Ieri, il Ministero dell'Intelligence iraniano ha lanciato un segnale su un presunto tentativo di forzare il confine, annunciando di aver preso di mira le postazioni di «gruppi separatisti» che intendevano entrare nel Paese attraverso il lato occidentale, aggiungendo che questi hanno subito «pesanti perdite». Il Ministero ha quindi indicato che le forze di Teheran stanno collaborando con i «nobili curdi» per sventare il piano «israelo-americano» di attaccare il suolo…
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Marzo – Ore 20 – Casa Bianca: no a invasione terrestre dell’Iran La Casa Bianca ha escluso la possibilità di una operazione terrestre in Iran come fatto in Iraq o Afghanistan. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha affermato che gli USA hanno ancora parecchie risorse nella regione per continuare la guerra, sostenendo che esse si trovino in posti nascosti e sicuri. Interrogata dalla stampa ha inoltre…
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Nelle ultime ore, mentre si susseguono le notizie sugli sviluppi della guerra in Medio Oriente, scoppiata dopo l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran il 28 febbraio, un nome continua a tornare: quello del popolo curdo. "Kurdish card" così viene indicata la possibilità di giocarsi la "carta curda" ossia sfruttare le speranze di indipendenza del popolo curdo per destabilizzare il regime iraniano.
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L'attivista curdo iraniano Cardo Maleki vive a Bolzano da 10 anni, è impegnato nell'associazione culturale Kurdistan e nel sociale, ed é un esponente del Partito democratico del Kurdistan iraniano, che dal 1945 si batte per una democrazia laica, plurale e federalista in Iran. Una repubblica, non un monarchia, chiedono i curdi iraniani: perché prima che dal 1979 dal regime islamico degli ayatollah, lo storico partito curdo di sinistra era stato represso sotto la dittatura dello scià…
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L’inseguirsi di notizie e smentite sul coinvolgimento delle fazioni politiche e armate curde nella guerra in Iran è iniziato nel fine settimana, quando Trump ha parlato con Masoud Barzani e Bafel Talabani, i leader del Partito Democratico del Kurdistan e dell'Unione Patriottica del Kurdistan; lo ha rivelato Axios. Per gli Stati Uniti, avere forze militari sul terreno è utile nel momento in cui si vuole evitare il dispiegamento di soldati americani.
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La guerra contro il regime iraniano sta ponendo la domanda sul “day after”. Donald Trump ha scelto di affrontarla subito, con una frase che sposta il baricentro lontano dai simboli dell’opposizione in esilio. Nel frattempo, sul terreno e nell’area di confine, la possibile “carta curda” viene descritta come una leva per aumentare la pressione sul regime ma anche come un fattore che potrebbe rendere meno unitaria l’opposizione.
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L’ipotesi che milizie curde iraniane, sostenute in modo più o meno diretto dagli Stati Uniti e incoraggiate da Israele, possano entrare in Iran dal Kurdistan iracheno non è soltanto un episodio tattico dentro l’attuale escalation militare. È, piuttosto, il segnale di un possibile salto di qualità del conflitto: dalla guerra aerea e missilistica a una destabilizzazione terrestre fondata sull’uso delle fratture etniche e periferiche della…
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Scatta l'ora dei curdi nell'operazione "Ruggito del leone"? Migliaia di combattenti curdi hanno lanciato un'offensiva di terra contro l'Iran, secondo Fox News lo avrebbe dichiarato un funzionario statunitense. La notizia è stata rilanciata anche da Axios, sempre da fonti Usa, secondo cui l'offensiva è scattata nel nord-ovest del Paese. Così come nel recente passato le forze curde possono diventare ago della bilancia, a seconda se li si impiega contro l'Isis oppure se li si vuole eliminare come nella…
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Il dipartimento di Stato Usa ha annunciato di avere autorizzato i membri del personale americano non d’emergenza e i loro familiari a lasciare Arabia Saudita, Oman e Cipro qualora lo desiderassero a causa della guerra in corso. L’Oman, da tempo intermediario fra l’Occidente e Teheran, è stato ripetutamente oggetto di attacchi da parte dell’Iran. L’ambasciata degli Stati Uniti in Arabia Saudita è stata attaccata dall’Iran con droni.
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