Neanche la Corte penale internazionale sembra smuovere l'Ue nei confronti di Israele. In mezzo ci sono coperture diplomatiche, parnership economiche, traffici d'armi Il mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale nei confronti del premier israeliano Beniamin Netanyahu e dell’ex ministro della difesa Yoav Gallant non sarà sufficiente a convincere le istituzioni europee che Israele è autore di un genocidio: il nuovo commissario alla sicurezza scelto da Ursula von der Leyen per armare fino ai denti l’Ue, Andrius Kubilius, due volte…
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La Corte Penale Internazionale (CPI) ha dichiarato irricevibile il ricorso presentato da Israele contro i mandati di arresto emessi nei confronti del primo ministro Benjamin Netanyahu e dell’ex ministro della Difesa Yoav Gallant. Il procuratore della CPI, Karim Khan, ha motivato la sua decisione sottolineando che l’appello non rispetta i requisiti legali previsti dalle norme della Corte. Khan ha evidenziato che la…
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Nello spiegare perché il governo Barnier sarebbe pronto a riconoscere l'immunità a Benyamin Netanyahu nel caso questi dovesse recarsi in Francia, Le Monde ricordava il forte sostegno del paese alla Corte penale internazionale - l’istituzione che a metà novembre ha chiesto l'arresto (anche) per il premier israeliano per presunti crimini di guerra. Spiace per il quotidiano francese, ma si tratta di un falso storico.
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Bibilandia – Dopo il mandato di arresto della Corte Penale Internazionale, spiccato nei confronti del premier israeliano Benyamin Netanyahu, del suo ex ministro della Difesa, Yoav Gallant (cacciato da Bibi per probabili divergenze sul giusto equilibrio tra la necessità di ammazzare tutti gli abitanti di Gaza e quella di non spendere troppo) e del capo militare di Hamas, Mohammed Deif, sono partite le contromisure dei tre per sabotare gli ordini di arresto.
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Israele farà ricorso contro i mandati di arresto della Corte penale internazionale (Cpi) per il primo ministro Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant. La scorsa settimana, scrive la Bbc, i giudici hanno emesso mandati di arresto per Netanyahu e Gallant e anche per il comandante militare di Hamas, Mohammed Deif, affermando che vi erano ragionevoli motivi per ritenere che i tre avessero responsabilità penali per presunti crimini di guerra e crimini contro l'umanità a Gaza
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Se fosse l’unico semita sulla terra, è vero, Netanyahu avrebbe ragione ad accusare di antisemitismo tutti quelli che lo incolpano di crimini di guerra, e di molto altro. Purtroppo per lui non è il solo, e soprattutto è solo lui il responsabile del sentimento di solidarietà mondiale nei confronti di popolazioni palestinesi, ora anche libanesi, arabe in genere, massacrate senza sosta proprio dai suoi ordini interessati.
