A sei giorni dall'esplosione nel deposito carburanti di Calenzano i medici legali e i genetisti hanno identificato scientificamente i corpi della cinque vittime, consentendo alle famiglie, nelle... Leggi tutta la notizia
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Dopo le prime attività ispettive e verifiche dei giorni scorsi, sono stati nominati dalla Procura di Prato i periti che affiancheranno i magistrati inquirenti per scoprire le ragioni dell'esplosione del deposito Eni di Calenzano. Il primo sopralluogo tecnico di magistrati e periti, per arrivare a una perizia sull'impiantistica strutturale del deposito Eni, è previsto la mattina del 16 dicembre. Si…
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Calenzano (Firenze), 14 dicembre 2024 – Sono stati ultimati gli accertamenti autoptici, odontoiatrici e sul Dna delle cinque vittime dell’esplosione al deposito Eni di Calenzano di lunedì scorso. Lo rende noto la Procura di Prato, responsabile delle indagini per accertare cause ed eventuali responsabilità della sttade. Esplosione nell’impianto Eni. “Un carrello in azione, poi lo scoppio” Gli accertamenti, riferisce una nota della procura, "hanno consentito di…
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Un cantiere. Questo era l'area delle pensiline di carico poco prima dell'esplosione. Lunedì mattina, non solo erano in corso due differenti interventi di manutenzione, ma per eseguire quei lavori, tecnici e operai stavano usando persino un bobcat per sollevare un carrello. A cinque giorni dalla strage nel deposito Eni di Calenzano sta emergendo, in maniera sempre più evidente, la straordinaria sottovalutazione…
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Al momento dell'esplosione nel deposito Eni di Calenzano, in provincia di Firenze, era in atto il sollevamento di un carrello, in concomitanza con la formazione di una nube di vapori. La vicinanza di questa operazione potrebbe aver contribuito all'innesco dell'esplosione. È quanto emerso dall'inchiesta della Procura di Prato: proseguono le indagini.
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Via il deposito Eni da Calenzano? “Costerebbe centinaia di milioni. E siamo dipendenti dall’energia”
– La domanda sta iniziando a rimbalzare. Sia nella testa degli addetti ai lavori che in quella della politica: Firenze può fare a meno del maxi deposito Eni di Calenzano? E quanto costerebbe il trasferimento? Dare una risposta è tutt’altro che semplice. Nei 170mila metri quadri di stabilimento Eni stocca mediamente 160mila tonnellate di carburante che danno energia a mezza regione. Fra gli idrocarburi c’è anche, per capirsi, il jet fuel…
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La Procura di Prato eseguirà un nuovo sopralluogo insieme ai suoi consulenti tecnici presso il deposito Eni di Calenzano, dove il 9 dicembre c’è stata l’esplosione che ha causato 5 vittime e 26 feriti. Gli accertamenti sono previsti per lunedì alle 10.30. Potrebbero arrivare a breve le prime iscrizioni nel registro degli indagati. Gli inquirenti …
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Minuti per la lettura L’incidente al deposito di Calenzano riporta all’attenzione dell’opinione pubblica la sicurezza sul lavoro, ecco le aziende calabresi considerate ad “alto rischio” Sull’incidente al deposito Eni di Calenzano saranno le indagini a fornire chiarimenti sulle dinamiche che hanno determinato l’esplosione e il conseguente pesante bilancio in termini di vite perse. Gli inquirenti si stanno concentrando in particolare sul rispetto degli strumenti di sicurezza e prevenzione.
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Siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma a scatenare l'esplosione nel deposito Eni di Calenzano, che il 9 dicembre scorso ha causato cinque morti e ventisei feriti, potrebbe essere stato un carrello sollevato vicino alla nube di vapori dei carburanti. È una delle ricostruzioni al vaglio della Procura di Prato. Secondo quanto trapela dalle indagini, infatti, la mattina dell'esplosione erano in corso due distinti interventi di manutenzione agli impianti.
