A ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. È la chimica del Pd. E, così, ogni volta che Elly Schlein chiama alla battaglia finale contro il governo tramite il No al referendum sulla giustizia, puntualmente arriva una voce da sinistra a smontare il racconto. Un controcanto, quello del riformismo, che però si inserisce in una tradizione progressista ben rodata. Garantista e a favore della separazione delle carriere.
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Antonio Di Pietro, anche lei che da mesi gira l’Italia per spiegare le ragioni del Sì, ha la percezione che il No sia in rimonta? «La percezione dei cittadini è di smarrimento per le accuse reciproche tra le due parti che non rendono comprensibile il merito del quesito già di per sé complesso. Sono preoccupato che questo smarrimento si traduca prima in disinteresse e poi nella scelta di non andare alle urne».
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Ricorre all'ironia Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, che, per promuovere le ragioni del sì al referendum sulla giustizia, pubblica un video sui social in cui si vedono anche la clip del procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri che si esprime a favore del sorteggio per il Csm e quella del sostituto alla Procura nazionale antimafia Nino Di Matteo che si schiera contro le correnti parlando di sistema para-mafioso.
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“Preferirei di no”, ripete Bartleby lo scrivano nel racconto di Herman Melville, rifiutando di obbedire agli ordini del principale: una frase diventata simbolo di anticonformismo e ribellione all’autorità. In questa newsletter, che esce ogni martedì fino al referendum sulla riforma Nordio, noi del Fatto vi raccontiamo la campagna referendaria e le ragioni per opporsi a un disegno mirato a indebolire la magistratura a vantaggio della politica, e quindi utile al potere ma non ai cittadini.
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La patente morale non è il punto. “Per il NO voteranno le persone per bene”. Quando una frase del genere viene pronunciata da Nicola Gratteri nel dibattito sul referendum sulla riforma della giustizia, il confronto rischia di scivolare dal merito alla morale. Davvero un referendum è una patente etica
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– Non è più solo un confronto accademico o un dibattito tra visioni opposte del diritto: quello tra il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, e il Guardasigilli Carlo Nordio si è trasformato in uno scontro frontale che scuote le fondamenta stesse delle istituzioni. Al centro della contesa c’è il prossimo referendum sulla riforma della giustizia, ma la polemica ha ormai superato i confini del merito tecnico per addentrarsi nel campo delle accuse personali e dei…
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Per screditare la riforma, Gratteri sostiene che la appoggiano indagati e processati. Ma le cronache sono piene di innocenti finiti in cella ingiustamente. Il caso di Marco Sorbara (909 giorni di prigionia) è esemplare.Ripartiamo dalla grammatica secondo Gratteri, quella che - ipse dixit - lo assolv...
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Il dibattito sulla giustizia si accende: la replica di un lettore all’editoriale di Saverio Zeni Massimo Cadelo interviene sulle dichiarazioni del Procuratore Gratteri e sulle possibili derive della riforma del CSM, sottolineando i rischi per l’autonomia della magistratura
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Da punto di riferimento a nemico numero uno. È la storia dello strano rapporto tra Nicola Gratteri, e il governo Meloni. Il procuratore di Napoli, noto soprattutto per le inchieste sulla 'ndrangheta fatte mentre era a Catanzaro, è da giorni bersaglio del governo dopo le sue dichiarazioni sul referendum. Parole, secondo molti esponenti del fronte del Sì, non oppo…
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Egregio dott. Nicola Gratteri, voterò Sì al referendum. Non sono imputato né indagato, non faccio parte della massoneria, men che meno di quella deviata (se esiste) né dei centri di potere «che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente». Sono un modestissimo operatore della giustizia da troppi anni e sono convinto che la vittoria del Sì o del No non cambierà praticamente niente. Non assisteremo, come immagina lei, ad una giustizia asservita all’esecutivo né ad alcuna deriva…
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Le piazzate di Formigli a Piazza Pulita sulla giustizia con Augias e Gratteri Che cosa si è detto e che cosa non si è detto a Piazza Pulita su L7, la trasmissione condotta da Formigli, con Augias e Gratteri. Il commento del giurista Franco Carinci Giovedì sera della scorsa settimana, all’usuale appuntamento di “Piazza pulita” su La7, Corrado Formigli – noto fustigatore dei vizi della attuale maggioranza – ha messo in scena due autentici pezzi da novanta della campagna del no…
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Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri non arretra e non ritrattata. Travolto da una bufera politica che continua ad allargarsi a ridosso del referendum sulla riforma della giustizia, il magistrato simbolo della lotta alle mafie respinge al mittente le richieste di scuse e rivendica la legittimità delle proprie parole. Nessun passo indietro: la linea resta quella della fermezza. Al centro della polemica, le…
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Conoscendo quanto il personaggio sia schietto e perfino passionale, le parole usate dal Procuratore di Napoli Gratteri, per criticare chi voterà a favore della riforma governativa nel prossimo referendum, non mi sorprendono oltremodo. Egli, come è noto, ha dichiarato che mentre chi voterà contro la riforma è una persona per bene, al contrario, chi voterà a favore mostrerà di appartenere alla massoneria deviata, al novero degli indagati, degli imputati e a quei centri di…
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La Riforma della Giustizia continua a tenere banco . «Vogliono continuare a strumentalizzare ancora per settimane le mie parole? Facciano pure. Penso che in tanti abbiano capito». Così Nicola Gratteri , procuratore capo di Napoli, interviene in un’intervista rilasciata a Repubblica per chiarire e ribadire la propria posizione dopo le polemiche politiche degli ultimi giorni. Al centro dello scontro, le parole di un ministro che…
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Nuova tensione al Consiglio superiore della magistratura sul caso Gratteri. Dopo la nota congiunta dei consiglieri togati a difesa del confronto istituzionale, arriva la replica durissima del consigliere togato indipendente Andrea Mirenda, che attacca frontalmente i colleghi. L’attacco di Mirenda ai togati del Csm In una dichiarazione molto critica, Mirenda parla di «partito delle toghe, a correnti riunite» sceso in campo «ai massimi livelli» con il comunicato dei 18 consiglieri togati.
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