Il caso della scarcerazione e del rimpatrio del generale libico Osama Almasri entra in una nuova fase politica e giudiziaria. Il Tribunale dei Ministri ha trasmesso alla Camera la richiesta di autorizzazione a procedere contro tre esponenti del governo: il ministro della Giustizia Carlo Nordio, quello dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, con delega ai servizi segreti.
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Approfondimenti:
A coordinare il dossier Almasri da Palazzo Chigi fu, come da deleghe, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Ma il Tribunale dei ministri rifiutò la proposta di ascoltarlo, così come aveva chiesto il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Una testimonianza, la sua, ritenuta «non fungibile». Il retroscena emerge dalle carte dell’indagine su Nordio, Mantovano e il ministro dell’Interno…
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La comunicazione agli atti del procedimento: l'avvocata notificò che il ministro della Giustizia non si sarebbe presentato, proponendo però di sentire al suo posto il sottosegretario “Si comunica che l’esponente dell’esecutivo che ha coordinato le varie fasi della vicenda oggetto di accertamento è il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano“. Così, nel corso delle indagini…
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Il Tribunale dei Ministri aveva fissato per il 23 maggio scorso l’interrogatorio del ministro della Giustizia, Carlo Nordio per la vicenda Almasri. Un atto istruttorio mai avvenuto dopo che l’avvocato difensore, Giulia Bongiorno, il 22 maggio ha inviato una comunicazione nella quale spiega la volontà del Guardasigilli di non essere ascoltato negli uffici di piazzale Clodio e proponendo l’audizione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano in quanto soggetto che per il governo «ha…
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Chi se ne frega del fetentone Almasri. Giorgia Meloni non è il premier della Libia, ma ha giurato sulla Costituzione di difendere sicurezza e interessi dell'Italia. Per questo, coerentemente, ha fatto rispedire al mittente il più velocemente possibile un pacco che avrebbe potuto esplodere in mani italiane
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I protagonisti Il Generale Osama Almasri A capo delle Forze speciali di deterrenza, la Rada, gruppo paramilitare che opera nella regione ad Est di Tripoli a supporto del governo, il generale Njeem Osama Almasri è il personaggio chiave nella gestione dei centri dei migranti in Libia. Gestisce le prigioni di Ain Zara e di Mitiga, poco lontano dall’aeroporto, dove sono trattenuti guerriglieri di Al …
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Caso Almasri, il favore preterintenzionale della magistratura alla premier Giorgia Meloni È ora che non solo la magistratura si assegni un limite, o si contenga, come diceva la buonanima di Silvio Berlusconi. È ora anche che la politica finisca di giocare da sponda. Il commento di Damato pubblicato sul quotidiano Libero. Di preterintenzionale non c’è solo l’omicidio, punito dall’articolo 584 del codice penale col carcere dai 10 ai 18 anni.
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Un colpo di mano per mettere la richiesta di autorizzazione a procedere contro i ministri indagati per il caso Almasri nelle mani della minoranza: è quanto si sta preparando in questi giorni, dopo che l'arrivo della richiesta alla Giunta per le autorizzazioni della Camera ha aperto ufficialmente l'iter per l'impeachment di Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, titolari della Giustizia e degli Interni, e del sottosegretario ai servizi segreti Alfredo Mantovano
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Nell’attuale temperie culturale e politica, segnata a livello globale da un indebolimento dello stato di diritto, preoccupa l’escalation dello scontro tra politica e magistratura, che rischia di erodere due pilastri dello stato liberale. In un editoriale di alcuni giorni fa (Il Foglio, 7 agosto 2025), Claudio Cerasa ha individuato nel caso Almasri «lo specchio perfetto dei cortocircuiti che esist…
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Almasri “In gioco c’è l’equilibrio tra i poteri. Se il potere politico non deve mai poter parlare e criticare, mentre l’ordine giudiziario può liberamente criticare perché ritiene di essere in una posizione di preminenza, allora vi è squilibrio”. Così Tommaso Foti al Corriere della Sera a sul caso Almasri e la denuncia della premier Giorgia Meloni che parla di “disegno politico” delle toghe contro la riforma della giustizia.
