Recep Tayyip Erdogan dopo aver dato le carte, prima ancora del suo omologo Donald Trump, per arrivare alla firma della tregua tra Hamas e Israele – imponendo che alla cerimonia di Sharm el Sheik non fosse presente alcun rappresentante di Tel Aviv, men che meno il premier Benjamin Netanyahu – si gode il successo internazionale. E per ribadire che è proprio lui, il Sultano, il vero king maker e ammaestratore di Hamas, sta dispiegando nella Striscia decine di specialisti per aiutare a cercare i corpi degli ostaggi israeliani sepolti sotto le montagne di macerie e per prestare soccorso…
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Approfondimenti:
Per il presidente turco Tayyip Erdoğan, l’accordo di cessate il fuoco firmato lunedì a Sharm el-Sheikh ha avuto – anche – il sapore di una vittoria personale. Dopo aver avuto, per quasi due anni, un ruolo marginale negli sforzi diplomatici per mettere fine alla guerra, la Turchia ha giocato un ruolo fondamentale nello sprint finale che ha portato al raggiungimento dell&rs…
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La tregua tra Israele e Hamas, promossa da Donald Trump con la mediazione di Qatar, Egitto e Turchia, rilancia Ankara come attore centrale nello scacchiere regionale. Trump ha elogiato il «grande aiuto» turco, riconoscendo a Erdogan un ruolo chiave nei negoziati, mentre Ankara sottolinea la necessità di garantire la stabilità della tregua e di avviare un vero processo politico verso uno stato palestinese sovrano.
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Il Turco alla Porta è l’osservatorio di Limes sulla rinascita imperiale della Turchia e sugli effetti prodotti da tale fenomeno nella profondità strategica italiana. Rubrica ideata e curata da Daniele Santoro. Trump conquistato alla causa, Netanyahu accoltellato alla schiena, intesa con gli arabi cementata. L’accordo di Sharm el-Sheikh tra Israele e Hamas del 9 …
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