Il caro caffè non accenna a fermarsi. Nel 2025 il prezzo della tazzina al bar e quello del prodotto sugli scaffali della grande distribuzione hanno registrato un aumento medio del 21%, spingendo in molti casi il costo dell’espresso oltre la soglia simbolica di 1,50 euro. Un rincaro che pesa su uno dei rituali di consumo più radicati nel quotidiano degli italiani e che riflette una combinazione di fattori strutturali che vanno ben oltre il semplice andamento del mercato.
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Altre notizie:
Ferrara Il 2025 si è chiuso a Ferrara con una crescita dell’inflazione. I dati di dicembre, ufficializzati dall’ufficio statistica del Comune su base Istat, certificano un +1,2% complessivo sull’analogo mese dell’anno precedente (tasso tendenziale, tra l’altro lo stesso della media nazionale in Italia) e dello 0,6% in appena un mese (tasso congiunturale). Alimentari Tra le cause principali è da sottolineare l’incremento dei generi alimentari che in 12 mesi hanno avuto una…
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Il 2025 è stato un anno difficile per i portafogli degli italiani. Ma se come fa sapere quifinanza alcuni beni di largo consumo hanno vissuto rincari storici, altri hanno subito un drastico calo dei prezzi. Un’altalena economica che ha ridisegnato le spese delle famiglie. A tracciare questo doppio scenario è il Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.), che ha analizzato i dati Istat sull’inflazione dell’anno appena concluso.
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Caffè prezioso proprio come l'oro. Perché come il bene rifugio che è salito alle stelle, è aumentato vertiginosamente anche il prezzo della tazzina nera bollente. Quella tanto amata da tutti gli italiani per la colazione, la pausa di metà mattino, il dopo pranzo e oltre che ha registrato un rialzo del 20,7 % sia al bar che sugli scaffali dei supermercati. Una tazzina al banco arriva a superare i due euro.
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L'Unc ha stilato la classifica delle città più care d'Italia del 2025, in termini di costo della vita. Vince ancora una volta Bolzano dove l'inflazione media pari a +2,2%, pur essendo solo la terza più alta d'Italia ex aequo con Rimini, si traduce nella maggior spesa aggiuntiva annua: in sostanza, una famiglia in media ha speso 730 euro in più rispetto al 2024. Medaglia d'argento per Siena (+2,4%, +649 euro a famiglia) e Rimini (+2,2%, 606 euro.
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Sabato 17 gennaio 2026 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – //// (Foto realizzata tramite l’Intelligenza artificiale) /// Il 2025 è stato l’anno dei rincari record per alcuni prodotti di largo consumo, mentre altri beni hanno registrato una fortissima riduzione dei listini. Una altalena su cui hanno pesato diversi fattori, e che ha inciso sui bilanci di milioni di famiglie.
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Il 2025 è stato un anno difficile per i portafogli degli italiani. Ma se alcuni beni di largo consumo hanno vissuto rincari storici, altri hanno subito un drastico calo dei prezzi. Un’altalena economica che ha ridisegnato le spese delle famiglie. A tracciare questo doppio scenario è il Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.), che ha analizzato i dati Istat sull’inflazione dell’anno appena concluso.
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Caro-vita in Basilicata: il carrello della spesa corre più dell’inflazione! Federconsumatori Basilicata lancia l’allarme: tra il 2021 e il 2025 i prezzi dei beni essenziali sono aumentati del 24%, ben oltre l’inflazione generale. A pagare il prezzo più alto sono le famiglie lucane a basso reddito. Negli ultimi cinque anni, il costo della vita anche in Basilicata ha subito un’impennata che va ben oltre i numeri ufficiali dell’inflazione.
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BASILICATA – Il carrello della spesa in Basilicata corre più dell’inflazione: tra il 2021 e il 2025 i prezzi dei beni essenziali sono aumentati del 24% e a pagarne il prezzo più alto sono le famiglie lucane a basso reddito. L’allarme lo lancia Federconsumatori che certifica come negli ultimi cinque anni, il costo della vita anche in Basilicata ha subito un’impennata pesando in modo sproporzionato sulle famiglie a reddito fisso, sui pensionati e su chi già fatica ad arrivare a fine…
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Il 2025 si chiude con un’altalena record dei prezzi per i beni di largo consumo, con rincari e cali significativi che hanno inciso sui bilanci di milioni di famiglie italiane. È quanto emerge da uno studio condotto dal Centro di formazione e ricerca sui consumi (Crc) che ha analizzato voce per voce i dati definitivi dell’Istat relativi all’inflazione del 2025, in accelerazione all"1,5% in media (+1% nel 2024).
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Dal 2021 al 2025 l’inflazione cumulata ha raggiunto il 17,1%, secondo i dati definitivi dell’Istat, presentati in conferenza stampa. E ancora di più sono saliti i prezzi cibo e bollette. Il carrello della spesa - che comprende beni alimentari, prodotti per la cura della casa e della persona - è aumentato del 24%, sette punti in più rispetto al tasso generale. Super rincari che hanno portato l’Antitrust a aprire un’indagine.
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Il 2025 è stato l’anno degli aumenti record per alcuni prodotti di largo consumo , mentre altri beni hanno registrato una fortissima riduzione dei listini. Ad analizzare quanto accaduto nel paniere un’indagine del Ccr, il Centro di formazione e ricerca sui consumi . Rincari record per gioielli e caffè Il primato va ai gioielli, i cui prezzi sono saliti in media del +22% con lo schizzare in alto delle quotazioni dell’oro, bene rifugio per eccellenza di…
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