Il divieto è già di per sé qualcosa di sbagliato: vietare favorisce l’effetto opposto». Lorenzo Ferrari, 25 anni, parte da qui. Imprenditore digitale e content creator, professionista della comunicazione e del marketing. Ascolta: Da Francesco a Papa Leone XIV, il borgo verde e tecnologico di Castel Gandolfo: un'esperienza aperta a tutti Che rapporto ha con i social? «È odio e amore. Li uso molto, soprattutto per lavoro.
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Come non fai guidare un’auto a un 13enne, non dovresti metterlo davanti a un algoritmo. I social possono essere utili, perfino formativi. Ascolta: Da Francesco a Papa Leone XIV, il borgo verde e tecnologico di Castel Gandolfo: un'esperienza aperta a tutti Ma non sono un parco giochi. Sono ambienti pericolosi, progettati per trattenerti. E un minore, da solo, non ha gli strumenti per…
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Nel dicembre 2024, l’Australia è diventata il primo paese al mondo a vietare completamente l’accesso ai social media per gli under 16, con multe fino a 50 milioni di dollari australiani per le piattaforme inadempienti. Da allora, un effetto domino si è propagato: Spagna, Francia, Danimarca, Norvegia, Grecia hanno annunciato misure simili. Ma questa ondata di proibizionismo digitale non è un fenomeno inedito.
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Canberra ha appena deciso il loro bando ai minori di 16 anni. Sulla stessa linea si pongono altre capitali, provocando la reazione dei «tecno-oligarchi». L’Unione europea ha definito delle regole, ma, considerando la complessa situazione internazionale, evita di provocare nuove tensioni con Donald Trump. TikTok Riorganizzare i social media è diventata un’emergenza internazionale Per ora Bruxelles si è mossa solo con la cinese TikTok, che utilizzerebbe tecniche comunicative che provocano dipendenza.
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