aggiunto -.
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Si può e si deve ripartire, "trasformando un momento di crisi in opportunità". Umberto Calcagno ha lasciato per primo la sede di Via Allegri, subito dopo le dimissioni di Gabriele Gravina. Da presidente dell’Assocalciatori, nonché vicepresidente federale, riconosce il valore politico del gesto: "È stata un’assunzione di responsabilità che gli fa onore – spiega il numero uno del sindacato –. Gravina non fa un passo indietro…
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Gianluigi Paragone Tivù Verità | Paragone: «Nel calcio troppo stranieri e italiani molli» play icon Il declino della Nazionale e della Serie A: siamo passati da dei giocatori che toccavano vette altissime a un sistema che naturalizza chiunque pur di non investire sui nostri figli, mentre gli atleti degli sport invernali sputano sangue per un decimo degli stipendi dei calciatori.
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Dopo la terza disfatta Mondiale, il calcio italiano si lecca le ferite. E torna a ragionare su problemi atavici, cercando di qua e di là la soluzione ad anni di disfatte. Il dato rumoroso è che oggi, in Italia, il pallone ha rallentato. I calciatori prodotti dai vivai sono pochi e la Serie A è sempre più 'terra di stranieri'. Il massimo campionato italiano è - non a caso - la lega più internazionalizzata d'Europa, con il 67,5% di stranieri in…
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Il presidente del Senato, Ignazio La Russa , ha proposto di schierare sempre almeno 4 italiani in campo . Il ministro per lo Sport, Andrea Abodi , ha commentato: “ Non ci possono essere vincoli da parte nostra. Però sì, la penso un po' come La Russa . Se ne può discutere anche con l'Unione Europea. Serve una regola che codifichi tutto questo, ma noi non possiamo imporre nulla. Possiamo tuttavia sederci al tavolo e dare il nostro supporto ”.
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Hakan Calhanoglu si conferma una colonna portante del calcio europeo, nonostante un’annata vissuta tra luci e ombre. La sua stagione all’Inter è stata finora caratterizzata da un dualismo costante: da un lato la fragilità fisica causata da alcuni infortuni, dall’altro la capacità di sfoderare prestazioni di altissimo livello che ne ribadiscono l’importanza tattica nello scacchiere nerazzurro. A certificare il valore assoluto del regista turco sono le statistiche d’élite raccolte dal…
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