Non si è arrivati ancora a dama con la vendita dell'Ilva. Come noto, in campo per l'acquisizione di Acciaierie d'Italia dal febbraio 2024 in amministrazione straordinaria c'è il fondo Flacks che si è aggiudicato l'asta. Diciamolo con chiarezza: non è il massimo che il soggetto protagonista sia un fondo. Tanto più che la realtà americana vorrebbe coinvolto lo Stato al 40%. Insomma, la pensata sarebbe quella di dar vita a un sistema misto privatopubblico.
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È previsto questa settimana il provvedimento del ministero dell’Ambiente che autorizzerà Ex Ilva a fermare tre batterie della cokeria dello stabilimento di Taranto per consentire lavori di manutenzione straordinaria. Lo stop riguarderà le batterie 7, 8 e 12 a partire dal 20 gennaio e fino ad aprile 2026. La bozza del parere ministeriale è favorevole, così come il verbale della recente conferenza dei servizi alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Ispra, Arpa Puglia, Regione Puglia…
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E' atteso nella prossima settimana il provvedimento del ministero dell'Ambiente che autorizza l'ex Ilva a fermare tre batterie della cokeria - e' l'impianto che trasforma il carbone in coke poi caricato negli altiforni - per lavori di manutenzione straordinaria a un impianto collegato. L'ex Ilva ha infatti annunciato che intende fermare le batterie 7, 8 e 12 delle cokerie dal 20 gennaio e sino ad aprile.
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De Palma (Fiom): «Ilva, al posto di Flacks meglio un socio industriale. Il governo ora dia garanzie»
«Se vuoi vendere una casa, ritinteggi i muri e fai pulizie straordinarie per presentarla al meglio al potenziale acquirente: perché il governo non fa lo stesso con Acciaierie d’Italia, lasciando in cassa integrazione tutti i manutentori degli impianti?». Michele De Palma è critico nei confronti degli ulteriori 50 milioni stanziati dal decreto Ilva per assicurare la continuità produttiva del polo siderurgico nel caso in cui la vendita al gruppo…
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Sul futuro dell’ex Ilva si accende un nuovo confronto politico tra Movimento 5 Stelle e Fratelli d’Italia. Alle dichiarazioni del senatore pentastellato Mario Turco fa seguito una replica dura del deputato tarantino di Fratelli d’Italia, Dario Iaia, che respinge ogni critica rivolta all’attuale esecutivo sulla gestione del dossier industriale. articlepreview id="908944"…
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L’Ilva cambia padrone e forse anche nome. Ma non basta per prevedere quale sarà il futuro dell’unica grande acciaieria rimasta in Italia. E i più pessimisti ricordano che la storia della siderurgia nel Mezzogiorno è tutt’altro che rassicurante. Per raccontarne le prime sfortunate vicende si potrebbe iniziare dal paese della Calabria dov’è nato Luigi Sbarra, sottosegretario con delega per il Sud. Il borgo si chiama Pazzano e ha meno di 500 abitanti.
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Occupazione, sicurezza, trasparenza: la premier Giorgia Meloni usa la tradizionale conferenza stampa di inizio anno per affrontare la vertenza Ilva, ovvero «il dossier industriale più complesso che abbiamo ereditato. Noi abbiamo trovato una situazione compromessa da tutti i punti di vista. Sento parlare di impegno del governo, ma voglio tranquillizzare: l'impegno non è mai venuto meno. Al tema dell'Ilva abbiamo dedicato…
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La proroga dei fondi destinati alle imprese dell’indotto dell’Ex Ilva rappresenta un segnale politico atteso, ma non risolutivo, in una fase particolarmente delicata per il sistema siderurgico di Taranto. L’approvazione in Commissione Industria del Senato di un emendamento al decreto ex Ilva consente infatti di utilizzare le risorse fino al 2028, evitando che il Fondo resti inutilizzato a causa dei ritardi burocratici accumulati nei mesi scorsi.
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Tenere in piedi l’ex Ilva è una «priorità» del governo ma, a scanso di equivoci, si tratta «del dossier industriale più complesso che abbiamo ereditato». Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha mosso le prime dichiarazioni ufficiali sul dossier Ilva, dopo mesi e mesi di silenzio-delega ai ministeri competenti. E lo ha fatto mandando un segnale preciso e chiaro all’imprenditore americano Michael Flacks, fondatore dell’omonimo fondo…
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Venerdì 9 gennaio 2026 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// “L’approvazione dell’ordine del giorno rappresenta un segnale politico chiaro e concreto di attenzione verso Taranto e, in particolare, verso i lavoratori dell’ex Ilva. Il testo prevede l’avvio di programmi di accompagnamento, formazione e riqualificazione professionale per i…
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Tra gli argomenti che Giorgia Meloni farà fatica a citare durante la sua conferenza stampa di inizio anno c’è la situazione dell’industria italiana. Difficile vantarsene. Altrettanto difficoltoso sarà fare finta di niente a lungo: il 2026 potrebbe essere l’anno della verità per l’ex Ilva e per Stellantis. Nel caso in cui entrambe le situazioni volgessero al peggio (con il gruppo di Elkann che certifica il disimpegno dall’Italia e un flop dell’acquisizione dell’ex Ilva) i posti di lavoro persi potrebbero essere maggiori di…
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All’ex Ilva di Taranto il tempo il calendario – ancora una volta – detta la linea. Se entro il 30 gennaio 2026 la cessione degli asset non sarà chiusa, lo Stato è pronto a rimettere mano al portafoglio. Non per ricominciare da capo, ma per evitare che la macchina si fermi. È questo il senso dell’emendamento presentato dal relatore Salvo Pogliese (Fratelli d’Italia) al decreto ex Ilva, ora sul tavolo della commissione Industria del Senato
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Mentre va avanti la trattativa per cedere l’ex Ilva al fondo americano Flacks e i sindacati chiedono la convocazione a palazzo Chigi, arrivano nuovi fondi per l’acciaieria di Taranto. È stato depositato infatti ieri in serata un emendamento a firma del relatore Salvo Pogliese (Fratelli d’Italia) al decreto Ilva in discussione al Senato che stanzia altri 50 milioni per garantire la continuità produttiva dello stabilimento nel caso la vendita non si chiuda entro il mese di gennaio.
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Mentre il decreto per la continuità produttiva dell’ex Ilva sbarca oggi al Senato continua l’attesa per il piano industriale di Flacks Group. Le preoccupazioni di Fiom Cgil nelle parole del segretario Francesco Brigati. Walter Baldacconi
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“Sarebbe la più importante acquisizione della mia storia, una grande sfida non solo economica, ma anche sociale e ambientale”: in una intervista al Corriere della Sera, ripresa anche da Adnkronos, Michael Flacks, fondatore del Flacks Group, parla della più che concreta possibilità che tocchi a lui provare il rilancio dell’ex Ilva di Taranto. “La guardavamo da tempo ma in passato c’era troppa concorrenza.
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