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Se Israele aprirà un’indagine indipendente e imparziale sui crimini che la Corte penale internazionale imputa al primo ministro Benyamin Netanyahu e al suo ex ministro della difesa Yoav Gallant, il tribunale potrebbe revocare i mandati d’arresto emessi una settimana fa. A dirlo alla radio pubblica israeliana Kan è stato ieri il portavoce della Corte, Fadi El Abdallah. LE DICHIARAZIONI giungono nel giorno in cui il governo di Tel Aviv annuncia ricorso contro i mandati di cattura (ma Israele non…
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Sembra che i difensori di Benjamin Netanyahu abbiano trovato una possibile via d’uscita per il loro cliente. In un'intervista radiofonica all’emittente Kan, il portavoce della Corte internazionale dell’Aja Fadi El Abdallah spiega infatti che i mandati di arresto per il premier israeliano e il suo ex ministro della Difesa Yoav Gallant potrebbero essere revocati. La condizione necessaria è che lo Stato ebraico deve mettere in piedi «un’indagine approfondita e una commissione investigativa» per…
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La Corte penale internazionale (Cpi) offre un'apertura significativa per Israele: i mandati di arresto emessi nei confronti del primo ministro Benjamin Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant potrebbero essere revocati. A patto, però, che Israele avvii un procedimento serio e imparziale, in conformità con il principio di
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Quello dell'immunità di cui godrebbe Benjamin Netanyahu è uno dei temi 'caldi' del momento, con il dibattito aperto proprio sulla prerogativa che potrebbe esonerare gli Stati dall'arrestare il primo ministro israeliano e consegnarlo alla Corte penale internazionale (Cpi), che la scorsa settimana ha spiccato un mandato di arresto nei suoi confronti per crimini di guerra. La questione divide gli esperti di diritto internazionale, mentre per il ministero degli Esteri francese Netanyahu beneficia di una…
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Netanyahu e il nodo dell’immunità, Frulli (UniFi): “L’Aia non la prevede, e neanche l’Italia” "E non ha senso dire che Israele non è Hamas, perché la legge è uguale per tutti", così la docente di Diritto internazionale Getting your Trinity Audio player ready... ROMA – “La Corte penale internazionale, nel suo statuto, non riconosce l’immunità alle più alte cariche dello Stato come presidente, primo ministro e ministro degli Esteri, proprio perché…
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L'offerta della Corte dell'Aja di fronte a un eventuale procedimento «serio e imparziale» in patria. Ma Israele conta sulla mano dura degli Usa La Corte penale internazionale potrebbe revocare i mandati d’arresto spiccati nei confronti di Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant se in Israele sarà avviata un’indagine approfondita sui possibili crimini condotti nella gestione della guerra a Gaza. Lo ha detto in un’intervista radiofonica all’emittente…
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Il ministro israeliano: la Cpi non ha giurisdizione sul nostro paese 28 novembre 2024 Milano, 28 nov. - "Abbiamo fatto ricorso ieri. Per farla breve, è chiaro che la corte non ha giurisdizione su Israele, perché Israele non è uno stato membro della CPI. E il modo in cui la cosiddetta corte vota giurisdizione o falsa giurisdizione su Israele non è valido dal punto di vista legale". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar parlando dalla Repubblica Ceca in una…
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(di Avv. Marco Valerio Verni ) Mentre in queste ore si assiste, almeno in teoria, all’entrata in vigore, in Libano, del “cessate il fuoco” tra l'esercito di Israele ed Hezbollah, non si fermano le polemiche dopo la recente e, per certi versi, storica, decisione della Pre-Trial Chamber I della Corte Penale Internazionale del 21 novembre scorso, di accogliere la richiesta del suo procuratore capo in merito, in particolare…
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Abeer Odeh a LaPresse: "Consideriamo molto importante il diritto internazionale e la comunità internazionale ha l’obbligo di rispettarlo" “In qualità di presidente, l’Italia ha voluto che il G7 esprimesse una posizione comune sugli ordini di arresto emessi dalla Corte penale internazionale nei confronti dell’attuale primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell’ex ministro della Difesa Yoav Gallant.
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Di Marina Gersony La recente decisione della Francia di non rispettare i mandati d’arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale (CPI) contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant, nonché il leader militare di Hamas nella Striscia di Gaza Mohammed Deif, accusati di crimini di guerra e contro l’umanità durante il conflitto…
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Dal G7 di Fiuggi la speranza per il Libano, ma dubbi sulla Corte Penale Internazionale I ministri degli Esteri dei Paesi G7 hanno trovato una formula comune che conferma la diversità di vedute. Ribadito il loro "impegno nei confronti del diritto internazionale umanitario", affermando che seguiranno "i rispettivi obblighi"
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– La Corte penale internazionale potrebbe revocare i mandati d'arresto spiccati nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant. La Corte chiede però a Israele di avviare un’indagine approfondita. Lo ha detto, in un'intervista radiofonica a Kan, il portavoce della Cpi, Fadi El Abdallah, aggiungendo che i sospettati hanno il diritto di presentare ricorso.
