Una persona su 7, nel mondo, soffre di disturbo mentale: un totale di 970milioni, affetti da depressione, ansia, demenze, fino all’Alzheimer ed oltre, vivono una disabilità spesso grave addebitabile al non buon rapporto tra intestino e cervello. Il dr Srinivas Kamath e collaboratori dell'università dell'Australia Meridionale (UniSA) hanno esplorato le connessioni tra intestino e cervello – detto “secondo cervello” - allo scopo di decifrare il loro ruolo nella salute mentale e nel benessere…
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Approfondimenti:
La scienza sta vivendo una vera e propria rivoluzione con la scoperta di un "senso neurobiotico", un circuito neuronale ultrarapido che permette al nostro cervello di "ascoltare" in tempo reale cosa dicono i miliardi di microbi che abitano il nostro intestino. Scopriamo di più in questo approfondimento. Flagellina: una svolta nello studio dell’asse intestino-cervello Lo studio, condotto dai neurobiologi Diego Bohórquez e M.
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Il cervello e l’intestino comunicano costantemente, e questa comunicazione può avere implicazioni profonde per la salute. Lo dimostra un recente studio che allunga la lista delle evidenze scientifiche a favore dell’esistenza di un’ “asse intestino- cervello”. La ricerca pubblicata su Alzheimer’s & Dementia: The Journal of the Alzheimer’s Association, firmato da Cristina Lanni del Dipartimento di Scienze del Farmaco dell’Università di Pavia, approfondisce, rafforzandolo…
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Intestino e cervello, un rapporto sempre più studiato e discusso. E ora uno studio aggiunge un ulteriore tassello. Ma facciamo prima un passo indietro: a partire da Aristotele, l’idea che gli esseri umani posseggano cinque sensi si è radicata sempre più nel tempo. Li conosciamo tutti: il gusto, l’olfatto, l’udito, il tatto e la vista. Sappiamo anche che il cervello riceve, interpreta e rielabora i segnali provenienti da questi sensi, generando risposte…
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Un nuovo e significativo studio pubblicato su “Alzheimer’s & Dementia: The Journal of the Alzheimer’s Association” getta luce sul complesso asse “intestino-cervello”, rivelando i meccanismi biologici che potrebbero rendere i pazienti affetti da patologie infiammatorie intestinali più suscettibili allo sviluppo di malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer. La ricerca, un lavoro biennale frutto della collaborazione di 6 laboratori accademici italiani e sostenuta da finanziamenti…
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