/ --: L’euforia con cui una parte della stampa italiana ed europea ha accolto l’ascesa di Péter Magyar dice più dei desideri di chi racconta che della nuova realtà politica ungherese. Come spesso accade a certe latitudini, ancora una volta si è preferito costruire un personaggio funzionale a una narrazione — il “nuovo europeista” che archivia l’era di Viktor Orbán — piuttosto che analizzare con rigore le sue parole e il suo profilo.
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È il giorno dopo le elezioni in Ungheria. Budapest è una città calma e silenziosa dopo la notte di festeggiamenti che hanno inondato ogni piazza del centro. Le strade vengono ripulite alle prime ore del mattino, e il traffico riprende con la sua regolare quotidianità. Il primo giorno da sedici anni in cui è possibile immaginare un futuro senza Viktor Orbán al governo. Nella notte di domenica la città comincia a prenderne coscienza.
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Il primo ministro ungherese eletto, Péter Magyar, ha dichiarato lunedì, durante la sua prima conferenza stampa dopo la vittoria alle elezioni, che il Paese continuerà ad acquistare energia russa e a dare priorità al petrolio più economico disponibile, una posizione che sembra in contrasto con la sua promessa elettorale di eliminare gradualmente le importazioni di energia russa entro il 2035. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ…
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A Budapest migliaia di persone festeggiano la vittoria di Péter Magyar e del partito Tisza, che ha sconfitto Viktor Orbán dopo 16 anni al potere. Tra bandiere ungheresi ed europee, caroselli e cori, in alcuni video circolati online si sente anche “Bella ciao”, diventata colonna sonora simbolica della festa. Il voto, con affluenza molto alta, segna un passaggio politico storico per il Paese e apre una fase di attesa sul rapporto con l’Unione europea.
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“Oggi è giornata di festeggiamenti”, dice Ursula von der Leyen per evitare di impelagarsi subito nei tanti problemi da affrontare anche dopo la sconfitta di Viktor Orbán alle elezioni in Ungheria. Il dopo Fidesz è un toccasana per l’Ue, ma non è una passeggiata. Nei palazzi dell’Unione se ne ha conferma nel pomeriggio, quando il vincitore P&eacu…
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La sinistra italiana ed europea in questi sedici anni ha sempre detto che Orbàn è un "dittatore", un "autocrate" e "un fascista". Ma vi è mai capitato di vedere un dittatore che la sera delle elezioni in cui perde va in tv e con la voce incrinata si congratula con l'avversario? Tra chi ha esultato anche l'europarlamentare di Avs llaria Salis, a cui è stato chiesto: ti farai processare ora che non c'è più? Lei ha risposto di no.
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