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Cpi, Borrell: "Richiesta arresto Netanyahu non è antisemitismo" 28 novembre 2024 L'Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri Josep Borrell, a margine della riunione dell'Alleanza globale per l'attuazione della soluzione dei due Stati in Medio Oriente a Bruxelles, parla anche dei mandati di arresto emessi dalla Corte penale internazionale dell'Aia nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa Yoav Gallant e rigetta le accuse di antisemitismo…
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ANSA “I mandati di arresto per Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant potrebbero essere revocati se in Israele verrà avviata un'indagine approfondita”. Lo ha detto, in un'intervista radiofonica all’emittente israeliana Kan, il portavoce della Corte penale internazionale Fadi el Abdallah, ribadendo che "i sospettati hanno il diritto di presentare ricorso contro i mandati di arresto". La linea alla quale si atterrebbe la Corte è quella di non scavalcare le giurisdizioni nazionali…
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Mandato di arresto per Netanyahu, il giurista: “Nessuna democrazia ha diritto di massacrare civili” Il giurista Luigi Daniele spiega a Fanpage.it le implicazioni del provvedimento della corte penale internazionale: “Allarmante la posizione di Tajani, confonde il potere giuridico con quello della politica”. Iscriviti a RUMORE, la newsletter di Fanpage.it contro il silenzio Intervista a Luigi Daniele Giurista, Università di Nottingham A cura di…
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. I mandati di arresto in data 21 novembre 2024 La Camera penale della Corte penale internazionale, in data 21 novembre 2024, aderendo alla richiesta del Procuratore Capo, ha emesso i mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il suo ex ministro della Difesa Gallant e il leader di Hamas Deif di cui la Corte ha detto di non essere in grado di confermare la morte, accusandoli di crimini di guerra e crimini contro l’umanità per la guerra a Gaza e gli attacchi del 7 ottobre…
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Ora la Cpi ritratta sui mandati contro Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant. «Ma lo Stato ebraico deve aprire un’inchiesta approfondita».Che la credibilità della Corte penale internazionale (Cpi) sia da tempo ammaccata (per usare un eufemismo) lo abbiamo raccontato più volte, ma si è davvero toccato il...
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Scattata la tregua sul campo, al tacer delle armi si scatena la giurisprudenza. E fioccano i distinguo sul «caso Bibi». Il premier israeliano colpito da mandato d'arresto internazionale emesso dalla Corte penale dell'Aia per presunti crimini di guerra a Gaza ieri è passato al contrattacco. «Emissione priva di qualsiasi base fattuale o legale», fa sapere il suo ufficio politico, annunciando sul filo di lana il ricorso per confutare sia il provvedimento che prende di mira…
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PARIGI — Nella notte in cui viene firmato il cessate il fuoco in Libano, la Francia cambia improvvisamente posizione sul possibile arresto di Benjamin Netanyahu in base al mandato di arresto della Corte penale internazionale dell’Aja. Di primo mattino, quando i primi libanesi festeggiano l’annuncio della tregua, il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot spiega che esiste una «questione di immunit…
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Di Euronews Agenzie: AP Il ministero degli Esteri francese ha dichiarato che continuerà a lavorare a stretto contatto con il primo ministro israeliano grazie all'"amicizia" tra le due Nazioni. Intanto Israele ha presentato ricorso alla Corte PUBBLICITÀ La Francia ha dichiarato mercoledì che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu gode dell'immunità dal mandato di arresto emesso contro di lui dalla Corte penale internazionale (Cpi).
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Il G7 dei ministri degli Esteri, riunito a Fiuggi, sta discutendo anche sul mandato di arresto a carico di Benjamin Netanyahu, spiccato dalla Corte penale internazionale. Vedremo se i Sette arriveranno a una posizione comune. Un anno e mezzo fa, il 17 marzo 2023, quando la stessa Corte prese il medesimo provvedimento nei confronti di Vladimir Putin, non ci fu bisogno di alcuna discussione. Tutti appoggiarono, anzi lodarono la decisione dei giudici dell’Aia.
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