ANCE richiede soluzioni per garantire la prosecuzione dei lavori pubblici, mettendo in evidenza il rischio di rallentamenti nei cantieri “Alla luce del perdurare delle tensioni nel quadro internazionale e delle conseguenti criticità che stanno incidendo in modo significativo sulle filiere di approvvigionamento e sui costi dei materiali da costruzione, ANCE Reggio Calabria ha ritenuto opportuno promuovere un’iniziativa volta a sensibilizzare le…
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La preoccupazione c’è, i carburanti hanno già prezzi alle stelle, il bitume – con cui dovrebbe partire una stagione di asfaltature a tappeto, sia ad Aosta visto il Piano straordinario approvato dal Comune, sia in vista del Giro d’Italia – ha prezzi cresciuti di oltre il 50 per cento in 20 giorni di guerra. Per questo, si è aperta una trattativa tra la sezione edile della Confindustria, che rappre…
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Inflazione su di un punto percentuale, Pil toscano giù dello 0,3 per cento, con redditività a rischio per 15mila imprese (una ogni venti). E un aumento medio della spesa annuale delle famiglie di 768 euro. Questo l’impatto stimato della guerra in Iran sull’economia toscana, illustrato ieri dal direttore dell’istituto per la programmazione economica regionale, Nicola Sciclone, in una conferenza st…
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Anche il mondo dell’edilizia fa i conti con l’impatto economico della crisi in Medio Oriente. L’associazione di categoria Ance Novara Vercelli, che fa capo a Confindustria, denuncia «un’impennata dei prezzi dei materiali da costruzione» e chiede interventi immediati per arginare un’emergenza «che mette a rischio la continuità dei cantieri». «Gli effetti delle tensioni geopolitiche sulle mater…
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Costi in aumento per l’energia (ma anche per rame, alluminio e ferro) e minacce per l’export. Senza trascurare, in aggiunta, il rischio delle speculazioni sui prezzi. E’ lo scenario che Confartigianato e Cna vedono concretizzarsi per le imprese a causa del conflitto in Medio Oriente e – più in generale – del clima di tensione internazionale. "Le tensioni geopolitiche – commenta Mauro Ciani, segretario generale di Confartigianato – rischiano di avere effetti immediati anche sulle nostre imprese…
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La nuova crisi geopolitica in Medio Oriente, con la guerra in Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz, sta già producendo effetti concreti sull’economia reale. In Italia, secondo SITEB (Associazione Strade Italiane e Bitumi), negli ultimi 20 giorni il costo del bitume e dell’energia è aumentato in modo esponenziale, mettendo a rischio la continuità dei cantieri e l’intera filiera. Dopo l’escalation militare in Iran e il coinvolgimento delle principali potenze internazionali, il…
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– Una nuova stangata da quasi 800 euro l’anno per le famiglie toscane, inflazione in aumento e crescita economica in frenata. È il quadro che emerge dalla nota di lavoro dell’Irpet sugli effetti della guerra in Medio Oriente sull’economia regionale . Preso uno scenario di rincaro del 50% del costo dei beni energetici importati per almeno 12 mesi, l'Irpet stima per la Toscana - per effetto della guerra in Medio Oriente - la possibilità di un aumento dell'inflazione…
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Aziende, oltre 111mila lavoratori a rischio. Le previsioni dell'Irpet si concentrano sull'aumento dei prezzi energetici conseguenza del conflitto in Iran che, per le famiglie, può voler dire fino a quasi 800 euro in più
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Tantissime segnalazioni arrivate solo nell'ultima settimana, tanto da far scattare immediatamente il monitoraggio di Ance Umbria. Rincari improvvisi e ingiustificati che dopo l'inizio del conflitto in Medio Oriente stanno già mettendo in serie difficoltà le imprese edili. A schizzare in alto sono soprattutto i prezzi dei derivati dei petrolchimici come il bitume, ma anche acciaio e alluminio: materiali legati a produzioni altamente energivore.
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– La nuova crisi in Medio Oriente rischia di avere effetti pesanti anche sull’economia toscana. Secondo le stime dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, il rincaro delle bollette legato all’escalation del conflitto con l’Iran potrebbe costare alle imprese italiane quasi 10 miliardi di euro in più nel 2026, con un aumento complessivo del +13,5% rispetto al 2025. In questo scenario, la Toscana si conferma tra le regioni più esposte.
