(Adnkronos) – Dopo l’ultimo incontro di dicembre, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu oggi sarà nuovamente alla Casa Bianca per un faccia a faccia con il presidente americano Donald Trump. Sul tavolo dei due leader, centrale la questione Iran ma anche, rivela la Cnn, le possibili opzioni militari contro Teheran qualora i negoziati con gli Usa dovessero fallire. L’incontro è fissato per le 11 ora locale – le 17 in Italia – e almeno per il momento non sono previste…
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Approfondimenti:
Si terrà domani alle 11, ora di Washington, l’atteso vertice a porte chiuse tra Benjamin Netanyahu e Donald Trump. Un faccia a faccia che, salvo colpi di scena, non si concluderà con una conferenza stampa, con i contenuti del summit che resteranno segreti, e che promette di pesare come un macigno sugli equilibri mediorientali. Il premier israeliano arriverà alla Casa Bianca con una delegazione ridotta, composta soltanto da pochi uomini fidati, che dimostra come la posta in gioco sia molto alta visto che si discuterà dello…
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Il monito di Teheran e il viaggio anticipato a Washington del primo ministro israeliano. Larijani in Oman per colloqui con il sultano "L'Iran sta negoziando con gli Stati Uniti. E' la Casa Bianca che deve operare libera da pressioni esterne, in particolare da parte di Israele, che ignora gli interessi della regione e persino gli interessi americani". A lanciare il monito è il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baqaei, in dichiarazioni rilanciate dall'agenzia iraniana Merh nel…
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Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha criticato "il ruolo di Israele nella diplomazia regionale", invitando Washington ad "agire in modo indipendente nella sua politica estera e a non lasciare che attori esterni dettino le decisioni", nel contesto dei colloqui in corso tra Iran e Stati Uniti. "L'Iran sta negoziando con gli Stati Uniti ed è la Casa Bianca che dovrebbe decidere di agire in modo indipendente dalle pressioni esterne, in particolare da Israele…
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Netanyahu anticipa il suo viaggio negli Stati Uniti: non più il 29, come da invito di Trump, ma mercoledì prossimo. Di interesse quanto riporta il Timesofisrael sulla vicenda: “Il primo ministro ritiene che qualsiasi negoziato con Teheran debba ricomprendere delle restrizioni sui missili balistici e la fine del sostegno all’asse iraniano” cioè di abbandonare i suoi alleati del Medio oriente ndr., ha comunicato l’ufficio del primo ministro nella dichiarazione che annunciava l’incontro, esprimendo preoccupazione…
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Non è un viaggio qualunque, e non è un tempismo casuale. Benjamin Netanyahu anticipa la partenza per Washington perché sa che il tempo, oggi, è una variabile strategica. Mercoledì incontrerà Donald Trump per discutere dell’Iran, ma sul tavolo non c’è un solo dossier. C’è una regione che si muove attorno a un rischio preciso: non l’esplosione di un fronte isolato, bensì la saldatura di più fronti …
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Non tutti sono entusiasti che americani e iraniani si parlino. Per Israele il fatto che le due delegazioni impegnate nei negoziati in Oman arrivino addirittura a infrangere il protocollo per stringersi la mano è un segnale da non sottovalutare. Benjamin Netanyahu era atteso a Washington il 18 febbraio, ma non può aspettare così tanto a lungo. Venerdì, dopo i colloqui, …
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Netanyahu anticipa di una settimana il vertice a Washington con Trump: sullo sfondo il pericolo Iran
E’ stata anticipata di una settimana la visita di Netanyahu a Washington, dove incontrerà il presidente Trump. Sul tavolo, soprattutto, la questione iraniana. L’incontro era stato inizialmente previsto per il 18 e 19 prossimi, invece si terrà mercoledì negli Stati Uniti. Per questo motivo, si è tenuto oggi un gabinetto di sicurezza monotematico, prima che il premier parta alla volta della capital…
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Nuovi colloqui, minuscoli spiragli, vecchie minacce e divisioni. La seconda tornata di negoziati fra Iran e Stati Uniti si terrà «presto», già «all’inizio della prossima settimana» secondo Donald Trump, che giudica «molto buone» le discussioni di due giorni fa in Oman, sostiene che Teheran sarebbe fortemente interessata a un accordo, ma avverte che Washington non le consentirà di dotarsi dell’arma nucleare.
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