Malgrado siamo lontanissimi da una o più eventuali condanne, il terremoto politico pugliese, che sta sconquassando il campo largo, ha riportato alla ribalta i teorici della cosiddetta questione morale. Questione morale che aveva trovato nel Movimento 5 stelle un grande collettore di voti, tanto da proiettare i suoi esponenti in una delle più catastrofiche esperienze di Governo della storia repubblicana.
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La fusione nucleare è destinata a diventare una realtà industriale entro i primi anni Trenta, promettendo un impatto significativo sul mix energetico globale con un'energia più pulita e sostenibile Con l’introduzione del primo impianto industriale di fusione nucleare, previsto per i primi anni Trenta, si aprono nuovi scenari per l’energia globale. E stavolta l’Italia non sta a guardare. Questa tecnologia promette di cambiare radicalmente le nostre fonti…
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Mentre la politica italiana si cimenta nella più grande operazione di greenwashing di sempre, con un libro di Del Debbio su Berlusconi, un film su Mediolanum e pure un francobollo, così da costringerci ancora a leccare sul retro il Cavaliere, il più importante gruppo petrolifero del Paese – l’Eni – nemmeno finge di voler diventare più ambientalista e sostenibile. Il filo diretto tra il capo azienda quasi a vita, Claudio Descalzi (nella foto), e la premier Meloni, consente le operazioni più spericolate, come la vendita dell’Agenzia di…
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Auditi in Commissione Ambiente del Senato i manager di entrambe le aziende hanno illustrato i vantaggi del nucleare. “Interlocuzione proficua con Confindustria, Enel, Eni e Nwecleo” anche per l’intergruppo energia nucleare Regole chiare ed efficaci per avviare un percorso con la supply chain italiane di ritorno al nucleare, anche attraverso l’istituzione di un’Autorità specifica che guardi al momento alle nuove tecnologie di fissione in attesa di arrivare alla fusione nei prossimi decenni.
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MILANO – I “primi anni Trenta”. Non quelli che videro sorgere i Mondiali di calcio, non quelli della fine di Al Capone e dell’inizio di Adolf Hitler. Ma quelli del nostro secolo, il Duemila. E’ l’orizzonte indicato dall’Eni entro il quale il gruppo energetico “prevede di realizzare la prima centrale nucleare a fusione industriale”: nei primi anni Trenta, appunto. Lo ha detto la responsabile del gruppo per la fusione, Francesca Ferrazza, in audizione alla Commissione Ambiente del Senato
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Eni prevede di realizzare la prima centrale nucleare a fusione industriale nei primi anni Trenta. A garantirlo è la responsabile del gruppo per la fusione, Francesca Ferrazza, in audizione alla Commissione Ambiente del Senato. Eni partecipa negli Stati Uniti al progetto Commonwealth Fusion System (Cfs), spinoff del Mit di Boston, con la tecnica del confinamento magnetico. Il gruppo italiano prevede di contribuire a realizzare a metà degli anni Venti il primo impianto pilota…
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Eni prevede di realizzare la prima centrale nucleare a fusione industriale nei primi anni Trenta. Lo ha detto la responsabile del gruppo per la fusione, Francesca Ferrazza, in audizione alla Commissione Ambiente del Senato. Eni partecipa negli Stati Uniti al progetto Commonwealth Fusion System (Cfs), spinoff del Mit di Boston, con la tecnica del confinamento magnetico. Il gruppo italiano prevede di contribuire a realizzare a metà degli anni Venti il primo impianto pilota Cfs-Sparc.
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