ROMA — La Germania è l’epicentro della crisi in Europa. L’onda d’urto del terremoto, in origine provocata dal piano di riorganizzazione di Volkswagen e dalla decisione del primo produttore della Ue di tagliare tre fabbriche tedesche più quella belga di Audi a Bruxelles, sta destabilizzando tutto il comparto nel Vecchio Continente. Ora è la volta di Bosch che prevede di sforbiciare 5.500 posti in …
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