Il nuovo deragliamento della Russia, la ricomparsa di «prepotenti» in giro per il mondo e la messa in dubbio del Diritto internazionale la rendono quanto mai cruciale, oggi, per dissuadere i male intenzionati. Donald Trump la vede, però, diversamente. E il suo «americano-centrismo», unito a modi imbarazzanti, sta provocando fratture profonde con gli alleati in Occidente. Cosa sarebbe una Nato senza gli Stati Uniti o con una sua partecipazione ridimensionata? Questo l’interrogativo.
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La minaccia di un disimpegno è stata ventilata dal presidente americano Donald Trump, irritato dal rifiuto dei Paesi europei della Nato di inviare navi per sbloccare lo Stretto di Hormuz nel pieno della guerra contro l'Iran. A questo si aggiungono i pregressi attriti sull'ipotesi di Washington di acquisire la Groenlandia e la possibilità, confermata da fonti della Casa Bianca, di un parziale ritiro delle truppe americane dall'Europa.
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Bojan Pancevski e Daniel Michaels scrivono sul Wall Street Journal: «Un piano di riserva per garantire che l'Europa possa difendersi utilizzando le strutture militari esistenti della Nato in caso di ritiro degli Stati Uniti sta guadagnando terreno dopo aver ottenuto l'appoggio della Germania, da tempo contraria a un approccio unilaterale. I funzionari che lavorano a questo piano, che alcuni definiscono "NATO europea", mirano a coinvolgere un maggior numero di europei nei ruoli di comando e controllo dell'alleanza e…
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Se una Nato senza gli Usa sembra un paradosso, una Nato a prova di Trump è diventata una possibilità a cui gli europei lavorano con sempre maggior convinzione. La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il segretario dell’Alleanza atlantica Mark Rutte si sono incontrati a Bruxelles per discutere il problema, esistenziale per l’Europa, di come fronteggiare le sfide globali, a partire dalla guerra in Ucraina, ora che il ruolo americano nel garantire la sicurezza degli alleati e di Kiev è…
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Non succede ma se succede. I partner europei della Nato fanno progressi su un piano di contingenza da attuare in caso di ritiro dall’Alleanza Atlantica degli Stati Uniti, in mano ad un presidente sempre più fuori controllo. Obiettivo: garantire che il Vecchio Continente sia in grado di difendersi utilizzando le strutture militari esistenti della Nato. L’iniziativa, riporta in queste ore il Wall Street Journal, sta guadagnando trazione dopo aver ottenuto il…
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“La Nato non era al nostro fianco a Hormuz. E ciò significa che, se non ci sono adesso, non ci saranno nemmeno in futuro, nemmeno su un tema ben più importante dell’Iran. Quindi perché spendiamo centinaia di miliardi dollari all’anno se non ci sosterranno?”. Donald Trump rinnova l’attacco all’Alleanza Atlantica. Una Nato senza americani …
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(Adnkronos) – La Nato senza Donald Trump? L’Europa accelera sul suo piano di riserva, che garantisce all’Alleanza la possibilità di autodifesa utilizzando le strutture militari esistenti anche in caso di ritiro degli Stati Uniti dal Patto Atlantico. Lo scrive il Wall Street Journal, spiegando che i funzionari che stanno lavorando al piano, che qualcuno chiama la “Nato europea”, puntano ad incrementare al massimo il coinvolgimento di europei nei ruoli di comando e controllo dell’Alleanza e ad integrare le…
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La notizia rilanciata dal Wall Street Journal su un piano europeo di emergenza nel caso di un eventuale disimpegno degli Stati Uniti dalla NATO segnala un cambiamento profondo nella percezione della sicurezza europea. Il fatto che anche la Germania — tradizionalmente prudente su iniziative autonome — stia sostenendo riflessioni su una possibile “NATO europea” dimostra quanto il contesto strategico sia mutato.
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Prende quota in Europa un piano informale per rafforzare il pilastro continentale della Nato e garantire la difesa del continente anche nell’eventualità di un ridimensionamento del ruolo degli Stati Uniti. A rivelarlo è il Wall Street Journal, secondo cui diversi Paesi stanno accelerando un progetto che alcuni funzionari definiscono già una “Nato europea”, non per sostituire l’Alleanza atlantica ma per renderla più sostenibile anche con un minore coinvolgimento diretto di Washington
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