Si fa più chiara l'attesa sull'impatto del nuovo Patto di stabilità sui conti italiani, anche se la decisione formale di Bruxelles arriverà tra un mese. La 'traiettoria di riferimento' che la Commissione Ue darà a Roma il 21 giugno sarà poi oggetto di un dialogo tecnico, per cristallizzarsi nel piano pluriennale di spesa da presentare entro il 20 settembre. L'idea è che si vada verso una richiesta di aggiustamento strutturale dello 0,5-0,6% del Pil in 7 anni per circa 10 miliardi l'anno…
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Per la decisione formale di Bruxelles bisognerà aspettare ancora un mese ma si delinea con maggior chiarezza l'impatto del nuovo Patto di stabilità sui conti italiani.L'idea è che si vada verso una richiesta di aggiustamento strutturale dello 0,5-0,6% del Pil in 7 anni per circa 10 miliardi l'anno, con "un risultato convergente" sia con le regole sul calo del debito e sia dalla procedura per deficit eccessivo.
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Con il nuovo Patto di stabilità pronto a fine giugno, servirà un rientro sul debito da almeno 10 miliardi per 7 anni. E per mantenere le misure pro lavoro ci vorrà un altro 0,8% di Pil. Il solo modo per correggere il tiro è scegliere bene alle Europee e scalzare i socialisti.Oltre a quelli che Giorg...
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Il debito pubblico è, prima di tutto, un’ingiustizia generazionale. Quando arriva a posizionarsi su livelli molto elevati, superando la capacità di generare ricchezza misurata con il prodotto interno lordo, di fatto sancisce la rottura del patto generazionale. Se chi è arrivato in pensione pretende giustamente come diritto che chi oggi lavora gli garantisca risorse per poter vivere bene in età an…
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Il braccio correttivo del nuovo Patto di Stabilità dovrebbe prevedere per l'Italia una correzione del deficit strutturale di circa 10 miliardi di euro l'anno fino al 2031. Secondo fonti di Bruxelles, la richiesta di aggiustamento dovrebbe attestarsi allo 0,5-0,6% del Pil in 7 anni, un valore pari a circa 10 miliardi l'anno. Si tratta, comunque, di una correzione che viene già considerata dal Def sui saldi 2024-25 e che, dopo l'indicazione della Commissione Ue (in foto il vicepresidente Valdis…
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La mole del nostro debito pubblico è il fattore di maggior rischio per l’economia italiana, oltre a essere un freno ai progetti di integrazione europea, come l’unione bancaria e il bilancio comune. In questi ultimi anni, tutti i paesi hanno accresciuto il proprio debito, ma l’Italia, insieme alla Grecia, rappresenta un caso anomalo. Ciò non significa che gli Stati non d…
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Uno spazio di manovra dei conti pubblici ridotto di circa 10 miliardi l'anno nei prossimi sette per rispettare le regole del nuovo patto di stabilità Ue. Si fa più chiara l'attesa sull'impatto per i conti italiani delle nuove regole economiche europee. L'idea è che si vada verso una richiesta di aggiustamento strutturale dello 0,5-0,6% del Pil in 7 anni, un valore pari a circa 10 miliardi l'anno: in altre parole una capacità di spesa che si farà più stretta dall'anno prossimo in poi, una correzione…
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Si fa più chiara l'attesa sull'impatto del nuovo Patto di stabilità sui conti italiani, anche se la decisione formale di Bruxelles arriverà tra un mese. La "traiettoria di riferimento" che la Commissione Ue darà a Roma il 21 giugno sarà poi oggetto di un dialogo tecnico, per cristallizzarsi nel piano pluriennale di spesa da presentare entro il 20 settembre. L'idea, secondo quanto riferito dall'Ansa, è che si vada verso una richiesta di aggiustamento strutturale dello…
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ROMA. Il buco scavato dal Superbonus nei conti pubblici rischia di diventare una crepa che erode sempre di più la credibilità italiana agli occhi dei mercati internazionali e delle istituzioni europee. Gli investitori sono convinti che i fondi del Pnrr saranno l’ancora di salvezza per l’economia italiana nei prossimi anni, ma un certo scetticismo comincia a essere palpabile leggendo gli scenari e…
