Il giorno dopo lo sgombero dello spazio pubblico autogestito del Leoncavallo, in via Watteau rimane solo il via vai di residenti e attivisti davanti al cancello chiuso con un pesante lucchetto e presidiato da alcuni agenti di polizia. Le reazioni della gente sono contrastanti: c’è chi esprime soddisfazione per la fine delle notti disturbate dalla musica ad alto volume, come una residente che afferma: «Finalmente potremo dormire senza la musica fino a notte…
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L'evocazione della sicurezza giustifica la compressione dei diritti costituzionali e l'uso di poteri eccezionali senza garanzie di Luca R Perfetti La Presidente del Consiglio ha giustificato lo sgombero anticipato del Leoncavallo affermando che “le occupazioni abusive sono un danno per la sicurezza”. Sul piano della propaganda politica, non si fatica a comprendere che l’evocazione della “sicurezza” faccia presa su chi ignora la storia milanese del Leoncavallo.
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All’indomani dello sgombero pochi agenti in presidio sorvegliano l’ingresso del centro sociale Leoncavallo di Milano. Forse il centro sociale più famoso d'Italia e pezzo di storia di Milano, iI Leoncavallo è stato sfrattato dalla sede che occupava in via Watteau dal settembre 1994 con un blitz agostano che ha anticipato la data prevista del 9 settembre. I militanti e frequentatori del centro si sono dati appuntamento a settembre per una manifestazione di protesta.
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Leoncavallo, Marina Boer: “Sgombero scelta politica, ma esperienza non si chiude” 22 agosto 2025 “Da oggi cambiano molte cose perché quello che ci circonda è cambiato rispetto alle esperienze simili pregresse che abbiamo avuto. È più difficile portare avanti questa volontà di confronto delle idee in questo momento ed è difficile farlo nel momento che abbiamo perso questa sede e questo è innegabile, è una sconfitta”.
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Milano – Non c’è stata nessuna battaglia. La vecchia cartiera è tornata ai proprietari, dopo trent’anni, e tre milioni di euro che il ministero dell’Interno è stato condannato a pagare per i mancati sgomberi. Fino a poco fa, di certo, sarebbe andata in modo diverso. Ieri lo Stato ha dato l’assalto al fortino che ha cercato, inutilmente, di conquistare dal 1994 e l’ha trovato deserto. Lo sgombero del Leoncavallo ha fatto cadere un muro.
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Polemiche sullo sfratto dello storico centro sociale milanese. Previsto a settembre, il provvedimento è stato anticipato a ieri. "In uno Stato di diritto non possono esistere zone franche o aree sottratte alla legalità", commenta Meloni. "Finalmente si cambia", esulta Salvini. Ma il sindaco del capoluogo lombardo si è detto stupito: “Palazzo Marino non è stato avvertito. C’erano molte modalità per farlo.
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«Se penso al Leoncavallo la prima cosa che mi torna in mente è il 16 agosto 1989, quando abbiamo resistito allo sgombero», racconta Sandrone Dazieri, scrittore e storico militante del centro sociale milanese. Famoso per la serie di romanzi noir con protagonista l’addetto alla sicurezza “Gorilla”, un ex leoncavallino e un tempo investigatore privato, Dazieri accanto alla scrittura ha sempre accomp…
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Se per il centrodestra compatto lo sgombero del Leoncavallo è un segnale importante di ripristino della legalità, uno stop alle troppe "zone franche" evocate dalla premier Giorgia Meloni, il centrosinistra va di nuovo all'attacco del governo. Avs, con Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, si schiera a difesa del centro sociale, mentre Elly Schlein butta la palla in tribuna. "Che non ci possono essere zone franche dal diritto perché Meloni non lo dice al suo…
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Finisce una storia che in fondo era già finita da tempo. Ed è stata una storia nata dall’illegalità, cresciuta nell’alternatività e anche nell’estremismo, tossica e insieme anti tossica, perché nella lotta all’eroina come autodistruzione all’epoca del fallimento del mito della rivoluzione il Leoncavallo ha saputo distinguersi, ed è stata una storia controversa e interessante. C’e in questa vicenda l’intollerabile pretesa ideologica…
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Il primo sgombero del Leoncavallo fu il 16 agosto 1989, sindaco Pillitteri giunta socialista. C’è qualcosa di profondamente irrispettoso e sleale nel fare la guerra a ferragosto, pensando che i tuoi avversari siano in vacanza sull’isola dei figli di papà. Il blitz fallì. E quello sarebbe stato l’inizio dell’Iliade spaghetti che arriva fino ai nostri giorni. Decine di occupazioni in tutte le città italiane, in quegli anni si fecero ispirare dalle fotografie scattate a ferragosto in un fortino tutt’altro che sguarnito.
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– “Non provo malinconia, ma solo tanta rabbia per questo atto di forza contro un simbolo del pensiero libero che esiste da 50 anni”. Il ricordo di Sandrone Dazieri torna a momenti scolpiti nelle mente come gli incontri con Dario Fo, che portava i suoi spettacoli al Leoncavallo, e alla resistenza sui tetti contro lo sgombero del 1989 dello storico centro sociale, quando fu fermato con altri partecipanti alla rivolta.
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Raffaele Speranzon, senatore veneziano di Fratelli d’Italia, osserva le immagini dello sgombero del Leoncavallo a Milano e annuisce. «A Milano è caduto un tabù, succederà lo stesso anche a Venezia: nel 2026 finalmente scadrà la concessione dell’ex Paolini e Villani, dove si trova il centro sociale Rivolta». Senatore Speranzon, sta dicendo che se vincerete le elezioni a Venezia sgombererete il Rivolta? «Dico che se Venezia vuole…
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