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La guerra in Medio Oriente rischia di dimezzare la crescita della Toscana nel 2026 e di interessare il 10% dei lavoratori, ben 110.00 tra uomini e donne, e il 5% delle imprese. La drammatica previsione sull’impatto del conflitto e sull’aumento del prezzo del petrolio vedrà anche le famiglie toscane impoverirsi, con una maggiore spesa annua di 768 euro e quindi una riduzione del…
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ANCONA Il bitume è passato in pochi giorni da circa 350 a 700 euro a tonnellata, l’acciaio da ponte da 2,50 a oltre 3,20 euro al chilo. La crisi internazionale arriva anche nei cantieri. Le tensioni sui mercati energetici legate al conflitto nell’area dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi del commercio mondiale di petrolio, stanno già producendo i primi effetti nel settore delle costruzioni: aumentano i costi dei carburanti…
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La Guerra in Medio Oriente, con la chiusura dello stretto di Hormuz, ha effetti anche sulle imprese trentine. Il problema più pressante è quello dei costi energetici in aumento: “Dallo stretto di Hormuz passa il 20-30% del petrolio e oltre il 20% del gas liquefatto - sottolinea Alberto Olivo, segretario generale della Camera di Commercio di Trento - noi siamo un Paese dipendente da queste questioni energetiche e i costi che aumentano con le difficoltà di approvvigionamento…
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«Stava per uscire il decreto bollette, che vedeva un fondamentale passaggio nell'azione verso l'Europa sulla sospensione degli Ets (Emission trading system, vale a dire il sistema europeo di scambio delle quote di emissione di gas a effetto serra, ndr), che incidono fortemente sui costi energetici», e di conseguenza sui bilanci delle imprese. Eppure «oggi è ancora tutto fermo». Paola…
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GROSSETO – La crescente tensione internazionale legata al conflitto in Iran rischia di avere effetti significativi anche sull’economia italiana e sul sistema delle piccole imprese. A lanciare l’allarme è Confartigianato Imprese Grosseto, che richiama l’attenzione sulle possibili ripercussioni legate all’aumento dei costi energetici, alla volatilità dei mercati e alle difficoltà nelle esportazioni. Secondo i dati diffusi da Confartigianato nazionale…
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«La denuncia delle imprese sulle speculazioni che stanno colpendo carburanti, energia e materiali da costruzione è un elemento che va preso sul serio. Tuttavia occorre pure contrastare il rischio che l’aumento dei costi lungo la filiera delle costruzioni venga scaricato sull’anello più debole del sistema: i lavoratori». È la posizione della Fillea Cgil Sicilia che, tramite il suo segretario generale, Giovanni Pistorio, interviene sull’argomento a…
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La sfida maggiore per le utility? Quest’anno sarà l’incertezza. Per chi pensa che è scontata come risposta, vista la crisi in Medio Oriente, la domanda è stata posta da Althesys alle 100 maggiori utility italiane prima degli attacchi di Israele e Usa contro l’Iran. L’incertezza non è legata soltanto al contesto geopolitico, ma anche al quadro regolatorio, vale a dire alle norme che regolano il settore, che con il decreto Bollette – per…
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Il conflitto in Medio Oriente alimenta i timori di consistenti rincari ai danni dei consumatori e delle imprese. Il rischio, infatti, è quello che i fornitori alzino da subito i prezzi per chi dispone di contratti variabili oppure optino per delle modifiche unilaterali per chi ha contratti fissi. Anche di questo si è parlato nella puntata del 17 marzo di "Numeri", approfondimento di Sky TG24 ascolta articolo Fanno ancora discutere i possibili aumenti delle bollette di…
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TRENTO. Un aumento graduale dell’inflazione che potrebbe riscrivere nel corso del tempo il livello dei prezzi (e dei salari). Questa la lettura del professore di Economia e Management dell’Università di Trento Andrea Fracasso a commento della possibile variazione dell’inflazione nei prossimi mesi e anni con il proseguo della guerra in Medio Oriente e, soprattutto, del blocco iraniano dello stretto di Hormuz, da cui transita circa il 27% del…
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Aumenti esorbitanti del costo dell'energia, rallentamenti nelle consegne, l'aumento dei costi di trasporto e la riduzione della domanda sono i punti fondamentali della ricaduta della guerra nel Golfo mediorientale sul settore del terziario del territorio. A rilevarlo l'indagine di Confcommercio di Milano Lodi e Brianza con le risposte di 512 imprese del terziario: il 75% subisce, a vario titolo, effetti negativi.
