La minaccia dell'Iran di portare il prezzo del petrolio a 200 dollari al barile non è affatto campata per aria, perché, con una chiusura "prolungata" dello Stretto di Hormuz, "ci si arriva tranquillamente a quel livello". Che poi sia "150" o "200" dollari al barile, "poco cambia", perché con un prezzo del greggio superiore ai 100 dollari, lo "choc macroeconomico" c'è comunque. Lo dice all'Adnkronos Simone Tagliapietra…
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Negli ultimi giorni, il conflitto tra Iran e Stati Uniti ha determinato un rapido aumento del prezzo del petrolio, avvicinandolo a 120 dollari al barile, quotazione poi scesa poco sotto i 100 dollari, e ha spinto alcuni Paesi produttori Opec+ del Golfo Arabico a considerare una possibile sospensione della produzione di greggio e gas naturale. L’attuale situazione in Medio Oriente aumenta significativamente il rischio economico e industriale legato all’interruzione dei flussi petroliferi verso…
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Tuttavia, il direttore esecutivo Fatih Birol ha assicurato che il rilascio delle riserve di petrolio “ha avuto un forte impatto sui mercati” La guerra in Iran sta causando turbolenze senza precedenti nei mercati petroliferi, colpendo il 7,5% dell’offerta globale e una quota ancora maggiore di esportazioni. È quanto afferma l’Agenzia Internazionale per l’Energia. “La guerra in Medio Oriente sta creando la più grande…
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Giovedì 12 marzo 2026 In collaborazione con il quotidiano l’Adige riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Aie, ‘produzione petrolio Golfo giù di 10 milioni di barili al giorno’. Link alla notizia
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Petrolio: produzione giù di 10 mb/g. L’IEA: "Shock mai visto nella storia" (Teleborsa) - La guerra in Medio Oriente sta provocando "la più grande interruzione delle forniture nella storia del mercato petrolifero mondiale", con conseguenze che stanno spingendo il sistema verso un territorio inesplorato. È l'allarme lanciato nell’ultimo Oil Market Report dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) che dipinge un quadro drammatico per il settore energetico globale.
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Sarebbe uno shock globale. Da quel passaggio marittimo transita circa un quinto del petrolio mondiale e una quota enorme di gas liquefatto diretto verso Europa e Asia. Un blocco improvviso significherebbe mercati in panico e un terremoto geopolitico dagli effetti imprevedibili. A prima vista l’Europa sarebbe tra i più colpiti. Ma proprio le crisi producono spesso i cambiamenti strategici più profondi.
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Le guerre non arrivano nelle nostre case solo con il rumore delle bombe. A volte arrivano in silenzio, con una clausola cambiata da un assicuratore di Londra o di New York. È lì che la crisi di Hormuz smette di essere un affare per analisti e diventa una faccenda familiare: il primo colpo al bilancio domestico non è il missile, è il premio di rischio. Benzina oltre i 2 euro al litro: perché la guerra in Iran fa salire i prezzi Sembra un tema tecnico.
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Milano, 11 mar - "Il flusso del petrolio attraverso lo stretto di Hormuz e' praticamente del tutto interrotto". Lo ha detto il direttore esecutivo dell'Aie Fatih Birol in una conferenza stampa. Cop. Gli ultimi video Radiocor (RADIOCOR) 11-03-26 15:07:29 (0487)ENE 3 NNNN
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Le tensioni geopolitiche che periodicamente attraversano lo Stretto di Hormuz ricordano quanto fragile sia l’equilibrio energetico globale. Tra Iran e Oman, questo stretto corridoio marittimo collega il Golfo Persico al Golfo di Oman e alle rotte oceaniche internazionali. Da qui transita circa il 20% del petrolio mondiale e oltre il 30% del petrolio trasportato via mare, rendendolo uno dei passaggi più strategici del sistema energetico internazionale.
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