Perché in Veneto c’è subbuglio sulla tripletta di Zaia Che cosa succede in Veneto e a Roma sul terzo mandato del leghista Zaia. Il taccuino di Guiglia La partita del Veneto si complica o forse si chiarisce: dipende dall’approccio con cui la maggioranza di centrodestra vorrà ora giocarla. A ributtare il pallone in campo è stato Matteo Salvini con una metafora calcistica: “Squadra che vince non si cambia”.
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Le parole di Alberto Villanova, capogruppo del Carroccio al Consiglio regionale: «Il Veneto è la nostra linea del Piave, difenderemo ogni centimetro». L'avvertimento della Lega agli alleati su Zaia: «Il Veneto è come la dinamite». Il Pd si sfrega le mani: «Il centrodestra qui non esiste più» Nessun passo indietro della Lega in Veneto. Mentre a livello nazionale continua a tenere banco la polemica sull’opportunità di concedere il terzo mandato a sindaci e presidenti di regione…
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La querelle per il terzo mandato dei governatori può diventare una spina per il governo e per i rapporti tra gli alleati di centrodestra mentre è già - in Campania - casus belli tra il governatore uscente dem Vincenzo De Luca (pronto alla ricandidatura) e il Pd di Elly Schlein che osteggia i tris. In questo contesto si aggiunge anche l’endorsement del primo cittadino di Milano Beppe Sala per l’abolizione del limite dei mandati per i sindaci.
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Luca Zaia è in pista. Per questa mattina gli basta l'Olympia delle Tofane: appuntamento alle 10.30 a Cortina d'Ampezzo per la Coppa del mondo di sci alpino femminile. Ma con tutto il rispetto per Sofia Goggia e Federica Brignone, è ben altra la discesa libera che elettrizza il presidente della Regione, a sentire i sodali che lo descrivono «carico a molla» dopo l'investitura ricevuta giovedì dallo stato maggiore del partito guidato da Matteo Salvini: come ricandidato al quarto…
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«Piacere, Frison Denis, segretario provinciale di Vicenza. Senza la Liga qui non passa nessuno». E giù l’elenco delle forze, con tono da colonnello sul campo di battaglia: «Solo in questa provincia abbiamo 24 sindaci, i nostri amministratori in Veneto sono 1.200». Un nutrito codazzo dei medesimi segue Luca Zaia in versione pr di sé stesso negli enormi e scintillanti padiglioni di VicenzaOro: fuor…
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Il solco dentro la maggioranza di centrodestra non potrebbe essere più profondo. Ad una Lega che, riunito il Consiglio federale, proclama come un sol uomo che si batterà fino alla morte per tenersi stretto il Veneto, anche a prescindere dal destino del presidente uscente Luca Zaia, si contrappongono i partiti alleati che sul terzo mandato non vogliono sentire ragione. Il primo altolà della giornata lo pronuncia il leader di Forza Italia Antonio Tajani: «È una questione di principio…
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Il guardasigilli Nordio ha firmato la richiesta di revoca dell’arresto di Mohammed Abedini Najafabadi, l’ingegnere iraniano bloccato a Malpensa lo scorso 16 dicembre: su di lui pendeva il mandato di arresto internazionale degli Stati Uniti, che lo accusano di aver avuto un ruolo chiave in un attentato in Giordania un anno fa, dove persero la vita tre militari americani. Si chiude una vicenda complessa, intrecciatasi con l’arresto della giornalista Cecilia Sala in Iran, che ha visto lavorare sottotraccia il…
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La realtà delle cose è spesso molto semplice e i titoli dei quotidiani la riassumono efficacemente: “Il Veneto alla Lega!”. Zaia e Salvini sembrano chiarire: “Il Veneto è nostro!” Quest’idea di possesso, chiaramente espressa dall’aggettivo possessivo, spiega altrettanto bene le ragioni di chi, nel rispetto della legge, si oppone alla possibilità di un terzo mandato all’attuale Presidente della Regione Veneto.
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Quest’anno si dovrebbe votare in Veneto, Campania, Puglia, Toscana, Marche e Valle d’Aosta, anche se manca ancora la certezza . Nel dubbio, il governo e le opposizioni stanno già litigando tra loro per la scelta dei candidati e per gestire un paio di presidenti di regione che non ne vogliono sapere di farsi da parte.