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Il fatto che si vada oltre settembre significa una cosa sola: che la storia del boss libico scarcerato e portato a casa sua dal nostro governo, nonostante la richiesta di arresto da parte della Corte penale internazionale, ci accompagnerà per tutte queste settimane estive accalorando lo scontro tra la destra e i giudici, tra la destra e la sinistra. La posizione del governo su Almarsri Certo il governo, alle prese con l’iniziativa giudiziaria del Tribunale dei ministri contro i tre esponenti ministeriali ma non contro la…
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“Non abbiamo nulla da nascondere. Non potevamo farci massacrare per mesi dai giornali: Almasri lo hanno liberato i magistrati, mica noi”. C’è una domanda che risuona spesso in queste ore ogni qual volta si discute della liberazione del torturatore libico: ma perché il governo non ha posto su questa storia il segreto di Stato? “Sono state prese decisioni in nome della sicurezza nazionale. In ballo…
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Nuovo capitolo della vicenda al-Masri, il militare libico accusato di torture e crimini contro l’umanità, arrestato, su mandato della Corte penale internazionale, poi espulso e riaccompagnato in Patria con volo di stato italiano. Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, esce dal caso in quanto il Tribunale dei ministri ha deciso di archiviarne la posizione. Mentre nei confronti dei ministri dell’Interno e della Giustizia, Matteo Piantedosi e Carlo Nordio, e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo…
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Questa non è la storia di Almasri. La storia di Almasri la conosciamo, ed è la storia di un torturatore professionista. Una storia di crimini, in uno snodo cruciale della geopolitica mediterranea, quello della tratta di esseri umani, che ha visto Almasri essere una delle teste di ponte per il coordinamento del traffico dalla prigione-lager di Mitiga, a Tripoli. Non è neanche la storia dei viaggi, di Almasri.
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Davvero il governo Meloni non è sotto il ricatto di Tripoli? La richiesta di autorizzazione a procedere per i ministri di Giustizia e Interno Nordio e Piantedosi e per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mantovano per il caso del torturatore libico Osama Almasri, fornisce decisivi elementi a sostegno di quella tesi. Dalle oltre 90 pagine di relazione del tribunale dei ministri, emergono tutti i timori dei vertici italiani di compromettere le relazioni economiche con la Libia – a partire da…
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"Non ci riusciranno". Lo dice in chiaro, Giorgia Meloni, attaccando la magistratura e anche l'opposizione che la torchiano sul caso Almasri. Ma, nelle ultime ore che la separano dalle vacanze, la premier lo ripete anche con i suoi fedelissimi. La strategia per gestire i nuovi risvolti della faccenda Almasri - dopo la notizia della richiesta di autorizzazione a procedere per i m…
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ROMA (ITALPRESS) – “Chiedo perchè il governo ha cambiato posizione almeno tre volte mentendo in Parlamento. Colpisce il senso di impunità, come se a chi governa tutto fosse lecito, anche non rispettare le leggi internazionale quelle nazionali. In tutto questo Meloni stavolta ha detto una cosa giusta: che è impensabile che tre suoi ministri abbiano agito senza che lei condividesse pienamente la scelta.
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/08/2025 11:57:00 "Tutti per uno, uno per tutti". Il celebre motto che d'Artagnan pronuncia nel celebre romanzo di Alexandre Dumas "I tre moschettieri", è sovvenuto leggendo un post social del presidente del consiglio dei ministri italiano -PdC- che riguarda il famigerato caso Almasri.Il suo contenuto: "Oggi mi è stato notificato il provvedimento dal Tribunale dei ministri per il caso Almasri:...
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Caso Almasri, Meloni attacca: "Surreale l’inchiesta sui miei ministri" 7 agosto 2025 La premier Giorgia Meloni, in un’intervista al Tg5, ha definito "surreale" la richiesta di autorizzazione a procedere contro i titolari dei ministeri della Giustizia e dell'Interno, Nordio e Piantedosi, e il sottosegretario Mantovano sul caso del generale libico Almasri, sottolineando che hanno agito nel rispetto della legge per la sicurezza nazionale.
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«Evitare altre 100 Cecilia Sala». Ma anche ritorsioni «sugli asset industriali», con ripercussioni «sui nostri interessi commerciali, economici e produttivi». E con il rischio, concreto, che dalla Libia arrivassero «flussi migratori incontrollati», con i libici pronti ad aprire i rubinetti delle partenze, un occhio chiuso su barche e barchini diretti verso le nostre coste. C’erano queste convinzioni, o meglio questi timori, dietro la scelta del governo di scarcerare il generale…
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Di Maddalena Celano Roma – Le ombre del passato non svaniscono facilmente. Dalla loggia P2 di Licio Gelli, prodiga nell’uso di agenti destabilizzanti e malversazioni, alla stagione delle stragi mafiose, passando per i depistaggi: il Sisde per la strage di via D’Amelio, il Sismi per coprire i responsabili della strage di Bologna. È un filo nero che attraversa decenni di storia repubblicana, segnato da infedeltà e tradimenti costituzionali.
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