L’Italia, alle prese con l’inverno demografico, per ampliare la platea di occupati deve attingere da tutti i potenziali bacini di forza lavoro, e quindi anche dai cosiddetti “anziani”. Non ci sono solo giovani Neet (oggi circa 1,4 milioni nella fascia 15-29 anni) e donne inattive (circa 7,8 milioni) da inserire, rapidamente, nel mercato del lavoro. Il Paese ha necessità di sviluppare politiche per i “senior” e di pensare all’invecchiamento non come “un problema da risolvere” (ad esempio con le uscite…
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Se si dovesse fare una fotografia del lavoratore italiano, potrebbe benissimo essere quella di qualcuno sospeso a mezz’aria, tra la sua nascita e il meritato riposo. Alcuni dati pubblicati recentemente, infatti, lanciano l’allarme per 4 milioni di lavoratori che andranno in pensione in meno di dieci anni, e accetta con un’alzata di spalle che il lavoro sottopagato sta impedendo ai più giovani di farsi una famiglia.
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La Legge Finanziaria di fine 2025 si presenta come un intervento orientato alla protezione delle nuove generazioni e alla sostenibilità futura del welfare. Nelle dichiarazioni di principio, l’obiettivo è riequilibrare il sistema previdenziale per non scaricare sui giovani i costi dell’invecchiamento demografico. Tuttavia, osservando le misure concrete, emerge un paradosso: il contenimento della spesa passa soprattutto da tagli e restrizioni che riducono le tutele di chi oggi…
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L’Italia si avvia verso una forte contrazione della forza lavoro. Secondo un’elaborazione di Adapt su dati Istat, rilanciata da Il Sole 24 Ore, nel giro di meno di dieci anni il Paese potrebbe perdere oltre 4 milioni di lavoratori, con un impatto particolarmente pesante su pubblica amministrazione, scuola e manifattura. Un effetto combinato di pensionamenti, denatalità e difficoltà di ricambio generazionale.
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In media, i 55-64enni pesano circa il 23% degli occupati tra 15 e 64enni, nel mercato del lavoro italiano, il che si traduce in una perdita potenziale analoga se non ci fosse un ricambio adeguato. Ma quali sono i settori più esposti? Quelli con quote più alte di lavoratori anziani, in particolare Amministrazione pubblica e Istruzione, dove l’età media è superiore ai 50 anni. Ma il campanello d’allarme maggiore è quello per la manifattura.
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