Si sono concluse le sei ore di osservazione previste dalla norma e la seconda riunione della specifica Commissione ospedaliera ha confermato la morte cerebrale del 15enne di Vago di Lavagno (Verona), colpito da un proiettile in testa sparato dalla madre che poi si è tolta la vita. Sono quindi state "sospese tutte le terapie e dei supporti per le funzioni vitali", spiega una nota dell'ospedale Borgo Trento di Verona.
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La tragedia famigliare di Vago di Lavagno appare ancora inspiegabile per amici, parenti e conoscenti. “Non c’era un malessere evidente” ha raccontato il marito della 58enne morta e padre del 15enne ora ricoverato in condizioni gravissime nel reparto di neurorianimazione.
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VAGO DI LAVAGNO (Verona). Una madre che, al culmine dell’ennesima lite, impugna la pistola e spara un colpo alla testa del figlio. Per poi, una volta essersi resa conto di quello che aveva fatto, rivolgere l’arma contro di sé e ammazzarsi. È questa la verità tremenda che sfila dietro il dramma di Vago di Lavagno, Verona. Venerdì pomeriggio, sono da poco passate le 14. Un uomo, Luciano Feltre, 60…
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Avrebbe impugnato una pistola e sparato al figlio 15enne, riducendolo in fin di vita, poi puntandola contro se stessa, uccidendosi, con un solo colpo alla testa. Sarebbe stata Alessandra Spiazzi a sparare nel pomeriggio di ieri nella villetta di Vago di Lavagno, nel Veronese, due colpi: il primo al figlio, da poco rincasato da scuola, il secondo per farla finita. Questo il quadro delineato al termine delle indagini dei Carabinieri, coordinati dalla Procura di Verona
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«Stavamo pranzando quando, intorno alle 14.30, ho sentito due colpi provenire dalla strada. Poi un cane abbaiare. Ho pensato agli operai al lavoro nella casa accanto. Invece, dopo pochi minuti, è atterrato l’ elisoccorso e i sanitari si sono precipitati a casa della famiglia Feltre». A parlare è un vicino di casa di Alessandria Spiazzi, trovata senza vita in una pozza…
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