La conclusione della vertenza Volkswagen può essere salutata con soddisfazione dall’opinione pubblica, soprattutto alla luce del salvataggio delle fabbriche tedesche minacciata di chiusura dall’azienda. Se permangono alcuni dubbi relativi ai licenziamenti, che secondo il sindacato IG Metall non ci sarebbero, contrariamente a quanto annunciato dall’azienda, che parla di 35mila posti di lavoro in meno, resta comunque il fatto che si è evitato un muro contro…
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La crisi del mercato dell'auto si sta espandendo a macchia d'olio. Le Case in questi anni hanno dovuto sostenere enormi spese per sviluppare le nuove auto con propulsori elettrici. Allo stesso tempo però non sono riuscite a smaltirle nelle vendite. A pesare in tal senso ci sono stati diversi fattori come la pandemia, la conseguente crisi economica e una certa resistenza da parte delle persone nei confronti di questa nuova tecnologia.
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L'accordo è arrivato, i licenziamenti di massa obbligatori sono scongiurati, ma le scelte da fare sono «dolorose». Dopo una maratona di negoziati senza precedenti, Volkswagen e il sindacato di categoria Ig Metall hanno concordato un piano di riduzione dei costi per salvare il gruppo dalla crisi scongiurando la chiusura delle fabbriche. Al contempo però il prezzo da pagare è il taglio di oltre 35mila posti di…
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Raggiunto un accordo tra Volkswagen e i rappresentanti dei sindacati degli stabilimenti di produzione tedeschi. La società ha acconsentito a mantenere aperti i dieci siti produttivi e a ripristinare gli accordi di sicurezza del lavoro fino al 2030. Leggi anche: La famiglia Porsche spinge per la chiusura dei siti in Germania In cambio, i lavoratori hanno accettato di rinunciare ad alcuni bonus, di ridurre il numero di apprendisti che ottengono un impiego permanente e di ridurre la capacità produttiva in cinque…
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