Il ripristino delle preferenze poteva essere il mantello dorato con cui rendere presentabile, plausibile, addirittura necessaria la riforma elettorale fortissimamente voluta dal centrodestra come anticipo del premierato. Avrebbero potuto dire: agiamo per amore della democrazia, per interrompere il fatale declino della partecipazione in un Paese dove la metà dei cittadini non si prende più il dist…
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Matteo Renzi se la ricorda benissimo Giorgia Meloni contestarlo su un punto, quando lui era a Palazzo Chigi e lottava per ottenere per l’approvazione dell’Italicum: «Noi siamo disposti a votare qualsiasi legge elettorale – sosteneva l’allora semplice presidente di Fratelli d’Italia – ma chiediamo una sola cosa: le preferenze. Basta la vergogna di tre persone che decidono in nome degli italiani i …
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Per la maggioranza è lo Stabilicum, un sistema in grado di produrre una maggioranza certa dopo il voto ed evitare inciuci e larghe intese. Per le opposizioni, una «legge truffa». Con un «premio smisurato» che fa sì che chi vince piglia tutto, organi di garanzia compresi: dai membri laici del Csm ai giudici costituzionali, fino al prossimo presidente della Repubblica. Ventiquattr’ore dopo l’approdo in aula del testo partorito dal centrodestra, sulla legge elettorale…
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Il braccio di ferro tra i partiti del centrodestra che ha preceduto il deposito della riforma elettorale è ripreso il giorno successivo. Ieri mattina, infatti, Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo di Fdi, ha annunciato che il suo partito presenterà un emendamento per l’introduzione delle preferenze nel futuro sistema. Una mossa che ha creato agitazione nel centrodestra, dove i parlamentari finora tenuti all’oscuro dei dettagli del testo, stanno evidenziando ai loro leader le…
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ROMA Stabilicum. Il nome di battesimo rigorosamente in latino, come da tradizione. Il centrodestra trova l’intesa sulla legge elettorale. Addio ai collegi uninominali, premio di maggioranza per chi ottiene un voto in più del 40 per cento, soglia di sbarramento al 3 per cento, ipotesi ballottaggio se mancano i numeri alla prima tornata. La notte ha portato consiglio. Con una riunione fiume nel quartier generale di Fratelli d’Italia a via della Scrofa, sfociata in un…
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(Adnkronos) – “Dalla nota della Guardia di Finanza apprendiamo che l’Associazione nazionale magistrati, composta da gente che dovrebbe garantire la legalità, non ha detto la verità a una forza di polizia preziosa come la Guardia di finanza. I togati volevano raccogliere quattrini per le loro tesi errate sul referendum usando spazi delle Guardia di finanza. Presi con le mani nel sacco quelli della Anm si sono visti negare l’uso e l’abuso del circolo Gdf.
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