“È morto un criminale. Secondo me la sua cattura non è stata un successo dello Stato, ma una resa a fronte della sua malattia. Ha preferito farsi curare dallo Stato piuttosto che curarsi nella latitanza. Purtroppo, essendo laico, non posso neanche sperare in una giustizia divina. Questa sua latitanza è stata una vergogna per lo Stato, come lo sono state le latitanze di Bernardo…
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Del 2023-09-25 La notizia della morte di Messina Denaro ha fatto il giro dei social come era ovvio ma c'è un qualcosa che sta dividendo: tra i tanti commenti ci sono le condoglianze postate all'indirizzo dei familiari con tanto di scritta "riposa in pace". Commenti che non riguardano solo la comunità castelvetranese, sia chiaro, ma che stanno riscontrando parecchie critiche. C'è chi scrive, "Sono schifato dai vostri commenti, non ci sono…
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Tutto passa. Dopo Bontade, Buscetta, Provenzano, Riina, è passato anche lui, Matteo Messina Denaro. Accompagnato dalle maledizioni di tanta gente, consumato dal cancro, se n’è andato in questo fresco inizio d’autunno, l’ultimo mafioso vecchio stile. Con lui termina un’epoca. Ha voluto fare il duro fino alla fine. Poveraccio, era tutto quel che gli rimaneva. «Il coraggio uno non se lo può dare» fece dire il Manzoni a don Abbondio
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“Manco di morto unnarrinisceru a pigghiariti. Manco di morto”. È il 3 dicembre 1998. La scena è quella di un funerale siciliano. Vestito di tutto punto c’è il morto. E quelle parole le pronuncia la vedova mentre, come nel più classico degli stereotipi, abbraccia la bara. Lei si chiama Lorenza Santangelo. Il morto all’anagrafe è Francesco Messina Denaro, ma per tutti è Don Ciccio. Qualche giorno prima, il 30 novembre, una telefonata al commissariato di Castelvetrano avvertiva…
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Matteo Messina Denaro, morto oggi 25 settembre 2023 all'età di 62 anni, non si era mai sposato. Aveva avuto molte relazioni, ma le nozze non le hai mai celebrate con nessuna di loro. Una condotta ben lontana da quella del boss Totò Riina o di Bernardo Provenzano. Entrambi regolarmente sposati e con figli. Le sue ultime relazioni sono emerse dalle inchiesta sui fiancheggiatori del capomafia arrestato lo scorso 16 gennaio alla clinica La Maddalena di Palermo, dove si era…
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UN MESE DOPO L'ARRESTO “Non sono un mafioso” e “non mi pentirò mai”. Era il 13 febbraio scorso e Matteo Messina Denaro si trovava, per la prima volta, davanti ai magistrati di Palermo che lo interrogavano. In poco meno di due ora il boss mafioso aveva parlato di mafia, di famiglia, persino del reato di concorso esterno in associazione mafiosa. Ad ascoltarlo il Procuratore capo di Palermo Maurizio de Lucia e l’aggiunto Paolo Guido.
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– Matteo Messina Denaro è morto. Il boss mafioso di Cosa Nostra, arrestato lo scorso 16 gennaio dopo 30 anni di latitanza, è deceduto nella notte a 61 anni nell’ospedale de L’Aquila dove era ricoverato da agosto in una stanza blindata. Il capomafia era malato da tre anni di tumore al colon. Venerdì 22 settembre era stato dichiarato in coma irreversibile. I medici, sulla base delle indicazioni date dal paziente, che nel testamento biologico ha rifiutato espressamente l'accanimento…
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Latitante considerato tra i più pericolosi al mondo, primo nella lista dei ricercati in Italia, Matteo Messina Denaro era scomparso durante una vacanza a Forte dei Marmi nell’estate del 1993 insieme ai fratelli Graviano e da allora aveva fatto perdere le sue tracce. Il suo arresto il 16 gennaio 2023, nella clinica La Maddalena di Palermo è stato come un fulmine a ciel sereno esploso nei media italiani, che ne hanno dissezionato…
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Nato a Castelvetrano nel 1962, era il rampollo di una famiglia mafiosa. Boss delle stragi, è ritenuto tra i mandanti degli attentati del ’92 e delle bombe del ’93 di Roma, Firenze e Milano. Accusato e condannato per decine di omicidi, l’ultimo padrino di Cosa Nostra era stato arrestato il 16 gennaio 2023 dopo una latitanza durata 30 anni ascolta articolo Rampollo di una famiglia mafiosa, figlio di Francesco Messina Denaro, morto da latitante.
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Sono molti i misteri destinati a rimanere tali con la sua morte: dall’assassinio «saltato» di Falcone alla strage di via dei Georgofili a Firenze, dal tentato omicidio di Maurizio Costanzo alla custodia dell’archivio del «capo dei capi», Totò Riina
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La storia di Matteo Messina Denaro sarebbe potuta finire un giorno di maggio del 1997, quattro anni dopo le stragi di Firenze, Milano e Roma che il boss di Castelvetrano aveva voluto insieme ai “falchi” di Cosa nostra. Gli investigatori dell’allora Criminalpol della polizia avevano trovato il covo dove si nascondeva, nella borgata marinara di Aspra, alle porte di Palermo. Via Milwaukee 40, u…
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"Il Padrino è finito, i suoi interessi no": mentre Messina Denaro si spegne, si pensa ai successori e al futuro di Cosa nostra. Non era il Capo dei Capi, non ne aveva né il ruolo né l’attitudine. Matteo Messina Denaro era altro. La sua famiglia, il mondo a cui apparteneva, c’era prima dei Corleonesi. C’era prima pure di Salvatore Giuliano, che qui venne ucciso. Il Trapanese ha dato i natali alle maggiori famiglie della Mafia di New York, e se qualcuno al di là delle ostinate smentite degli storici, ha aiutato gli americani nello sbarco…
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