Gli ungheresi hanno vissuto sotto l’occupazione russa. Cercarono di ribellarsi nel 1956, subendo una repressione pagata a caro prezzo. Quell’esperienza ha influito sull’esito delle elezioni in Ungheria. L’ombra lunga del Cremlino, con cui Viktor Orbán flirtava, fino a diventare un sabotatore dell’Ue, gli ha tolto il consenso. È stata sconfitta la spregiudicatezza di puntare su un autoritarismo interno intrecciato col nemico di ieri alle porte che oggi è impegnato in una guerra a due passi dal confine.
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