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Neppure il tempo di incassare il primo via libera del Parlamento all’ennesima stretta al Superbonus: i “compiti” del governo Meloni sui conti pubblici devono farsi decisamente più sostenuti. Perché, annota Scope Ratings, se l’Italia non attuerà “un piano credibile di consolidamento fiscale a medio termine per stabilizzare il debito pubblico”, le conseguenze saranno pesantissime: da qui a t…
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Il debito pubblico italiano è cresciuto a tal al punto che, secondo le previsioni, di questo passo supererà quello della Grecia entro tre anni, raggiungendo un triste primato nella classifica del debito/Pil europeo. Per ridurre il peso del debito sul Prodotto Interno Lordo di un punto percentuale all’anno dal 2027, come chiedono le nuove regole fiscali dell’Unione Europea, l’Italia dovrebbe iniziare ad accumulare, già dal 2025 e fino al 2029, un miglioramento del saldo primario da 135…
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A Roma e dintorni si diventa concavi e convessi quando si tratta di elargizioni all’elettorato. Il Bilancio italiano è sotto osservazione perché in questi anni anziché diminuire è aumentato ancora. Secondo Banca d’Italia dal gennaio 2023 a marzo 2024 è cresciuto di 97 miliardi. In ragione dell’aumento dei tassi di interesse è già contabilizzato un debito di tremila miliardi per il 2025. Un’emergenza che spiega il voto di fiducia annunciato per la votazione in aula delle revisioni al Superbonus.
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L’obiettivo è quello di far scendere il peso del debito pubblico sul Pil di un punto percentuale all’anno dal 2027 come chiedono le nuove regola fiscali europee. Per raggiungerlo l’Italia deve iniziare già nel 2025 e accumulare un miglioramento del saldo primario da 135 miliardi di euro, che è una somma che vale il 5,8% del prodotto interno lordo nazionale, secondo i calcoli che sono stati elaborati nel proprio report sui conti pubblici da Scope Rating.
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Nel 2020-21 abbiamo constatato sulla nostra pelle che ci sono diverse varianti di Covid, che non è sufficiente la scomparsa dei sintomi più evidenti per potersi dire guariti e che possono emergere – con il cosiddetto “Covid lungo” – debolezze strutturali prima trascurate o ignorate. Ebbene, ieri, attraverso le dichiarazioni del Commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, abbiamo scoperto che qualcosa di molto simile si può dire della “malattia economica” di cui l’Europa soffre.
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L’Europa vede la ripresa dopo mesi di stagnazione, ma sulla schiarita pesano le nubi che si addensano attorno ai conti pubblici italiani. Con deficit e debito proiettati al rialzo tra quest’anno e il prossimo: più che nelle stime del governo - che, intanto, proprio ieri ha messo sul mercato il 2,8% delle partecipazioni in Eni -, e in controtendenza rispetto alla media dell’Eurozona, data in calo. Insomma, una “zavorra” destinata a gravare non poco sui rapporti tra…
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Debito in crescita e disavanzo superiore alla vecchia soglia del 3% del Pil (formalmente non abolita). Le previsioni di primavera della Commissione europea confermano, per quanto riguarda il quadro di finanza pubblica, che il governo italiano si troverà probabilmente ad affrontare una procedura per deficit eccessivo, nella nuova versione faticosamente approvata dalle istituzioni europee. Mentre sul fronte della crescita…
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Le “Previsioni di primavera” della Commissione Ue sono quest’anno più importanti del solito: è sulla base di questi numeri che verrà tracciata la “traiettoria tecnica” dei conti pubblici, in sostanza il percorso che gli Stati dovranno seguire per anni (quattro o sette) per centrare gli obiettivi di consolidamento fissati da Bruxelles. E allora le previsioni …
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Dovrebbero arrivare a novembre le richieste della Commissione Ue sull’aggiustamento di bilancio legato alla procedura per disavanzo eccessivo con il nuovo Patto di stabilità. Secondo i dati Eurostat 2023 sono undici i paesi, tra cui l’Italia, che superano il 3%, ma non è detto che la Commissione Ue apra per tutti la procedura. A settembre i governi presenteranno i loro piani pluriennali di spesa e poi – questa è la novità ancora da confermare – la Commissione…
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