Ha confermato le dichiarazioni già rese Moussa Sangare , l’uomo accusato dell’omicidio di Sharon Verzeni interrogato oggi dal gip Raffaella Mascarino. Ha ripetuto che «non c'era un movente e - ha aggiunto - non so il perché l’ho fatto». Sangare, come ha riferito il suo legale Giacomo May, ha detto al gip di essere uscito di casa con questa «sensazione che non so spiegare» e che lo ha spinto «a voler fare del male».
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Oggi è il giorno dell'interrogatorio in carcere di Moussa Sangare, il trentenne che ha ucciso a sangue freddo Sharon Verzeni senza motivo. Ma mentre si inizia a costruire per lui l'alibi dell'infermità mentale e della malattia psichiatrica, emergono nuovi dettagli sull'omicidio, che proprio perché slegato da qualunque logica ha messo in difficoltà gli investigatori nella ricerca del colpevole. Ci è voluto oltre un mese per rintracciarlo: i due non si…
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Moussa Sangare, l’uomo che ha confessato l’omicidio di Sharon Verzeni, era indagato per maltrattamenti in famiglia per aver minacciato la madre e la sorella con un coltello. Un particolare emerso nel corso della conferenza stampa della procura di Bergamo per annunciare il fermo del 31enne. Ma ora emerge che il giovane era stato denunciato tre volte dalla famiglia. “Ho avuto paura di morire anche io.
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L’uomo aveva già raccontato al pubblico ministero e ai carabinieri di Bergamo di aver scelto a caso la sua vittima e di aver agito senza alcun motivo. La madre e la sorella avevano presentato contro di lui tre denunce, l'ultima lo scorso 9 maggio. Il precedente 20 aprile Moussa aveva minacciato con un coltello alle spalle proprio la sorella Si è tenuto nel carcere di Bergamo l'interrogatorio per la convalida del fermo di Moussa Sangare, reo confesso dell'omicidio…
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