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"Nel mondo del trasporto siamo veramente preoccupati, perché in questo mese rischiamo di vanificare tutto quello che è stato costruito in questi anni e le micro e piccole imprese che rappresentiamo soffrono veramente tanto questo scostamento e questo aumento di prezzi". Lo ha detto Marco Pierpaoli, segretario di Confartigianato Imprese Ancona-Pesaro Urbino, a margine del seminario alla caserma Paolini di Ancona tra Guardia di Finanza e Confartigianato Marche dedicato alla concorrenza…
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Guerra in Iran: province di Alessandria e Pavia tra le prime 50 in Italia per aggravio su luce e gas
Guerra in Iran: province di Alessandria e Pavia tra le prime 50 in Italia per aggravio su luce e gas ITALIA – A circa due settimane dall’inizio del conflitto in Iran, i mercati delle principali materie prime mostrano una tenuta complessivamente solida. A differenza di quanto spesso accade nelle fasi di forte tensione geopolitica, non si sono registrate impennate diffuse dei prezzi. Secondo l’analisi dell’Ufficio studi della CGIA, diverse…
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Allarme rincari, cresce preoccupazione di consumatori e imprese Allarme rincari per consumatori e imprese. Parte male l’anno per l’industria italiana e le prospettive per l’economia mondiale scivolano al ribasso. Servizio di Cesare Cavoni
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MODENA. In bolletta, accanto alle cifre in aumento, non verrà aggiunta la specifica “rincari causati dalla guerra in Medio Oriente”, ma saranno i numeri a parlare. Ancora una volta gli italiani riceveranno il conto dei conflitti, senza poter scegliere se pagare o meno. L’ultimo studio della Cgia di Mestre prevede che ogni famiglia modenese si troverà a spendere circa 350 euro annui in più solo per elettricità e gas.
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Oltre a migliaia di morti e centinaia di migliaia di sfollati - sta causando un importante choc sul fronte dell’energia e delle materie prime. Regna l’incertezza assoluta sui tempi del conflitto, sulla possibile chiusura dello Stretto di Hormuz, sulle ricadute che tutto questo potrà avere nelle prossime settimane e nei prossimi mesi su prezzi, logistica, approvvigionamento e continuità delle forniture industriali.
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In lievissimo rialzo questa mattina le medie nazionali dei prezzi praticati alla pompa di benzina e gasolio. Già domani, tuttavia, secondo Staffetta Quotidiana i valori dovrebbero ricominciare a salire con una certa decisione, sulla spinta dei nuovi rialzi che si registrano questa mattina sui prezzi consigliati dei maggiori marchi. Corrono le quotazioni dei prodotti raffinati, mentre il…
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Il prezzo del petrolio resta sopra la soglia psicologica dei 100 dollari al barile, e le conseguenze si fanno già sentire sulle pompe. Dopo un avvio di giornata con «lievissimo rialzo» dei prezzi medi di benzina e gasolio, nelle prossime ore sono attesi aumenti più decisi. Secondo la nota giornaliera, già da domani i valori potrebbero riprendere a salire con maggiore intensità, seguendo gli incrementi registrati questa mattina sui listini dei principali marchi.
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Il protrarsi del conflitto nel Golfo potrebbe avere ripercussioni importanti sui costi delle forniture di energia elettrica e del gas. Una situazione che preoccupa le imprese chiamate ogni giorno ad adattarsi a cambiamenti improvvisi con conseguenze, appunto, sui costi da sostenere. “Siamo molto preoccupati per la situazione venutasi a creare nel Golfo, come se non bastasse il conflitto in Ucraina…
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«L’Italia non è in guerra e non vi entrerà». Così hanno sintetizzato la posizione del Paese i massimi vertici dello Stato: Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio. La sintetica affermazione è stata rafforzata dalla reiterata dichiarazione - prima il ministro Crosetto poi la stessa Giorgia Meloni - che il conflitto in atto è iniziato in spregio delle norme del diritto internazionale: una tautologia che, però, espressa davanti al Parlamento assume significato politico.
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I rincari dell’energia tornano a farsi sentire. E questa volta il rischio è duplice: bollette più care per le imprese e meno consumi da parte delle famiglie. Secondo un’analisi di Confesercenti, nelle settimane successive allo scoppio del conflitto in Iran i prezzi all’ingrosso sono saliti rapidamente: +24% per l’elettricità e quasi +33% per il gas. Un aumento che, se dovesse continuare fino alla fine dell’anno, si tradurrebbe…
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