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Secondo quanto trapela dall'inchiesta della Procura di Prato al momento dell'esplosione, nelle vicinanze della pensilina numero 6 era in atto il sollevamento di un carrello, tramite un macchinario, proprio in concomitanza alla formazione di una nube di vapori di carburanti. La vicinanza di questa operazione potrebbe aver contribuito all'innesco dell'esplosione Sarebbe un carrello sollevato, vicino alla nube di vapori dei carburanti, la probabile causa dello…
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Esplosione a Calenzano, le salme delle cinque vittime non sono state ancora restituite alle famiglie
Le salme delle cinque vittime dell’esplosione nel deposito Eni di Calenzano devono restare ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria, presso l’istituto di Medicina legale di Careggi, per l'espletamento di altri accertamenti dopo le autopsie, che sono state già effettuate. Lo si apprende a Prato dove tuttavia si confida di liberarle prima possibile, già la prossima settimana. Due delle vittime erano lucane: Gerardo Pepe di Sasso di Castalda…
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La mattina dell'esplosione al deposito Eni di Calenzano (Firenze) erano in corso due distinti interventi di manutenzione agli impianti. Uno alla pensilina numero 7, accanto a quella dell'esplosione,... Leggi tutta la notizia
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Tra le 5 vittime i lucani Pepe e Cirelli: completate le autopsie. La Procura di Prato indaga su manutenzione e gestione sicurezza del deposito carburanti Eni Proseguono le indagini della Procura di Prato sull’esplosione del deposito carburanti Eni di Calenzano, in provincia di Firenze, avvenuta la mattina di lunedì. I lavori di manutenzione e la gestione della sicurezza i principali nodi dell’inchiesta.
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Sono state completate le autopsie sulle salme delle cinque vittime dell'esplosione avvenuta lunedì 9 dicembre nel deposito di carburanti Eni di Calenzano (Firenze). Sono state svolte da tre medici legali, Martina Focardi, Beatrice Defraia e Rossella Grifoni, incaricati dalla Procura di Prato, al'istituto di medicina legale del'ospedale fiorentino di Careggi. Nelle prossime ore verranno fatte sulle salme le verifiche per l'identificazione e per questo…
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Lunedì prossimo, a una settimana esatta dall’esplosione che ha provocato la morte di cinque persone e il ferimento di ventisei, i consulenti della procura faranno un sopralluogo nel deposito Eni a Calenzano. Gli esperti di esplosivi, incendi e chimica nominati dal procuratore, insieme ai tecnici del Dipartimento prevenzione della Asl Toscana centro e alla polizia giudiziaria dei vigili del fuoco, condurranno una ispezione…
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A pochi metri dal luogo della tragedia del 9 dicembre, nelle stesse ore, erano in corso lavori di manutenzione straordinaria che potrebbero essere legati all’innesco dell’esplosione. Quei lavori potevano essere svolti mentre l’impianto di erogazione dei carburanti era in funzione? E ancora, nel caso le procedure lo consentissero: chi doveva garantire che si svolgessero in sicurezza? Per…
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"Fateci vedere dove è successo". La prima cosa che hanno chiesto le figlie di Vincenzo Martinelli, autista di 55 anni morto nell’esplosione di lunedì al deposito Eni di Calenzano alle porte di Firenze, è stata questa. Calpestare la stessa terra, oggi bianca per gli schiumogeni sparati dai vigili del fuoco e nera di cenere, dove loro padre ha posato i piedi. E annusare lo stesso cielo, visto da lui prima che quei piedi volassero in aria per sempre.
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Francesca Re David, segretaria confederale della Cgil, risponde al telefono dalla stazione di Firenze, di ritorno dalla manifestazione Basta Morti sul Lavoro di Calenzano, organizzata dai sindacati dopo la strage al deposito dell’Eni. Durante il corteo ha detto che il governo Meloni ha tante responsabilità quanto le imprese. Partiamo da un dato: gli ispettori del lavoro sono stati tagliati, come tutto quello che appartiene alla pubblica amministrazione e alla sanità.
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