Si riporta di seguito dal sito ASviS il testo integrale di Luigi Di Marco di martedì 11 giugno 2024. L'esito delle elezioni europee conferma la maggioranza del Parlamento uscente che ha... Leggi tutta la notizia
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Le elezioni europee si chiudono con un paradosso. A uscire perdenti dalle urne italiane sono due “poli” contrapposti: l'europeismo liberale, che ha segnato la storia dell'Unione, e i partiti euro-critici, che hanno travestito di pacifismo la loro giustificazione delle istanze di Putin. Partiamo dai “competenti”. Azione e Stati Uniti d'Europa si sono liquefatti nello stagno delle reciproche ripicche.
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Alle 18 di domenica scorsa, in Germania, era certificata l'ascesa dell'estrema destra e la crisi del governo Scholz. Un'ora dopo stessa cosa in Francia. Alle 19 il presidente Macron aveva già annunciato la data delle prossime elezioni e alle 20 parlava in tv ai francesi. Alle 21 Ursula Von der Leyen annunciava all'Europa che in ogni caso la sua maggioranza resta in piedi. Negli stessi minuti (ma questa è un'illazione) Vladimir Putin stava programmando la prossima invasione dopo aver brindato nella sua dacia per un voto che fotografa un'Europa divisa, senza leader…
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"Iniziamo il lavoro guardando alla maggioranza che avevamo (con Socialisti e Rnew, ndr), non è sempre stata facile, ma ha funzionato". Lo ha spiegato Ursula von der Leyen agli eurodeputati del Ppe riuniti a porte chiuse, a quanto apprende l'ANSA. La presidente della Commissione Ue ha poi ringraziato il gruppo per la loro dura campagna elettorale sottolineando che senza l'unità del Ppe questo risultato non sarebbe stato possibile.
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