Di Daniele Rosi Troppe perdite: per The Italian Sea Group è necessario procedere a un piano di alienazione dei beni. A entrare in gioco è il cantiere spezzino di Tisg, che è stato messo ufficialmente in vendita per provare a tamponare il più possibile la situazione e proseguire nel piano di risanamento annunciato tempo fa dall’azienda. Ieri pomeriggio l’incontro tra Tisg, con Giovanni Costantino assieme ai legali e ai vertici aziendali, a confronto con le tre sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, per un punto della situazione…
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Nel suo percorso di stabilizzazione, The Italian Sea Group si trova ad affrontare, dopo le decisioni sulla governance e le manovre per preservare la liquidità operativa, una nuova e basilare situazione finanziaria e normativa. Il Gruppo informa in una nota che il Consiglio di Amministrazione si è riunito in data di ieri, 21 maggio 2026, per adottare una serie di urgenti deliberazioni volte a ridefinire la strategia di gestione della crisi.
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The Italian Sea Group, costruttore italiano di superyacht sopra i 50 metri quotato su Euronext Milan, ha avvia la procedura di crisi. Il consiglio di amministrazione, riunito a Marina di Carrara, ha accertato l’esistenza di perdite tali da ridurre il capitale sociale al di sotto del minimo legale, avviando misure straordinarie per preservare la continuità dell’azienda. Un percorso accidentato, che dura ormai da mesi.
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The Italian Sea Group formalizza una situazione patrimoniale rilevante ai sensi dell’art. 2447 del Codice Civile: il capitale sociale è sceso sotto il minimo legale. Il CdA avvia il percorso di risanamento, conferma la continuità aziendale e attiva le misure protettive previste dal Codice della Crisi. Sul tavolo rinegoziazione delle commesse, valorizzazione immobiliare e possibile cessione di asset non strategici
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