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“Il messaggio che arriva da via Bellerio per amici, alleati ed avversari, è netto: la Lega, tutta, è con Luca Zaia e il Veneto. Grazie ad un attento e meticoloso lavoro, il nostro Segretario Alberto Stefani è riuscito ad ottenere una condivisone politica strategica per il futuro della nostra Regione facendo valere lo straordinario patrimonio di amministratori e militanti su cui può fare affidamento la Liga Veneta
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Nulla è stato ancora deciso. O almeno così assicura Giorgia Meloni che però lascia trapelare,con la consueta astuzia, un messaggio che è anche una minaccia: la candidatura di Fdi in Veneto è «un’opzione» . Che la Presidente del Consiglio abbia puntato a conquistare una delle due Regioni simbolo della Lega (l’altra ovviamente è la Lombardia) non è un mistero per nessuno, tantomeno per Matteo Salvini e Luca Zaia che continua a perorare la causa del terzo mandato.
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Il Consiglio federale blinda il governatore e rilancia l’elezione diretta dei presidenti provinciali partendo da Sicilia e Friuli.«Non si può fare l’asso pigliatutto. Come dice la saggezza popolare, chi troppo vuole nulla stringe»: l’autorevole esponente della Lega commenta così alla Verità la posiz...
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Zaia, arrabbiato nero perché non arriva il terzo mandato, ha deciso che la Lega in Veneto correrà da sola contro Fratelli d'Italia. Convinto di vincere comunque. Può essere. Ma c'è il precedente da ricordare: anche a Verona, dove governava da sempre, il centrodestra litigò. Risultato: vinse il centrosinistra con Tommasi…
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E quindi il terzo mandato, che poi sarebbe il quarto. Ancora. È questa l’opzione alla quale continuano a lavorare la Lega e il suo segretario. «Zaia non si tocca. Il nostro impegno è per lo sblocco del terzo mandato e per la ricandidatura di Luca – le parole di Matteo Salvini, ieri, alla riunione del Consiglio federale, convocato nella Capitale. E quindi altri cinque anni di amministrazione zaiana.
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Ma insomma, non si è mica capito con chi bisogna stare su questo benedetto, o accidente che sia, di terzo mandato. Chi sono questi presidenti di regione e sindaci che non se ne vogliono andare a casa dopo dieci anni di governo? Cacicchi attaccati alla poltrona, così padroni delle clientele, con la pazienza e il ricatto costruite, per potersi far scudo del voto popolare e sovvertire di fatto la democrazia? Oppure sono gli alfieri dei cittadini, una…
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Fare quadrato attorno a Luca Zaia in Veneto, chiedendo alla premier Meloni di "guardare anche agli interessi della coalizione e non solo a quelli di Fratelli d'Italia". Ma anche rafforzare la leadership di Salvini, in vista del congresso nazionale che il leader di via Bellerio vorrebbe fare "entro marzo". Nel consiglio federale leghista, convocato alla Camera da Matteo Salvini, nelle oltre due ore di meeting, a prendersi la scena è…
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La preoccupazione si avverte anche a Palazzo Chigi. Anche in quelle stanze nessuno si nasconde che il caso Veneto, o meglio il caso Zaia, può innescare un processo di deterioramento o addirittura di esplosione degli equilibri di governo nel prossimo autunno o peggio nella primavera del 2026, ad un anno dalle elezioni politiche. Agli strateghi della Meloni sono arrivati diversi inviti alla prudenza dai leghisti più attenti alla sopravvivenza del governo.
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Ci sono le dichiarazioni ufficiali e poi ci sono i non detti, pesanti come pietre. La Lega, che pur ha cambiato pelle più volte nell’arco degli ultimi 40 anni, mantiene inalterata una vena pugnace e intestina che a volte risale in superficie. È ciò che sta accadendo in questi giorni con la manovra a tenaglia dei veneti che ha stretto Matteo Salvini all’angolo costringendolo a sostenere apertamente Luca Zaia in primis e la minaccia di una corsa in solitaria…
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– “No, Zaia non ha governato male, come non lo hanno fatto altri presidenti di Regione e tantissimi sindaci che alla fine dei due mandati hanno ceduto il passo ad altri perché la legge lo stabilisce. Molti di questi non avevano governato male”. Il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia Lucio Malan getta acqua sul fuoco sulla polemica del governatore del Veneto. Ma una cosa ci tiene a dirla: “Riguardo le dichiarazioni di Zaia, noi non diamo dell’idiota né del mangiapane a tradimento a nessuno.
