Molestie, fischi, abusi: le Università non sono sicure per le donne Le molestie subite dalle studentesse all'interno degli atenei italiani diventano storie, numeri e voci grazie a ‘La tua voce conta’ un'indagine dell'Unione degli Universitari ROMA – Sono stata più volte toccata dal mio relatore di tesi durante le correzioni del testo”. E poi: “Un uomo appartenente al personale dell’università ha allungato le mani sul mio sedere (più di una volta) durante un giro dell’università”.
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C’è la studentessa a lezione alla quale il prof dice: "Con quel visino può fare la escort, ci pensi. Guadagnerebbe anche bene". La tirocinante in reparto che si china a firmare il foglio in bacheca e il medico tutor commenta: “Ti vorrei vedere piegata anche altrove”. La laureanda “toccata più volte dal relatore di tesi durante le…
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“Oggi non è una giornata di augurio ma di lotta”. Comincia così l'intervento di Camilla Piredda, coordinatrice nazionale dell’Unione degli Universitari, che alla Camera dei Deputati ha presentato i primi risultati del report “La tua voce conta”. Un'indagine che ha portato alla luce diverse testimonianze e segnalazioni circa le violenze di genere perpetuate nelle…
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Le attiviste del movimento transfemminista 'Non una di meno' stamattina si sono ritrovate davanti alla sede delle facoltà umanistiche dell'Università di Torino per un picchetto, impedendo agli studenti di entrare. "Abbiamo deciso di dedicare questa giornata a noi - spiegano con un microfono collegato alle casse - dedicarla alla lotta. L'8 marzo è lo sciopero contro la violenza patriarcale". Insieme alle transfemministe ci sono anche i militanti dei collettivi universitari.
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L'8 marzo, da giorno simbolico per le rivendicazioni femminili, è diventato un giorno come un altro per scendere in piazza con gli slogan che si sentono pressoché quotidianamente dai soliti noti. L'8 marzo nasce come giorno di lotta ma questa è stata ormai depotenziata da ogni suo significato a causa di chi non perde occasione per azioni provocatorie che non hanno più nulla a che fare con la causa femminista in sé, annacquata e privata di qual si voglia significato…
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Sassari Il femminicidio di Giulia Cecchettin è solo lo squarcio di luce in un sottobosco buio e schifoso. Da quel momento altre denunce di soprusi e violenze, un susseguirsi di lampi di coraggio, fino al bagliore del “me too” di Torino. Le studentesse universitarie che in massa scoperchiano le molestie sessuali fatte da docenti, assistenti, capi dipartimento, relatori di tesi, e così facendo riesumano un anfratto limaccioso della coscienza collettiva, che tutti custodiscono…
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Durante l’evento “Obiettivo 5” organizzato dal Corriere della Sera all’Università Sapienza alcune studentesse hanno contestato la rettrice Antonella Polimeni al termine del suo intervento, esponendo dei cartelli e prendendo la parola dalla platea: “Non basta avere rettrici donne, ci sono state molestie nei confronti delle studentesse: il problema è sistematico e vengono trattati come casi isolati. I…
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Per capire cosa sta succedendo oggi dobbiamo tornare indietro all’8 marzo di un anno fa. A quando una ventina di studentesse, ricercatrici e dottorande dell’Università di Torino trovano il coraggio di scrivere una lettera. Denunciano molestie fisiche, commenti mortificanti e ossessivi, ed episodi di mobbing all’interno dell’Ateneo. La indirizzano a tutto il Dipartimento di filosofia, solo nell’ul…
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"Sono state diffuse tue immagini intime senza il tuo consenso?". "Hai ricevuto commenti o allusioni a sfondo sessuale?". "Ti è stato imposto un rapporto sessuale contro la tua volontà?". "Hai subito discriminazioni per la tua identità di genere o per il tuo orientamento sessuale?". Lo scorso settembre l'Università di
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Durante la lezione nella facoltà di Scienze Politiche la studentessa si è alzata in piedi sfoggiando il cartello. Il docente ha interrotto la lezione dandole la possibilità di spiegare i motivi del gesto.
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A cura di Beatrice Tominic 98 Si è alzata in piedi durante la lezione e ha mostrato un cartello viola con la scritta: "Non mi sento sicura". È successo ieri all'università della Sapienza, a Roma, dove una studentessa ha mostrato il cartellone per interrompere la lezione. "All'inizio il docente ha fatto finta di non riuscire a capire cosa ci fosse scritto sul cartellone – spiega a Fanpage.it una studentessa – Poi ha iniziato a…
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Prima c’è stata l’Università di Torino, poi quella di Roma. Lo schema è simile, le vittime anche: studentesse che hanno raccontato di aver subito molestie. Storie che sono diventate segnalazioni e che hanno scoperchiato un vero e proprio vaso di Pandora. Nel mirino il personale universitario, ma anche i colleghi stessi. Un’onda di segnalazioni, di proteste, di voci che si sono alzate per raccontare di situazioni e comportamenti che non dovrebbero accadere mai.
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