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Migliore regalo nel giorno del “compleanno” della Liga Veneta, fondata il 16 gennaio 1980, i lighisti veneti non potevano desiderare. Perché il partito intero appoggia la linea delineata a Venezia: via il vincolo del terzo mandato, a Luca Zaia va data la possibilità di ricandidarsi alla guida della Regione, “squadra che vince non si cambia”. “Totale sintonia Salvini-Zaia” è il titolo della nota che via Bellerio diffonde a consiglio federale ancora in corso.
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Pietro Senaldi 17 gennaio 2025 Il giorno dopo, a Palazzo Balbi, sede della Regione, è quello delle telefonate. Non era ancora mezzogiorno e Luca Zaia aveva già bruciato tre cariche del telefonino. Metà Veneto ha chiamato il suo presidente per rallegrarsi e mettersi a disposizione: «Con te, qualunque cosa tu decida» è stato il ritornello recitato da militanti, quadri ed esponenti del tessuto imprenditoriale e produttivo.
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MILANO. Ultimamente, quando sentono nominare la Lega, i tanti dirigenti e ministri di Fratelli d’Italia si irrigidiscono, alzano gli occhi al cielo, sbuffano. «No comment, tanto è sempre la solita solfa, poi si calmano», rispondevano anche ieri, accorsi alla Camera per l’approvazione della riforma sulla separazione delle carriere. Era una risposta standard, che gli si chiedesse delle divisioni su…
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Mentre Salvini parla nel consiglio federale, c’è chi tra i suoi - un po’ in sala un po’ in streaming - traccia questi scenari: «Si può uscire dal problema Zaia con Luca al posto di Salvini al ministero dei Trasporti e Matteo che torna al Viminale». «E se invece Meloni, che in Veneto non ha nessuno capace e vincente, piazza Urso come candidato governatore e Zaia prende il suo posto al Made in Italy?».
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Poco dopo le due di ieri pomeriggio l’Ansa ha informato che «è iniziato il consiglio federale della Lega». «Alla presenza di Matteo Salvini», ha specificato. Quasi che la presenza del leader leghista fosse già di per sé una notizia. In effetti lo è stata, visto che negli ultimi giorni proprio lui, solitamente superpresenzialista, è stato latitante. Chiuso nel suo ministero non ha partecipato né all’inaugurazione di piazza dei Cinquecento a Roma, riqualificata per il Giubileo, né al question time alla Camera…
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Di terzo mandato non intende neanche sentire parlare: è una questione chiusa, che Giorgia Meloni non è disponibile a riaprire. Semmai, spiegano fonti del cerchio magico meloniano, proverà per davvero a governare il Veneto, piantando la bandiera di Fratelli d’Italia sulla regione più leghista d’Italia. Per adesso, però, la presidente del Consiglio cerca di evitare il conflitto diretto con i…
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Roma — Il messaggio arriva forte e chiaro e il segretario, con le spalle al muro, ne prende atto: «Matteo, se il partito non difende unito e compatto il Nord allora ci difenderemo da soli, oggi in Veneto e domani in Friuli Venezia Giulia e Lombardia, regioni dove governiamo da anni», dice in sintesi il presidente del Veneto Luca Zaia prendendo la parola al Consiglio federale della Lega. Il leader…
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ROMA «Un bel compleanno per la Liga veneta: direi che lo abbiamo festeggiato a dovere». Alberto Stefani esce raggiante dal Consiglio federale leghista che, giusto 45 anni dopo la fondazione della Liga a Padova, ha ribadito la volontà di mantenere al partito la guida della Regione. Il vice di Matteo Salvini, nonché segretario del Veneto, ha superato un altro passaggio di un sentiero stretto. Perché è vero, i Fratelli d’Italia oggi hanno più voti della Lega: ma come ha detto Giancarlo Giorgetti di fronte al…
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